| Anno | 2026 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 94 minuti |
| Al cinema | 391 sale cinematografiche |
| Regia di | Francesco Mandelli |
| Attori | Beatrice Arnera, Luigi Luciano, Giovanni Esposito, Roberto Lipari, Nicola Nocella Andrea Pisani, Francesco Russo, Giulia Vecchio, Annandrea Vitrano, Antonino Bruschetta, Francesco Mandelli, Stefano Saccotelli. |
| Uscita | giovedì 26 marzo 2026 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | 2,09 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 27 marzo 2026
Il film è ispirato all'omonima canzone Cena di Classe dei Pinguini Tattici Nucleari, vero e proprio manifesto generazionale. Cena di classe è 2° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 39.843,00 e registrato 6.041 presenze.
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CONSIGLIATO NÌ
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Alla vigilia del funerale del loro compagno di classe Luca Pozzi gli ex "ragazzi della D", oggi 35enni, si incontrano per una cena commemorativa e scoprono ciò che è successo alle rispettive vite post liceo: i due "pappagallini" Laura e Marco si sono sposati e cercano di avere un figlio; la bella Gemma fa la commessa al supermercato; Romeo detto Babbeo si dichiara poliziotto; Michael e Alex, amici inseparabili, si sono persi di vista (e per strada) e Alex è diventato irriconoscibile; il leader dell'occupazione Ludovico fa il cassamortaro; e Daniela, la ragazza con cui "non si è mai messo insieme", fa l'avvocata e ha un marito asfissiante. Il risveglio dopo quella cena, cui è seguita una scorribanda all'interno del vecchio liceo, sarà traumatico: nella nottata precedente è successo di tutto e se ne trova parziale testimonianza in una serie di video che qualcuno ha girato in assenza del regista ufficiale delle scorribande di un tempo, ovvero il defunto Luca: la cui bara è scomparsa, e va trovata prima che suoni la campanella di inizio delle lezioni e prima che si celebri il funerale.
Cena di classe è il quarto film da regista in solitaria (al netto dei due diretti con Fabrizio Biggio) di Francesco Mandelli, e attinge a una serie di titoli di successo, in primis Una notte da leoni, ma anche il nostrano I babysitter, di cui Mandelli è stato coprotagonista, e in secundis il telefilm I ragazzi della terza C come Compagni di scuola di Carlo Verdone, con in più un tocco di Il grande freddo, data la premessa della riunione per il funerale di un amico di gioventù.
La premessa dichiarata è invece l'omonima canzone dei Pinguini tattici nucleari, che riesce a fotografare bene certe riunioni al sapore di sconfitta e di rimpianto.
I temi in gioco sono molto rilevanti, dalla classica riflessione amara e malinconica "chi di noi ha avuto il finale che voleva, o che si meritava?" all'amarezza di una generazione ponte "sfigata" e "fallita", e il suo possibile collegamento con la generazione dei liceali di oggi, che dovranno reagire al mondo privo di prospettive lasciato loro in dote. Peccato che, a fronte soprattutto di quest'ultima promettente intuizione, e al seguito delle regie precedenti di Mandelli, assai sensibili e originali, Cena di classe si riveli una collezione di occasioni cinematografiche mancate. A cominciare dal fatto che in realtà avrebbe potuto (e probabilmente dovuto) raccontare la generazione del regista, ovvero i medioquarantenni (non a caso alcuni componenti del cast, come Herbert Ballerina e Nicola Nocella, sono coetanei di Mandelli), vero ponte fra il passato di sicurezze e il futuro di precarietà, e grande abbastanza per avere figli della generazione dei liceali di oggi.
Inoltre la genuinità dell'ispirazione, e il dolore autentico di certe riflessioni generazionali, si perde in una trama caotica scritta a troppe mani (oltre a quelle di Mandelli ci sono quelle di due degli attori protagonisti, effettivamente mediotrentenni, Roberto Lipari e Andrea Pisani, e quelle di Tiziana Martini e Ignazio Rosato), che impila accadimenti improbabili e facile retorica, mancando ad ogni passo il bersaglio tanto comico quanto drammatico, nel tentativo continuo di affibbiare un colpo al cerchio e uno alla botte, e creando un pasticcio al contempo difficile da estricare e immancabilmente derivativo. Il genere "notte da leoni" può sembrare di facile realizzazione e invece è difficilissimo: onestamente la minisaga de I babysitter ci era riuscito molto meglio, con meno ambizioni.
La sensazione è che Mandelli avrebbe fatto meglio a sviluppare le sue intuizioni intelligenti da solo, facendo leva sulle sue sensibilità personali e il suo vissuto invece che andare a pescare nell'universo degli youtuber, e concentrandosi sul senso profondo e necessario della trama, invece che cimentarsi in una serie infinita di trovate visive che mostrano le sue capacità di regista ma non giovano alla narrazione, e in un montaggio schizofrenico (dell'ottimo Julien Panzarasa) che fa l'effetto di uno scrolling compulsivo, invece che di un hellzapoppin' delirante, cui poco aggiungono i tanti cammei (di Alessandro Besentini, Debora Villa, Giordano del Plano, persino Mara Maionchi in voce fuori campo).
Dentro a questo film ce n'è uno eccezionale che avrebbe potuto raccontare in modo doloroso e divertente la sofferenza di chi è cresciuto fra l'incudine e il martello, e l'ansia di chi non vuole fare la loro fine. Ma non è Cena di classe, purtroppo.
Ho visto il film in anteprima e non avevo per nulla capito cosa andassi a vedere fino a quando non è finita la proiezione. Dopo 10 minuti ho capito che il tono che avevo di fronte era più simile al primo Salvadores o a "C'eravamo tanto amati" piuttosto che "notte da leoni" che era invece la reference che avevo prima della visione.
Una generazione di sfigati, né pionieri né eredi: questi sono i Millennial che Francesco Mandelli, Roberto Lipari e Andrea Pisani raccontano con autoironia agrodolce in Cena di classe, dal 26 marzo al cinema distribuito da Medusa Film. Ispirati dall'omonimo brano dei Pinguini Tattici Nucleari, i tre comici, insieme anche a Tiziana Martini e Ignazio Rosato, stendono la sceneggiatura di una canzone che [...] Vai alla recensione »