Un punto di riferimento del cinema queer diretto dall'ultimo amante di Rudolph Nureyev e considerato perduto per decenni. Espandi ▽
Nella Francia degli anni Settanta, un uomo racconta la sua vita attraverso le relazioni, avventure ed exploit sessuali che l’hanno segnata a partire dall’infanzia. Calate le prosaiche vesti della pellicola erotica, quelle di tante opere di genere tipiche degli anni Settanta,
Le beau mec rivela in realtà un corpo nudo e bellissimo, dai sorprendenti riflessi stranianti e artistici. Scabroso, sfacciatamente esplicito ma anche nebuloso per come ammanta le strade notturne di Parigi di una carica erotica soffusa, è una raccolta di vignette a tema sessuale che diventa anche una imprevedibile “festa mobile”. Tra cabaret e striptease, tra il mood ipnotico e una musica elettronica che da sola fa rivivere il periodo storico,
Le beau mec è un artefatto caleidoscopico di cinema.