| Anno | 2022 |
| Genere | Azione, Avventura, Commedia, |
| Produzione | USA |
| Durata | 108 minuti |
| Al cinema | 6 sale cinematografiche |
| Regia di | Mike Cheslik |
| Attori | Ryland Brickson Cole Tews, Olivia Graves, Doug Mancheski, Wes Tank, Luis Rico . |
| Uscita | giovedì 26 marzo 2026 |
| Tag | Da vedere 2022 |
| Distribuzione | Parthénos |
| MYmonetro | Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 2 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 27 marzo 2026
Il caso emblematico di cosa possa produrre il cinema veramente indipendente. Hundreds of Beavers è 114° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 331,00 e registrato 249 presenze.
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Jean Kayak, un venditore di sidro che ne è anche un assiduo bevitore, perde tutto, alberi da frutto e macchinari, in un incendio e si ritrova, nudo, in mezzo alla neve. Per sopravvivere deve diventare il miglior cacciatore di grossi castori i quali, a loro volta, hanno i loro piani molto ambiziosi.
Siamo di fronte a un meraviglioso, divertentissimo e profondissimo oggetto non identificato che non credevamo il cinema indipendente statunitense potesse produrre. E invece...
Con una sinossi così è già chiaro che ci troviamo di fronte a un film folle perché cosa c'entrano i castori con la produzione di sidro? Be' il barbuto protagonista di questo eccentrico film si è anche innamorato della bella del luogo il cui padre, che commercia in pelli, acconsentirà a concederla in sposa solo a chi gli porterà più castori morti. Non ha senso?
Be' a dire il vero nulla ha senso ma nulla ha più senso di questo meraviglioso ufo approdato nel cinema americano due anni fa e ora distribuito encomiabilmente nel nostro Paese. Si tratta di 108 minuti di immagini mai viste prima, assemblate con un mix di animazione fatta in casa (e si vede), di live action e di chissà quale altra diavoleria... (Adobe After Effects?). Vi diranno di Charlie Chaplin, di Buster Keaton, dello slapstick, di Tex Avery, di Super Mario (il film è a tutti gli effetti un videogioco anni '80 dove devi superare un quadro per passare a un altro), di Willy il Coyote e di Acme, tutto vero certo, ma Hundreds of Beavers è un oggetto filmico unico nel suo assemblare come un pastiche 150 anni di immaginario americano. Di film (Corvo rosso non avrai il mio scalpo! con il "trapper" - non un cantante... - Jeremiah Johnson interpretato da Robert Redford anche lui barbuto), di gag del cinema muto come lo è anche questo film, dell'animazione più inventiva (Willy il Coyote che insegue Beep Beep) ma anche di opere misconosciute come Cannibal! The Musical della Troma perché anche in Hundreds of Beavers ci sono dei numeri musicali.
C'è dunque una profonda consapevolezza del passato ma una incredibile originalità per l'aderenza con il presente per come il cacciatore protagonista incarna l'essenza profonda dell'America con la sua organizzazione sistematica della sopraffazione e dunque della guerra. Qui è quella del cacciatore che serializza le uccisioni dei castori mettendo in moto una macchina micidiale che li intrappola e uccide come nei meccanismi di Tempi moderni di Chaplin. È l'industrializzazione dei cibi, della produzione alimentare, degli armamenti. Sì perché spunta pure un missile non così intelligente che provoca addirittura un'esplosione atomica.
Naturalmente questa è solo una lettura tendenziosa di quello che si vede sullo schermo che appare molto più basico e innocuo anche perché il cacciatore uccide i castori e si ciba di conigli che sono entrambi giganti in quanto interpretati visibilmente da attori con costumi di peluche. Sembrerebbe una stupidaggine e invece è una scelta così intelligente da avvicinarsi alla genialità. Esattamente come i cartelli con citazioni dei grandi padri americani, come quella di Benjamin Franklin che recita: "Non c'è uomo glorioso che non sia stato laborioso", la buccia di banana sul ghiaccio, il crocifisso scolpito seduta stante con i denti, lo scatarrare del tabacco che non centra mai la sputacchiera, le orme che non portano da nessuna parte dei conigli e dei castori (e Wes Anderson muto), i due investigatori dei castori già con la maschera di peluche che però stavolta li fa somigliare a Sherlock Holmes e al fidato Watson.
È un film che potrebbe tendere all'infinito, nella reiterazione delle gag, nel non mostrare mai la fine mentre invece è di una circolarità perfetta. Ci sono le gelide terre selvagge, c'è l'eroe della frontiera e ci sono i castori che ne smascherano il mito. C'è l'America oggi.
Sulla natura di Hundreds of Beavers, fatto con due soldi durante la pandemia e arrivato da noi con anni di ritardo e uno status acquisito di cult, ha scritto tutto o quasi il direttore Sangiorgio sul n. 11/2026. Quasi, perché tra gli infiniti riferimenti usati per descrivere questo assurdo, buffo, scatenato cazzeggio muto e in bianco e nero (la slapstick, Tex Avery, Wile E.