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Domani - Il viaggio di Maysoon Majidi

Film 2025 | Documentario, 67 min.

Anno2025
GenereDocumentario,
ProduzioneItalia
Durata67 minuti
Regia diVincenzo Caricari, Barbara Di Fabio
Uscitagiovedì 26 marzo 2026
DistribuzioneOpenDDB
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di Vincenzo Caricari, Barbara Di Fabio. Un film Genere Documentario, - Italia, 2025, durata 67 minuti. Uscita cinema giovedì 26 marzo 2026 distribuito da OpenDDB. Valutazione: 3 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 25 marzo 2026

Una denuncia sulla condizione paradossale di coloro che si trovano ingabbiati tra le maglie giudiziarie di un Paese che volta le spalle a chi fugge per tutelare i propri diritti civili. Domani - Il viaggio di Maysoon Majidi è 16° in classifica al Box Office. giovedì 26 marzo ha incassato € 5.795,00 e registrato 2.200 presenze.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Più documento e meno film, l'istruttiva cronaca del processo all'attivista Maysoon Majidi.
Recensione di Raffaella Giancristofaro
mercoledì 25 marzo 2026
Recensione di Raffaella Giancristofaro
mercoledì 25 marzo 2026

Il 31 dicembre 2023 l'attrice, regista, giornalista e attivista curdo-iraniana Maysoon Majidi, nata nel 1996 nel Kurdistan iraniano, approda con un'imbarcazione di fortuna sulle coste calabresi, insieme ad altri 77 migranti. Appena sbarcata viene fermata e poi arrestata dalla polizia locale, che la identifica come un'aiutante e complice del capitano. Per l'accusa di concorso in favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, poi rivelatasi inconsistente, sconterà 310 giorni di reclusione, prima nel carcere di Castrovillari e poi nella Casa Circondariale Panzera di Reggio Calabria.

Nel febbraio del 2025 il processo di primo grado presso il Tribunale di Crotone si concluderà con l'assoluzione di Majidi, che era tornata in libertà il 22 ottobre del 2024. Vincenzo Caricari e Barbara Di Fabio l'hanno filmata in quell'intervallo, per documentare i mesi in attesa della sentenza, a Sant'Alessio in Aspromonte, provincia di Reggio Calabria, dove Majidi ha risieduto temporaneamente.

Opera a supporto della dimostrazione di una palese ingiustizia, il breve lungometraggio di Caricari e Di Fabio è stato presentato nella sezione Habitat al Festival dei Popoli del 2025.

Il doc si colloca a metà tra inchiesta giornalistica dal basso e instant movie, con i mezzi del documentario indipendente low budget e il pregio innegabile di dare voce finalmente a un nome rimbalzato a lungo sui media e di fare chiarezza. Affida infatti a Maysoon Majidi la ricostruzione dei fatti, alternandola ad alcuni estratti del dibattimento in aula.

È dalla viva voce dell'attivista che sentiamo il racconto della conoscenza in carcere di una vera Medea, alter ego di quella conosciuta tra le pagine della tragedia greca. È sempre Maysoon, nel farsi voce di chi voce non ha, a ribadire che aiutare le persone non è reato, in assonanza con Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace.

Oppure, avvezza al sintesi giornalistica, affermare: "credo che i problemi che le donne devono affrontare siano il risultato dell'ideologia patriarcale e che non siano limitati a un particolare tempo o luogo". Gli altri materiali esterni sono frammenti delle riprese con cellulare sull'imbarcazione e alcune immagini della protesta iraniana per la morte di Mahsa Amini, picchiata a morte dalla polizia del suo Paese nel 2022 e divenuta simbolo del movimento "Donna, vita, libertà", che si oppone alla repressione delle donne e delle libertà personali.

Molte delle riprese sono state realizzate in auto, verosimilmente nei tragitti da casa al tribunale, altre nell'abitazione temporanea di Majidi, confortata dal sostegno di molte persone che le hanno scritto cartoline o lettere di incoraggiamento. O su una spiaggia vuota, che in modo automatico evoca la ricerca di un "domani" libero.

Anche se il fuoco dei registi è sulla donna, isolata in una terra straniera di cui ha imparato la lingua in carcere "attraverso i numeri e l'inglese", emergono infine le testimonianze inattendibili che hanno determinato la sua iniqua detenzione e si tocca il vero punto della questione: la, per così dire, lacunosità del Testo unico sull'immigrazione, che come ultima ma non meno rilevante conseguenza, porta oltretutto lo Stato Italiano a corrispondere alti risarcimenti. Una visione istruttiva, anche alla luce dell'impugnazione della sentenza, a luglio 2025, da parte del tribunale di Crotone.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 25 marzo 2026
Lorenzo Nuzzo
Sentieri Selvaggi

"Chiunque, (...), promuove, dirige, organizza, finanzia o effettua il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato ovvero compie altri atti diretti a procurarne illegalmente l'ingresso nel territorio dello Stato, ovvero di altro Stato del quale la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente, è punito con la reclusione". Solo quattro righe, quelle dell'Articolo 12 del Testo [...] Vai alla recensione »

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