| Anno | 2024 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Polonia, Italia, Nepal, Svizzera, India, Austria |
| Durata | 80 minuti |
| Regia di | Eliza Kubarska |
| Attori | Reinhold Messner, Krzysztof Wielicki . |
| Uscita | mercoledì 11 dicembre 2024 |
| Distribuzione | Nfilm |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 11 dicembre 2024
Il film indaga su ciò che è realmente accaduto a Wanda Rutkiewicz sull'Himalaya. In Italia al Box Office L'ultima spedizione ha incassato 15,2 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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La visione della pratica alpinistica, le imprese e il rapporto con il mondo dell'alpinismo di Wanda Rutkiewicz vengono presentate insieme alle ipotesi di quanto possa essergli accaduto nel corso dell'impresa della scalata alla cima del Kangchenjunga dalla quale non ha più fatto ritorno.
Un film realizzato da chi conosce bene sia l'alpinismo che le difficoltà che una donna deve superare per entrare in un mondo prevalentemente maschile.
Eliza Kubarska non è solo una regista. È anche un'alpinista che ha compiuto imprese ragguardevoli ma anche vissuto sulla sua pelle il machismo che ancora domina nel mondo delle scalate. Ha quindi realizzato un film che propone la personalità del soggetto principale, cioè Wanda Rutkiewicz, ma ha al contempo messo in luce quanto il fatto che fosse una donna le abbia creato più di una difficoltà unita all'ostracismo da parte di alcuni alpinisti.
È sufficiente fare riferimento alla dichiarazione di uno di loro che parla del suo carattere definito come difficile e del fatto che si sarebbe avvalsa dell'aiuto di colleghi maschi che però avrebbe collocato in secondo piano come puri e semplici aiutanti per le sue , per comprendere come il classico 'due pesi due misure' continui ad esserle applicato anche dopo la sua scomparsa. Considerazioni simili solo molto raramente verrebbero avanzate nei riguardi di un uomo anche perché le imprese alpinistiche richiedono un'ampia rete di collaborazioni. A meno che non si compiano in solitaria impresa che Wanda aveva anche portato a termine dando fastidio ad alcuni.
Il documentario è impostato su due livelli ed anche su due formati. Uno è quello dell'indagine che Kubarska compie nel presente e l'altro è quello dei filmati della protagonista girati nel corso delle sue ascese o in altri momenti della sua vita. Da questi emerge una personalità forte in cerca di se stessa e impegnata a testare il proprio fisico e la sua capacità di sostenere gli sforzi richiesti. Essendo consapevole (e anche soffrendone) dell'ostilità di alcuni colleghi maschi pronti a mettere in discussione il raggiungimento di una vetta e decisamente scettici, con una buona dose di supponenza, sulla sua intenzione di scalare tutti gli Ottomila in un arco di tempo definito.
La regista è però interessata anche ad indagare il contesto ambientale e socioculturale in cui si è concretizzata quella che sarebbe divenuta la sua ultima impresa. Condivide quindi con lo spettatore sia le credenze buddiste nei confronti della sacralità del Kangchenjunga sia quello che monaci e monache pensano sia potuto accaderle. Aggiungendo quindi, in modo concettualmente produttivo, una dimensione spirituale all'attività delle scalate.
Del cinema di montagna Eliza Kubarska (The Wall of Shadows) è una specie di rockstar. Alpinista lei per prima, con L'ultima spedizione indaga il mistero della scomparsa di Wanda Rutkiewicz sul Kangchenjunga, terza vetta più alta al mondo, lei prima donna in assoluto ad arrivare in cima al K2. Entrambe polacche. Il film maneggia materiali d'archivio (e televisivi) anche rari per arrivare a dirci che [...] Vai alla recensione »