| Anno | 2025 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | USA, Canada |
| Durata | 95 minuti |
| Regia di | David Yarovesky |
| Attori | Anthony Hopkins, Bill Skarsgård, Ashley Cartwright, Michael Eklund, Navid Charkhi Gaston Morrison, Reese Alexander, Harrison MacDonald, Gabrielle Walsh, Chris Webb (III), Garvin Cross, Jeff Sanca, Todd Scott, Angela Uyeda, Lars Grant, Rochelle Okoye, Dan Payne. |
| Uscita | mercoledì 20 agosto 2025 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| MYmonetro | 2,36 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 28 agosto 2025
Un thriller claustrofobico e adrenalinico, dove ogni secondo conta e la redenzione non è contemplata. In Italia al Box Office Locked - In trappola ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 452 mila euro e 255 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Una metropoli senza nome, un cielo sporco e buio, una folla di persone che cerca solo di sopravvivere. E in mezzo a tutto Eddie, nei guai dopo che il van con cui fa le consegne si è rotto e senza un soldo per ripararlo. Con un occhio al portafoglio e l'altro alla figlia Sarah che lo aspetta fuori da scuola, Eddie tenta maldestramente di rubare un'auto e guadagnare qualcosa. Dopo alcuni tentativi si imbatte in un SUV lasciato aperto nel bel mezzo di un parcheggio, ma è troppo tardi quando Eddie scopre che la macchina è una trappola perfetta da cui è impossibile fuggire, progettata da un misterioso William che inizia a torturarlo nei modi più disparati.
Il film di Yarovesky rinnova il genere dei confined-space movies, tutto sorretto da Anthony Hopkins e Bill Skarsgård.
A David Yarovesky piace quella categoria dello spirito e del botteghino che sono gli "high-concept movies", a monte venduti come idee accattivanti e strutture narrative coinvolgenti, a valle realizzati in serie dal sistema di approvvigionamento spettacolare americano: The Hive, L'angelo del male - Brightburn e Nightbooks - Racconti di paura con le loro adesioni ai generi e l'alta riconoscibilità commerciale sono il tentativo di Yarovesky di aderire a questo modello produttivo e ritagliarsi così una propria nicchia auto-sufficiente all'interno dell'industria hollywoodiana - e dintorni.
E quindi il nostro non poteva che essere un fan dell'attuale grado zero nel fare cinema negli States, cioè il mining di proprietà intellettuali per estrarre un franchise dalla sicura tenuta pluriennale, con annesso remake laddove necessario per rendere riconoscibile il vecchio prodotto al nuovo consumo spettatoriale. In questo caso ci si è votati alla delocalizzazione delle idee, selezionando dal mercato globale il film argentino 4x4, già rifatto in Brasile come A Jaula e in India come Dongalunnaru Jaagratha, a riprova se non di certe tendenze industriali di sicuro dell'high-concept del film - appunto.
Senza soffermarci nel comparativismo intercontinentale tra i tre titoli, annotiamo subito come Yarovesky - assieme allo sceneggiatore Michael Arlen Ross - sceglie di posizionare questo Locked - In trappola in quel frame critico che vuole gli Stati Uniti sull'orlo di una guerra civile, sfiancati come sono dallo scontro generazionale e dalla polarizzazione ideologica. Il contesto del film è quello di una società piagata dalle droghe, dalla criminalità, dall'indifferenza, dalla sopraffazione, intento reso ancora più preciso dalla scelta di non dare nessuna indicazione geografica reale - la città senza nome è tutte le città con un nome.
Da qui prende le mosse ideologiche, emotive e fattuali il nucleo narrativo di Locked, aggiornando il giustizialismo metropolitano à la Il giustiziere della notte - naturalmente citato in modo sfrontato - ai tempi (anti)moderni che viviamo, con uno spostamento interessante sulla figura del solitario vendicatore, il William di Anthony Hopkins, elitario e facoltoso, in contrapposizione alla street culture e indigenza dell'Eddie di Bill Skarsgård. Lo scontro retorico sembra poi surrogare le attuali "culture wars" tra woke e conservatori, millennial e boomer, sincerità e post-verità, aprendo alla possibilità di vari posizionamenti in risposta al proprio sentire politico e non.
Le premesse - promesse? - di Locked non bastano però a tenere insieme un risultato finale che appare nel migliore dei casi esangue: Yarovesky non riesce a stringere lo sguardo, non ha la forza per ribaltare le dinamiche, non viene a capo di come esaltare le situazioni. La scelta di adoperare una visione panoramica per la messa in scena, con i continui andirivieni della camera e i trecentosessanta gradi toccati più volte, disinnesca la tensione primaria dello spazio, quell'high-concet iniziale che aveva fatto la fortuna di titoli come Buried e perfino delle superfici ideali dei desktop films come Searching.
E se alla fine tutto risulta troppo monotono e scialbo, fissiamo per un attimo il nostro angolo sui due protagonisti - che sarebbero potuti essere tre se la macchina che sta, letteralmente, al centro di tutto, quella Dolus iper-tecnologica, avesse avuto almeno un principio di tecno-feticismo -, qui posti agli antipodi delle loro abituali collocazioni attoriali: Hopkins, alfiere del mimetismo che abbisogna solo di sguardo e portamento come in Quel che resta del giorno e ovviamente Il silenzio degli innocenti, qui si sovraccarica anche e soltanto a partire solo dalla voce; Skarsgård, il corpo mutato e smontato per eccellenza degli ultimi anni degli It e dei Nosferatu, stavolta non ha niente con cui giocare se non solo sé stesso.
Ti riconosci davvero nell'istinto distruttivo agito a trecentosessanta gradi dall'attuale cinema americano, senza più ironia, inventiva, potenza narrativa? Allora vai a chiuderti anche tu in questo cavolo di SUV. Altrimenti, anche al cinema, perché pagare dazio? Perché costringerci a sopportare l'effettiva tortura prodotta da una violenza del tutto fine a se stessa, [...] Vai alla recensione »
Eddie (Skarsgârd) ha una figlia e non ha il becco d'un quattrino. Si introduce in un Suv - insonorizzato e dai vetri oscurati - lasciato aperto in un parcheggio: ci sarà pure qualcosa di valore da rubare e rivendere. Troppo tardi si accorge di essere caduto in una trappola: la portiera si chiude e riaprirla è impossibile. Eddie è in balia del ricco e moribondo (cancro) William (Hopkins), che gli parla [...] Vai alla recensione »
Attore sceneggiatore fotografo produttore e regista di talento. Ecco Mariano Cohn, argentino: uno che al cinema sa fare tutto, con originalità e bravura. Lo ricordiamo per i molto pregevoli lavori in coppia con Gastón Duprat. Per esempio "Finale a sorpresa" - il titolo originale era "Official Competition", vale a dire l'etichetta che contrassegna i film selezionati ogni anno per il festival di Cannes. [...] Vai alla recensione »
Eddie (Bill Skarsgård), alla disperata ricerca di denaro, prova a saccheggiare tutte le automobili che trova aperte. Sale su un fiammante suv, ma quando cerca di scendere si accorge di essere intrappolato al suo interno. Il proprietario (Anthony Hopkins) lo contatta spiegandogli che quella è la settima volta che forzano la sua auto e che è deciso a ottenere un tipo di giustizia che, a suo avviso, il [...] Vai alla recensione »
Ansiogeno, inquietante e adrenalinico, imperfetto ma intenso. Locked - In Trappola, il nuovo film di David Yarovesky (che aveva diretto L'angelo del male - Brightburn e Nightbooks - Racconti di paura), riadattamento del film argentino 4×4 di Mariano Cohn del 2019, attinge ad un'idea di partenza già efficace, capace di sfruttare al meglio l'atmosfera claustrofobica di un luogo stretto che diventa [...] Vai alla recensione »
Delitto e castigo era già preso, e han dovuto ripiegare sul più esplicito e minaccioso Locked - In trappola, ma la storia diretta da David Yarovesky ha in sé un sottofondo ben più profondo del thriller affidato ai personaggi interpretati da Bill Skarsgård e Anthony Hopkins. Al cinema dal 20 agosto, data di uscita fissata dalla Eagle Pictures che lo distribuisce, il nuovo film del regista dell'horror [...] Vai alla recensione »
Remake dell'argentino 4×4 (2019) di Mariano Cohnt, Locked è diretto da David Yarovesky (L'angelo del male - Brightburn, Nightbooks - Racconti di paura), che nel genere horror ha trovato la sua dimensione, almeno al momento. Yarovesky, qui prodotto anche da Sam Raimi, si è trovato per le mani un mostro sacro come Anthony Hopkins (o meglio, la sua voce per la maggior parte del film, farà poi olo una [...] Vai alla recensione »
Se vi siete mai infilati in una discussione su internet, conoscete la sensazione di trappola claustrofobica: non si va da nessuna parte, il tasso di violenza è in costante escalation, la lunghezza dei "muri di testo" pure. Locked potrebbe (vorrebbe? Non ne siamo certi) essere una figurazione letterale di quell'esperienza: il giovane e malconcio Eddie (Bill Skarsgård), senza mezzi e senza amici ma con [...] Vai alla recensione »
Sono davvero lontani i tempi e gli sguardi di quel cinema statunitense low budget, alla costante ricerca del claustrofobico, della limitazione di scenari e della questione politica che, in qualche modo, dovrebbe fare capolino: sospesa talvolta maldestramente, altrimenti miracolosamente, tra tensione, jump scare, adrenalina e primi e primissimi piani.
Locked - In trappola è un thriller claustrofobico diretto da David Yarovesky e prodotto da Sam Raimi, remake del film argentino del 2019 4×4 (diretto da Mariano Cohn). Protagonisti, il ladruncolo Eddie, interpretato da Bill Skarsgård, ed il proprietario del Suv, William, che da voce dell'auto prende infine il volto di un sempre inquietante Anthony Hopkins.