| Titolo originale | Close Encounters of the Third Kind |
| Anno | 1977 |
| Genere | Fantascienza, |
| Produzione | USA |
| Durata | 135 minuti |
| Regia di | Steven Spielberg |
| Attori | Richard Dreyfuss, François Truffaut, Teri Garr, Melinda Dillon, Bob Balaban J. Patrick McNamara, Warren Kemmerling, Roberts Blossom, Philip Dodds, Cary Guffey, Shawn Bishop, Adrienne Campbell, Justin Dreyfuss, Lance Henriksen, Merrill Connally. |
| Uscita | lunedì 26 gennaio 2026 |
| Tag | Da vedere 1977 |
| Distribuzione | Cineteca di Bologna |
| MYmonetro | 3,67 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 21 gennaio 2026
Nel Wyoming un incontro alieno richiama sensitivi: un figlio ritorna e un uomo parte verso le stelle. Il film ha ottenuto 9 candidature e vinto 2 Premi Oscar, 4 candidature a Golden Globes, In Italia al Box Office Incontri ravvicinati del terzo tipo ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 35,6 mila euro e 29,3 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Stato dell'Indiana. In seguito alla comparsa di alcuni fenomeni magnetici insoliti (insieme ad avvistamenti di velivoli non identificabili) l'equipe del professor Lacombe, che sta studiando un misterioso messaggio musicale proveniente dallo spazio, raggiunge gli Stati Uniti. Si vorrebbe che tutto rimanesse segreto ma i media si impossessano della notizia e così, nella località denominata Picco del Diavolo in cui sono comparsi i fenomeni, si raduna un buon numero di curiosi. Tra loro ci sono Jillian, una mamma che si è vista assorbire da un fascio di luce il proprio figlio e Roy, un elettrotecnico che ha avuto una strana visione dopo essere stato avvolto da delle strane sorgenti luminose.
Il film dalla gestazione forse più complessa nella filmografia di Steven Spielberg.
Per un regista abituato a scrivere insieme ad altri le sceneggiature Incontri ravvicinati del terzo tipo ha rappresentato per Spielberg una sfida con se stesso. Come lui stesso ha dichiarato ha scritto per cinque notti a settimana (da mezzanotte alle sei) per la durata di quasi un intero anno continuando a modificare quanto precedentemente elaborato. Per poi vedersi spinto dalla Columbia ad un'uscita anticipata rispetto a quello che avrebbe voluto ed essendo quindi costretto a dei compromessi. Ai quali ha poi posto rimedio ottenendo l'autorizzazione a un nuovo montaggio nonché alla ripresa di alcune sequenze che erano previste dalla sceneggiatura originale ma che non era stato possibile girare per mancanza di tempo e di budget.
La presenza poi di François Truffaut nel cast era per il regista, allora al quarto film e nonostante il successo planetario de Lo squalo, solo immaginabile ma non realizzabile. Aveva contattato Yves Montand e Lino Ventura per il ruolo del professor Lacombe e incontrato Michel Piccoli, Gerard Depardieu e Philippe Noiret. Quando però trovò il coraggio di chiamarlo ed ottenne il via libera per inviargli la sceneggiatura, dopo una settimana di ricezione della stessa aveva il consenso del regista.
Una valutazione del film non può che partire da qui: dalla presenza di Truffaut che Spielberg definiva un bambino per lo sguardo puro e la passione che gli erano propri. È Lacombe che viene attratto dalle note di quella musica misteriosa ed era stato proprio Truffaut a sottolineare ne Il ragazzo selvaggio che il linguaggio umano è musica.
È grazie anche a questo che Spielberg si libera della sottomissione agli stereotipi del genere science fiction. Primo fra tutti quello dell'invasione carica di segni oscuri, quando non catastrofici, per gli abitanti del pianeta Terra. Sarà un tema che affronterà (sempre a suo modo) molti anni dopo con La guerra dei mondi.
Qui non abbiamo mostri spaziali e ciò che avrebbe potuto manifestarsi come un'isteria collettiva (l'arrivo delle persone sul luogo degli avvistamenti) si trasforma in un pacifico momento di incontro su quello che, va sottolineato, si presenta come un set cinematografico nel finale in cui gli alieni, di cui Spielberg decide di mostrarci l'aspetto, e il professor Lacombe comunicano muovendo le mani. Appunto: la mano. Quella parte del corpo che sarà magico/miracolosa in chi li seguirà nella pacifica invasione degli schermi e cioè in E.T. - L'extra-terrestre e tornerà a marcare il cinema spielberghiano nel poster di Schindler's List. Il simbolo cioè di ciò che rende possibile come in questo caso, un vero e sentito incontro ravvicinato.
Magnifica fiaba fantascientifica, pervasa da un appassionante sentimento di fraternità universale. In una zona deserta dello Wyoming, nei pressi del famoso Picco del Diavolo (una curiosa formazione vulcanica citata in tutti i libri di geologia), il governo americano sta preparando segretamente una base di atterraggio per navi extraterrestri. Ma alcune persone dotate di percezione extrasensoriale si sentono attirate verso il Picco del Diavolo. Due di questi sensitivi, Roy, un elettrotecnico, e Jillian, una donna a cui gli extraterrestri hanno rapito il figlio, giungono all'appuntamento con l'astronave misteriosa. Il bambino rapito viene restituito e Roy sale sull'Ufo.
Caposaldo e pietra miliare del genere (esattamente al pari del contemporaneo Guerre stellari), l’unico film del regista di cui sia responsabile sia del soggetto che della sceneggiatura, Incontri ravvicinati del terzo tipo lo è soprattutto per la sua rivoluzionaria rappresentazione degli alieni non più come mostri guerrafondai e assettati di sangue bensì come esseri pacifici [...] Vai alla recensione »
“Stop and be friendly” might not seem like much of a way to sum up a great movie. But those words, on a sign held aloft by an old coot as a “Howdy!” to an armada of UFOs, is the very spirit of Steven Spielberg’s wonderful 1977 film. The news of this “30th Anniversary Ultimate Edition” is that apart from a long out-of-print Criterion laser disc, it’s the first home video release of the film’s original [...] Vai alla recensione »