| Titolo originale | Inland Empire |
| Anno | 2006 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA, Polonia, Francia |
| Durata | 172 minuti |
| Regia di | David Lynch |
| Attori | Laura Dern, Jeremy Irons, Justin Theroux, Harry Dean Stanton, Julia Ormond Diane Ladd, William H. Macy, Laura Harring, Jordan Ladd, Stanley Kamel, Mary Steenburgen, Karolina Gruszka, Jan Hencz, Krzysztof Majchrzak, Grace Zabriskie, Ian Abercrombie, Karen Baird, Bellina Logan, Amanda Foreman, Peter J. Lucas, Cameron Daddo, Jerry Stahl. |
| Uscita | lunedì 19 gennaio 2026 |
| Tag | Da vedere 2006 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| MYmonetro | 3,68 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 16 gennaio 2026
La storia di un mistero. Il mistero di un insieme di mondi che si svelano intorno a una donna. In Italia al Box Office Inland Empire - L'impero della mente ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 58,1 mila euro e 55,3 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Un'esperienza. Inland Empire di David Lynch non è un film organico, lineare, comprensibile, con un inizio e una fine definibili tali, ma è innanzitutto un'esperienza sensoriale. Un flusso di pensiero libero di un artista, che non richiede spiegazioni, ma solamente intuizioni, emozioni personali, positive o negative che siano. Si potrebbe parlare di mondi paralleli, di realtà e finzione che si fondono, si incontrano, si abbandonano, di cinema e televisione (e di pellicola e digitale), del concetto del Tempo, non sequenziale, "random" e assoluto. Si potrebbe anche analizzare il film nei dettagli dei frammenti che compongono la storia. Si potrebbe anche non giudicare, e semplicemente sentire, subirne il suo effetto.
Inland Empire, infatti, per la lunga durata (172 minuti di Lynch, in ogni caso, mettono a prova anche i suoi fan), è uno straordinario bombardamento di immagini e suoni, ai quali lo spettatore non può non reagire.
La perdita dell'orientamento che ne consegue provoca una totale apertura verso ciò che è sullo schermo, generando le emozioni a cui abbiamo fatto riferimento in precedenza. Lo si può amare, odiare, rifiutare, non giustificare. Paradossalmente, in riferimento al giudizio di valutazione potrebbe valere una stella, tre stelle, cinque stelle.
Il sospetto che un'opera simile sia un divertissement di Lynch stesso, non va tralasciato. Anche se fosse, comunque, il risultato sarebbe il medesimo, perché di questi tempi uscire con una sensazione violenta, da una sala è sempre più raro.
Inland Empire è un'esplorazione, un esperimento, un varcare i confini noti e verificarne la possibilità e i limiti. Fra dieci anni, chissà, sarà considerato un capolavoro.
Inland Empire è un film sul cinema. Sulla capacità del cinema di coinvolgere e farsi coinvolgere. Laura Dern esce dallo schermo e l’abbraccia; ci abbraccia. Esce e noi entriamo. E quando entriamo portiamo dentro tutto noi, quando entriamo diventiamo parte del film. Così il film prende pieghe inaspettate, si carica delle nostre pulsioni, paure, emozioni… cambia; [...] Vai alla recensione »
Se per caso qualcuno nutrisse ancora dei dubbi sulla natura di grande marginale di David Lynch nel panorama cinematografico americano contemporaneo, dopo la visione dell'ultimo, gigantesco, grandioso Inland Empire, avrà messo da parte ogni dubbio. Nel senso che Lynch ha messo a lato il suo essere, per l'appunto, al lato del grande star system: è andato oltre, senza timore di nulla.