| Anno | 2025 |
| Genere | Biografico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Giuseppe Piccioni |
| Attori | Federico Cesari, Benedetta Porcaroli, Liliana Bottone, Luca Maria Vannuccini Sandra Ceccarelli, Fausto Paravidino, Riccardo Scamarcio, Margherita Buy, Alessandro Cucca, Marco Trionfante. |
| Uscita | giovedì 2 ottobre 2025 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Academy Two |
| MYmonetro | 3,40 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 26 settembre 2025
Il film ripercorre la vita del poeta, gettando luce sugli aspetti meno noti e conosciuti, dando risalto, in particolare, al periodo giovanile, al suo animo inquieto e ribelle che lo portò a lottare contro le ingiustizie negli anni dell'università. In Italia al Box Office Zvanì - Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli ha incassato 188 mila euro .
Passaggio in TV
martedì 13 gennaio 2026 ore 21,30 su RAIUNO
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CONSIGLIATO SÌ
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Giovanni Pascoli è morto e un treno, su cui si trovano parenti, studenti e autorità, parte da Bologna per trasportare il feretro al paese natale, Castelvecchio di Barga. Attraverso il ricordo della sorella Mariù ripercorriamo la vita del poeta a partire dall'uccisione del padre per poi scoprire il suo impegno politico, i rapporti non sempre facili con Giosuè Carducci e la sua vita con le sorelle Ida e Mariù.
Giuseppe Piccioni ci fa conoscere aspetti spesso dimenticati della vita di uno dei poeti più famosi in Italia.
"Zvanì" è il diminutivo affettuoso con cui in Romagna si chiama chi ha come nome Giovanni. Già questa dizione nel titolo segnala l'intenzione di avvicinare agli spettatori un poeta che troppo spesso i libri scolastici hanno relegato, talvolta fraintendendone il senso , all'immagine del 'fanciullino' o alla poesia "La cavallina storna" dedicata all'uccisione del padre. Giuseppe Piccioni decide di affrontarne la biografia scavando, grazie a una sceneggiatura che vede tra le firme Sandro Petraglia, nelle vicende meno note della sua formazione culturale e politica e nel rapporto con le sorelle.
Pagato il debito iniziale, che lo costringe a presentare i personaggi principali affinché se ne distingua il rapporto con il poeta, Piccioni continua a proporre il suo modo di fare cinema che consiste nell'indagare nelle pieghe dell'animo umano sia che si tratti di personaggi frutto dell'immaginazione o, come in questo caso, di uno scrittore noto al grande pubblico per reminiscenze scolastiche ma, sotto questo profilo, ancora sostanzialmente sconosciuto.
Accompagniamo così Giovanni nella sua ansia di portare allo scoperto le vere cause dell'uccisione del genitore così come lo vediamo, da studente, impegnato sul piano politico in qualità di seguace delle idee 'rivoluzionarie' di Andrea Costa, primo deputato socialista d'Italia, e ne seguiamo i rapporti non sempre idilliaci con Giosuè Carducci e Gabriele D'Annunzio.
Dove poi Piccioni torna a portare in primo piano quegli slittamenti del cuore e dell'affettività che hanno innervato, sin dagli esordi con Il grande Blek, la sua filmografia, è nel rapporto tra il poeta e le sorelle Ida e Mariù. Le dinamiche che intercorrono tra di loro sono complesse e il film, senza avere la pretesa di offrirci una risposta definitiva, ci suggerisce alcune ipotesi decisamente interessanti, in particolare per quanto riguarda Ida.
Da parte degli esegeti della sua opera non sono mancate le illazioni sui motivi che spinsero Pascoli a non sposarsi. Piccioni ci offre la sua lettura cercando, ancora una volta, l'essere umano nella sua essenza liberata dall'immagine che di lui gli altri si sono creata. Suor Caterina, Ernesto, Giulia, Luciano e molti altri suoi personaggi hanno preceduto questo Zvanì. Tutti sono diventati, per chi apprezza il suo cinema, dei vicini di casa, delle persone (non più dei personaggi) da conoscere e accogliere con i loro pregi e i loro difetti. Ora lo è anche Giovanni Pascoli.
“Io vedo (come è questo giorno, oscuro!) / Vedo nel cuore, vedo un camposanto / Con un fosco cipresso alto sul muro”: il nuovo film di Giuseppe Piccioni sembra nascere proprio dalle parole de Il giorno dei morti con cui si apre la raccolta Myricae, per sviluppare attraverso un altro linguaggio espressivo, quello cinematografico, la stessa logica visionaria e profondamente lirica [...] Vai alla recensione »
IO NON LO CONOSCEVO BENE Complici forse i ricordi scolastici, non possiamo negare che il pubblico si sia avvicinato con una certa diffidenza a quello che immaginava essere un biopic poco avvincente, storia di un poeta relegato da tempo in una soffitta polverosa dalla quale Giuseppe Piccioni lo tirava fuori per il dovuto, rituale omaggio in occasione dell’anniversario [...] Vai alla recensione »
Zwanì di Piccioni va molto aldilà degli stereotipi imparati a scuola sul poeta. Ci restituisce un Pascoli vero,puro, umano, attento alle piccole cose, alla natura umile e familiare. Eleva a dignità poetica gli aspetti più semplici e genuini dell'esistenza. Canta le esperienze familiari, la campagna, gli affetti più intimi e le piccole realtà della vita [...] Vai alla recensione »
Federico Cesari, il nuovo Elio Germano, farà parlare di sè e, intanto, ci regala quì una prova sensibile e credibile consentendoci di conoscere qualcosa di un poeta patrimonio di pochi. Mi ha colpito il ruolo della bellissima Liliana Bottone, una sorella arrabbiata che pur amando il poeta arriva a detestarlo, non si rassegna all'incantesimo che ha reso malato cronico il povero [...] Vai alla recensione »
Capisco che nessuno capisce un tubo di questo immenso poeta umiliato dalle lezioni scolastiche, capisco che è un film per la televisione, però.... un po' di sforzo, di impegno per evitare di farne un santino banale, scontato no???????? Attori che recitano come se stessero mormorando preghiere, facce afflitte - se no come si capisce che Pascoli soffriva?? - tra cui trionfa quella della [...] Vai alla recensione »
La poetica del cinema di Giuseppe Piccioni, il suo stile di regista cantore del quotidiano, della gente comune e dei suoi sentimenti più profondi, non poteva non incontrarsi con la poetica di Giovanni Pascoli. Se Piccioni con Zvanì - Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli (Italia, 2025) ci ha donato un film che tutti gli studenti e i docenti delle scuole d'Italia dovrebbero vedere ha anche realizzato [...] Vai alla recensione »
Il segreto nei biopic dei poeti al cinema è sempre quello di riuscire a catturare l'origine del verso, trovare la chiave di volta per cui la scrittura del film diventa passepartout per svelare la magica alchimia che scolpisce il verso, quel verso che come nei film a volte è capace di disarmare la realtà disarticolandola nella frammentazione delle parole che ricombinano, nel loro mutuo sostegno, il [...] Vai alla recensione »
Diretto da Giuseppe Piccioni, "Zvanì - Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli" non è da intendersi come una biografia tradizionale, bensì un viaggio interiore nei fantasmi che hanno a lungo contraddistinto la vita del poeta. L'efficace incipit con il feretro che torna in Romagna nel 1912 apre la porta a una serie di flashback che rievocano la giovinezza, i legami con le sorelle, le ferite insanabili [...] Vai alla recensione »
Non è mai semplice per il cinema confrontarsi con la vita dei poeti, figure che appartengono più al mito che alla cronaca, più alla lingua che alle immagini: il rischio è sempre quello di ridurre la loro complessità a didascalia scolastica, di irrigidirne l'enigma in una successione ordinata di date e di eventi. Ma quando la biografia incontra lo sguardo di un autore capace di ascoltare le incrinature [...] Vai alla recensione »
Un viaggio in treno lungo quanto il film, a bordo la bara con il cadavere di Giovanni Pascoli e i familiari e gli amici. II luttuoso viaggio è punteggiato dai ricordi che compongono la biografia del poeta. II trauma primario - l'assassinio del padre da cui La cavallina storna -, gli studi, l'insegnamento, la stima di Carducci e D'Annunzio che non cancella il male di vivere, annegato in qualche bicchiere [...] Vai alla recensione »
«Mai più mai più», recita la voce fuori campo che chiude Zvanì - Il romanzo familiare di Giovanni Pascoli (Italia, 2025, 110'). E si intitola, appunto, Mai più mai più una delle Poesie varie (1913) del poeta di cui tutti ricordiamo «O cavallina, cavallina storna». A partire dalla bella sceneggiatura di Sandro Petraglia, ora Giuseppe Piccioni lo racconta, quel poeta, nella prospettiva di un tempo perduto [...] Vai alla recensione »
Zvanì è un titolo coraggioso, molti non lo capiranno, ma per fortuna c'è il sottotitolo La vita familiare di Giovanni Pascoli per informarci che si tratta di un film sul poeta: "Zvanì" è il modo in cui, in dialetto romagnolo, viene troncato il nome "Giovannino". Si parte dal funerale, nel 1912, e si va all'indietro nel tempo per ricostruire il privato di un uomo che tutti pensiamo di conoscere (l'uccisione [...] Vai alla recensione »
L'inizio è nella fine: il lutto s'addice alla famiglia Pascoli, i cui superstiti accompagnano il feretro del caro estinto, il poeta Giovanni, nell'ultimo viaggio da Bologna - dove, cinquantaseienne minato da cirrosi e tumori, muore il 6 aprile 1912: il giorno prima di Pasqua, un Sabato Santo - alla natia Castelvecchio. È nel principio che Giuseppe Piccioni - uno dei più sottostimati registi italiani [...] Vai alla recensione »
Il film inizia con la morte prematura di Giovanni Pascoli nel 1912 e ne ripercorre la sfortunata vita familiare, specchio anche della sua poetica, senza tralasciare il rapporto conflittuale con Carducci. Giuseppe Piccioni torna a raccontare con delicatezza e ispirazione la storia d'Italia, dopo l'ottimo L'ombra del giorno, con un film malinconico, addolorato e pessimista.
Alla base di Zvanì - Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli, c'è l'impegno produttivo di Raifiction, che saluta l'operazione come un ritorno alla tradizione del cinema e della televisione che ripercorrono "il passato culturale" italiano. "Rossellini in primis"... Ma l'intento "didattico" sembra lontano dalle corde del film. Un po' come accadeva per il Pirandello di Michele Placido, Giuseppe Piccioni [...] Vai alla recensione »
A un certo punto del film di Giuseppe Piccioni (è "solamente" il dodicesimo nell'arco di quarant'anni), Giovanni Pascoli (Federico Cesari), parlando del suo maestro e (in parte) mallevadore Giosuè Carducci dice con fierezza a un amico e compagno di studi che la sua opera verrà letta ancora quando di Carducci non si saprà più nulla. Poco più avanti Pascoli, a Roma, incontra Gabriele d'Annunzio (Fausto [...] Vai alla recensione »
1912. Sul treno che trasporta la salma di Giovanni Pascoli, l'adorata e adorante sorella Mariù rivede i momenti principali della vita del poeta. La sceneggiatura di Sandro Petraglia si concentra su Zvanì, Giovanni in dialetto emiliano, che vive la propria arte come fosse la propria vita: un D'Annunzio rovesciato, refrattario alla mondanità. La poesia pascoliana è infatti vita in versi, dolore per la [...] Vai alla recensione »