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Wolf Man

Film 2025 | Horror, V.M. 14 103 min.

Anno2025
GenereHorror,
ProduzioneUSA
Durata103 minuti
Regia diLeigh Whannell
AttoriChristopher Abbott, Julia Garner, Sam Jaeger, Matilda Firth, Benedict Hardie Ben Prendergast, Milo Cawthorne.
Uscitagiovedì 16 gennaio 2025
DistribuzioneUniversal Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14
MYmonetro 2,89 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Leigh Whannell. Un film con Christopher Abbott, Julia Garner, Sam Jaeger, Matilda Firth, Benedict Hardie. Cast completo Genere Horror, - USA, 2025, durata 103 minuti. Uscita cinema giovedì 16 gennaio 2025 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 2,89 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 15 gennaio 2025

Dalla Blumhouse e dal visionario sceneggiatore e regista Leigh Whannell, creatori dell'agghiacciante racconto di mostri L'uomo invisibile, arriva un nuovo terrificante incubo. In Italia al Box Office Wolf Man ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 391 mila euro e 268 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
2,89/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 2,82
PUBBLICO 2,36
CONSIGLIATO SÌ
Ottime idee, diverse buone sequenze e interpretazioni efficaci. Un incubo tragico che ci fa riflettere.
Recensione di Andrea Fornasiero
venerdì 10 gennaio 2025
Recensione di Andrea Fornasiero
venerdì 10 gennaio 2025

Blake, cresciuto in una casa tra i boschi dell'Oregon, ora è un padre senza lavoro che vive a San Francisco e accudisce la figlia. Quando riceve una lettera dove lo stato certifica la morte del genitore, da tempo scomparso, Blake convince la moglie Charlotte e la figlia Ginger a trasferirsi temporaneamente nella casa d'infanzia, dove spera di ritrovare la serenità coniugale in crisi. Ma i boschi da cui proviene non erano sicuri quando era un bambino e ancor meno lo sono adesso, così non appena cala la notte una bestiale creatura minaccia la famiglia e ferisce Blake, dando inizio alla sua trasformazione.

Il regista Leigh Whannell, ispirato dal lockdown del Covid-19, quando ci si poteva ritrovare chiusi in casa con un familiare contagiato, dirige la nuova versione di Wolf Man e trasforma la maledizione della licantropia in una malattia.

Una malattia orribile e con sole poche decine di minuti di incubazione, prima che il soggetto inizi a mutare drasticamente, a partire dalla perdita dei denti. Ci si sposta così in territori body horror, dove poco a poco il protagonista Christopher Abbot assume sembianze bestiali (ma senza mai arrivare davvero a un ibrido tra uomo e lupo) in una sorta di incrocio tra Un lupo mannaro americano a Londra e La mosca. Tutto questo avviene poi mentre l'uomo e la sua famiglia sono assediati da un altro licantropo, costretti dunque a difendersi da un nemico esterno ma pure da un mostro interno. Il film si propone inoltre come una riflessione sul mutamento dei ruoli maschili, da quelli tossici e patriarcali del padre a quelli "evoluti" del figlio, padre premuroso che infatti cerca di combattere la trasformazione con tutte le proprie forze, per il bene della sua famiglia.

Diretto e sceneggiato dal regista dell'ottimo L'uomo invisibile del 2020, l'australiano Leigh Whannell qui affiancato alla scrittura dalla moglie Corbett Tuck, Wolf Man non è una reinvenzione di un classico altrettanto dirompente. A essere efficace dunque sono soprattutto la messa in scena e le interpretazioni, dove ad Abbot si affianca Julia Garner, che da madre timorosa di essere anaffettiva si trasforma in indomita protettrice della figlia. La regia ha diverse ottime idee e buone sequenze, inoltre il film ha il pregio della compattezza nella durata e di non perdere mai tempo. Se già il prologo innesca tensione, basta che la famiglia arrivi in Oregon e scenda la prima notte perché si entri nel vivo della vicenda, senza disseminare sinistri ma ovvi indizi. Il pubblico è del resto allertato fin dal titolo sulla natura di quello che vedrà.

Un incidente automobilistico, con un camion che si incastra tra gli alberi del bosco, dà modo a Whannell di muovere la macchina di presa in modo fluido e originale, tra spostamenti vertiginosi e prospettive oblique. Soprattutto però è il sound design a farla da padrona, perché i primi sintomi della mutazione sono nell'udito del protagonista, che diventa così affinato da sentire i passi di un ragno come tamburi battenti. Inoltre la sua capacità di ascoltare si deforma, tanto che arriverà a non poter comprendere le parole della moglie, così come la donna non capirà le sue, proferite da una bocca via via più simile a fauci.

Allo stesso modo la visione notturna da lupo fa sì che il buio abbia un valore diverso per la donna rispetto al marito mutato: quando lei non può vederlo, lui invece la vede, e Whannell ama muovere la macchina da presa scivolando da una visione all'altra. Questo crea tensione non solo perché la donna sente un pericolo di cui però non può identificare la provenienza, ma soprattutto perché l'uomo è imprevedibile, a tratti soccombe alla sua bestialità e a tratti invece riesce a resisterle.

Inoltre la presenza di un altro licantropo crea altre situazioni interessanti, in particolare con la famiglia che cerca di mettersi al sicuro sopra il tendone di plastica di una serra, opaco ma non del tutto, attraverso il quale il mostro vede le loro ombre e loro vedono la sagoma del mostro, pronto a saltare e aprire crescenti squarci nella plastica. Più che quello che il film ha da dire, come spesso nel cinema di genere puro, conta come lo dice, innescando e mantenendo la tensione, calandoci in un incubo orribile soprattutto perché tragico - e di una tragicità che rievoca con efficacia una situazione recente fin troppo reale.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 31 marzo 2025
Stefano

Delusione

lunedì 10 febbraio 2025
Stefano

.

domenica 9 febbraio 2025
Stefano

Pensavo meglio

lunedì 20 gennaio 2025
Imperior Max

Ultimamente con la Blumhouse ho un rapporto di amore/odio pi? bilanciato verso destra visto che sforna monnezze a ripetizione da almeno cinque anni. E dire che hanno partorito quelle meraviglie di Get Out, Split, Glass, The Hunt, BlacKkKlansman ecc. E con WOLFMAN diretto da Leigh Whannell, regista dell?Uomo invisibile e pure sceneggiatore di Saw e Insidious, avevo solo da farmi il segno della croce. [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 27 febbraio 2025
Vittorio Renzi
Quinlan

Proprio come il precedente L'uomo invisibile (The Invisible Man, 2020), Wolf Man è una rilettura contemporanea di uno dei personaggi di punta della prima ondata dei film dell'orrore targati Universal, begli anni Trenta-Quaranta del secolo scorso. Una rilettura che utilizza nuovamente i codici dell'horror per ragionare su uno dei nervi scoperti della contemporaneità, ovvero le dinamiche del rapporto [...] Vai alla recensione »

venerdì 7 febbraio 2025
Alessandro Ricci
Close-up

La Blumhouse Productions è una casa di produzione americana, fondata nel 2000 da Jason Blum e specializzata nella produzione di film horror. Tra i più famosi, le saghe di Paranormal Activity (2009-2015), di Insidious (2011-2023), de La notte del giudizio (2013-2021), di Sinister (2012-2015) e di Ouija (2014-2016). Personalmente ho apprezzato molto anche Black Phone (Scott Derrickson, 2022), ma, in [...] Vai alla recensione »

sabato 25 gennaio 2025
Davide Di Giorgio
Duels.it

Che non sarebbe stato un semplice ritorno alle atmosfere dell'originale L'Uomo Lupo Universal era facilmente prevedibile: perché prima di Wolf Man c'era stato L'Uomo Invisibile, che aveva chiarito subito come a Leigh Whannell non interessasse il semplice confronto dialettico con i più ingombranti precursori. Eppure, nell'offrire una personale idea di una creatura così iconica, il regista americano [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 gennaio 2025
Clarisse Loughrey
The Independent

Sulla scia di L'uomo invisibile (2020), Leigh Whannell ha cercato di rendere omaggio al classico L'uomo lupo del 1941, volgendo contemporanea- mente lo sguardo a preoccupazioni e, soprattutto, paure del mondo contemporaneo. L'impegno c'è, solo che il risultato somiglia a una frase composta con le parole giuste, ma pronunciate nell'ordine sbagliato. Da Internazionale, 24 gennaio 2025

martedì 21 gennaio 2025
Pier Maria Bocchi
Film TV

È un testo complesso, Wolf Man. Non sottovalutiamolo. Dopo L'uomo invisibile, Leigh Whannell si sta rivelando intelligente nella riarticolazione tutta contemporanea delle mitologie horror. Molto più di quanto faccia Robert Eggers. E credo sia farina del suo sacco, non del produttore Jason Blum. Anche nel tentativo - per certi versi suicida - di sottrarne l'appeal di genere più scontato.

domenica 19 gennaio 2025
Giona A. Nazzaro
Il Manifesto

Leigh Whannell è uno degli elementi della factory di Jason Blum. La sua abilità, vetero cormaniana, di riuscire a stare saldamente all'interno del perimetro dei materiali a lui assegnati, lavorando quel tanto che basta di differenza per manifestare uno sguardo differenziale, hanno fatto di lui un nome rispettato non solo fra i fan del cinema di genere ma anche fra i critici.

domenica 19 gennaio 2025
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

«Papà non si sente molto bene». Gigantesco eufemismo, per un principio di trasformazione in lupo mannaro. Ma le regole dei film di genere non prevedono realismo, bensì osservanza dei canoni. Una lezione seguita con diligenza da Whannell, che ambisce a rivitalizzare «L'uomo lupo», classico del 1941, secondo il preciso e sistematico progetto di rilancio dei b-movie cult della Universal, già inaugurato [...] Vai alla recensione »

venerdì 17 gennaio 2025
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Una casa nel bosco, una famiglia con mamma anaffettiva, papà con trauma infantile e una bestiaccia che assedia. Soltanto là fuori? Si gioca, bene, col genere horror, sottogenere licantropi. Nella galleria di varianti Whannell (l'apprezzato L'uomo invisibile, 2020) e i suoi sceneggiatori conoscono le mutazioni genetiche del cinema e inchiodano: exploit iniziale, la minaccia esterno/ interno, la trasformazion [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 gennaio 2025
Eugenio Grenna
Sentieri Selvaggi

Prima, la cupa riflessione sul transumanesimo, abilmente camuffata da vengeance movie sci-fi e low budget di Upgrade, poi quella sulla violenza di genere del notevole L'uomo invisibile, ancora una volta sprofondata nei meccanismi e linguaggi propri del cinema horror. Con Wolf Man, prodotto da Ryan Gosling e BlumHouse, Leigh Wannell a distanza di cinque anni dal precedente lungometraggio, riflette su [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 gennaio 2025
Mattia Pasquini
Ciak

"E se qualcuno che ami diventasse qualcos'altro?" ci chiede la frase di lancio del nuovo film della Blumhouse, diretto dallo sceneggiatore e regista Leigh Whannell, lo stesso de L'uomo invisibile del 2020 (e variamente coinvolto nei franchise di Saw e Insidious, oltre che in Matrix Reloaded, come attore). Con il quale questo Wolf Man - al cinema dal 16 gennaio, distribuito da Universal Pictures - ha [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 gennaio 2025
Francesco Del Grosso
Cineclandestino

La Blumhouse Productions è una società nata nel 2000 dall'enfant prodige del cinema indipendente statunitense Jason Blum ed è specializzata nella realizzazione di film horror. Dietro il suo successo, oltre al fiuto del fondatore, c'è un vero e proprio marchio di fabbrica e un metodo produttivo quasi infallibile che con budget ridotti e massima libertà ai registi riesce a guadagnare sia con le hit che [...] Vai alla recensione »

NEWS
CELEBRITIES
giovedì 9 gennaio 2025
Fabio Secchi Frau

Anche attore e regista, è uno degli sceneggiatori di film horror di maggior successo del nuovo millennio. Il suo nuovo film, Wolf Man, sarà al cinema dal 16 gennaio. Vai all'articolo »

TRAILER
venerdì 18 ottobre 2024
 

Regia di Leigh Whannell. Un film con Julia Garner, Christopher Abbott, Sam Jaeger, Matilda Firth, Ben Prendergast. Prossimamente al cinema. Guarda il trailer »

TRAILER
lunedì 9 settembre 2024
 

Regia di Leigh Whannell. Un film con Julia Garner, Christopher Abbott, Sam Jaeger, Matilda Firth. Da giovedì 16 gennaio al cinema. Guarda il trailer »

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