| Titolo originale | They Will Kill You |
| Anno | 2026 |
| Genere | Horror, Azione, Commedia, |
| Produzione | Sudafrica, USA |
| Durata | 94 minuti |
| Al cinema | 243 sale cinematografiche |
| Regia di | Kirill Sokolov |
| Attori | Zazie Beetz, Myha'la Herrold, Paterson Joseph, Tom Felton, Heather Graham Patricia Arquette, Darron Meyer, Chris van Rensburg, Gabe Gabriel. |
| Uscita | giovedì 26 marzo 2026 |
| Tag | Da vedere 2026 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 3,09 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 26 marzo 2026
Un horror-action-comedy ad alto tasso di adrenalina e intriso di sangue. Ti uccideranno è 7° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 17.936,00 e registrato 2.624 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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Una giovane donna accetta un lavoro come domestica in un elegante grattacielo di New York senza sapere che quell'edificio nasconde un passato e un presente inquietante fatto di inspiegabili sparizioni. Appena entrata in quella comunità, riservata e silenziosa, percepisce subito un'atmosfera carica di segreti, come se tutti sapessero qualcosa che nessuno vuole rivelare. Col passare dei giorni, scopre che il grattacielo è legato a una misteriosa setta satanica che opera nell'ombra da anni. Intrappolata in un luogo che si trasforma lentamente ma inesorabilmente in un incubo, la donna dovrà affrontare l'oscuro potere che domina quell'edificio per salvarsi.
Un film che libera lo spettatore da dilemmi etici o morali e lo trascina nel divertimento più puro di una messa in scena della violenza stilizzata e grottesca tra horror, action e la commedia più nera.
Sarebbe ingiusto sminuire il lavoro del regista russo Kirill Sokolov, qui alle prese con il suo primo film in inglese dopo due lungometraggi in madrepatria, addebitandogli l'aver scopiazzato da Tarantino (Kill Bill?) che a sua volta ha sempre ammesso, con orgoglio cinefilo e postmoderno, i suoi tanti furti seguendo l'adagio di Picasso che recita: «Gli artisti bravi copiano, quelli grandi rubano». Ma, proprio come il regista statunitense, anche il russo non fa omaggi, crea, ricreando, un pastiche pieno di citazioni o, meglio, di suggestioni (forse più che Tarantino c'è Sam Raimi con La casa).
Insomma sai bene di trovarti di fronte a cose già viste ma, la partitura orchestrata con lo sceneggiatore Alex Litvak, ha le note di un intreccio di generi in cui l'horror, l'action e la commedia, quella più nera che c'è, si fondono in un'opera cinematografica, lontana da quella cerebrale e contemporanea di Jordan Peele, che ha il gusto istintivo del gioco più sfrenato con le sue derive splatter e grottesche, financo demenziali (il bulbo oculare vagante, che vive di vita propria, rotolando e seguendo la protagonista in fuga).
Perché il tentativo del personaggio di Asia Reaves appunto, è quello di scappare dal palazzo dal nome dantesco, Virgil, in cui si è chiusa inconsapevolmente e in cui i vari piani richiamano proprio i gironi della Divina Commedia, e tutto si gioca sulla sua capacità di combattere gli ospiti dello strambo hotel (con un'estetica da Rosemary's Baby, e scopriremo il perché), con i padroni, ricchi bianchi (molto divertenti le vicissitudini del personaggio interpretato da Heather Graham), e la loro servitù formata da donne in gran parte afrodiscendenti.
Le differenze di classe e di genere oltre che etniche, seppur sommariamente accennate (proprio come i diversi gironi danteschi), sono evidenti e la protagonista, interpretata prodigiosamente da una sorprendente Zazie Beetz, una John Wick che sarebbe certamente piaciuta a Tarantino (e al cinema della Blaxploitation), nel suo combattere per ritrovare la figlia che non vede da un decennio dopo le violenze del padre che ha tentato di uccidere (ecco la fuga e poi il carcere, palestra di autodifesa), inscena anche, giocoforza, una lotta di classe e di liberazione.
Ma è altrettanto evidente che non è questo l'interesse centrale del film prodotto dai fratelli Muschietti che trova invece nei combattimenti, nella loro estetica di rappresentazione, nella loro puntuale coreografia, la vera ragion d'essere che provoca, e non è certo un dettaglio, il massimo divertimento nello spettatore. Perché, pur con un divieto ai minori di 14 anni, Ti uccideranno mette in scena una lunga teoria di ammazzamenti che sono anche molto divertenti per chi guarda consapevole pure di avere la scusa narrativa di trovarsi di fronte a persone che, alla fine, non muoiono mai («Sono stufo che tu mi uccida» dice ironicamente un personaggio).
Così, svincolati da dilemmi etici o morali, ecco che la regia (le focali corti e deformanti, la GoPro), la fotografia, il montaggio, la scenografia con l'art déco stilizzata piena di sfumature verde, oro e bronzo, gli stunt (da antologia la sequenza con la protagonista che brandisce un'ascia infuocata) fanno sì che i combattimenti, iper stilizzati e volutamente esagerati, con, per esempio, le decapitazioni a spruzzo clamorosamente posticce, siano puro divertimento.
Il film però si apre con un aforisma in esergo di Benvenuto Cellini: "Quando il povero dona a il ricco, il diavol se ne ride?". E forse è proprio questa ricerca che punta tutto sulla rappresentazione del maligno, dandogli anche una parvenza intellettuale, a svelare il lato più debole del film che trascina, appesantendola, tutta la parte finale.
Zazie Beetz dev'essere esausta. Non solo si è allenata quattro mesi per interpretare Asia Reaves in Ti uccideranno - un'ex detenuta che si fa strada a colpi di spada in un lussuoso hotel di New York per salvare la sorella - ma ha anche dovuto reggere l'intero film sulle sue spalle. La sua interpretazione è geniale, e la commedia d'azione, horror e comica di Kirill Sokolov si basa interamente sul suo [...] Vai alla recensione »