|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento venerdì 25 giugno 2021
Argomenti: Wonder Woman
Il film è il seguito del grande successo del 2017 Wonder Woman. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Critics Choice Award, ha vinto un premio ai SAG Awards, 1 candidatura a CDG Awards, 1 candidatura a ADG Awards, In Italia al Box Office Wonder Woman 1984 ha incassato nelle prime 12 settimane di programmazione 33,9 mila euro e 14,8 mila euro nel primo weekend.
Passaggio in TV
il film è stato trasmesso venerdì 27 marzo 2026 ore 21,30 su ITALIA1
|
CONSIGLIATO NÌ
|
Diana Prince, alias Wonder Woman, vive tra noi ancora negli anni 80, salva persone in pericolo e sventa crimini cercando di restare il più possibile in incognito. Lavora nel campo dell'archeologia, dove si ritrova a collaborare con Barbara Minerva. Un antico cristallo entra in contatto con loro e successivamente con l'imprenditore e truffatore Max Lord, prossimo a cadere in disgrazia. In seguito all'interazione con la pietra, a tutti loro accadono eventi inspiegabili: Barbara trova sicurezza di sé e sviluppa una forza sovrumana; Max Lord sembra capace di avverare i desideri degli altri; Diana infine ritrova l'amato Steve Trevor, morto molti anni prima e in possesso del corpo di un altro uomo. Ma bisogna stare attenti a quel che si desidera, soprattutto quando potrebbe avverarsi...
Ambientato negli anni 80, Wonder Woman 1984 sembra arrivare da quel periodo anche dal punto di vista dell'ingenuità narrativa, con in più però le lungaggini dei blockbuster contemporanei.
La ricostruzione storica è ben realizzata: vestiti, auto, acconciature, tutto è al posto giusto e non mancano i luoghi tipici americani come i grandi centri commerciali, né un presidente simil-Reagan. Patty Jenkins ha dichiarato più volte che per il villain ci si è ispirati a Donald Trump, ma il parallelismo è molto superficiale e si ferma al protagonismo mediatico di Max Lord e alle sue roboanti promesse. Di efficace invece c'è l'abbandono da parte di Wonder Woman di armi offensive, coma la spada del film precedente, in favore del solo lazo della verità, proponendo così l'eroina in una versione finalmente antimilitarista - oltre che più vicina a quella della storica serie Tv.
La colonna sonora - ed è una piacevole sorpresa per un film ambientato negli anni 80 - non esagera con l'amarcord, purtroppo però è estremamente invadente nella musica originale di Hans Zimmer, con l'intento di rendere epiche le scene d'azione ed emozionanti i momenti drammatici. Un commento insistente e molesto che non prende lo spettatore per mano, ma cerca di trascinarlo a forza. D'altra parte non è al pubblico adulto che punta davvero Wonder Woman 1984, com'è evidente fin dal prologo con una Diana ancora bambina che partecipa alle gare di atletica e arti della guerra delle amazzoni. Si tratta per altro dell'unico momento in cui tornano in scena dal film precedente Robin Wright e Connie Nielsen.
Se i film dai personaggi DC dell'era Snyder cercavano di essere adulti con la loro cupezza e durezza (con risultati però più adolescenziali), la nuova era dei film DC va invece verso il target delle famiglie, anche più di quanto non faccia la concorrenza Marvel. Per Shazam! era inevitabile, visto il protagonista, ma risulta piuttosto sorprendente per Wonder Woman 1984, considerato che il capitolo precedente andava a finire nella Prima Guerra Mondiale e in una battaglia dai toni piuttosto cupi contro il dio della guerra Ares. Qui invece si affastellano colori sgargianti, momenti buffi, scene sdolcinate, con un'ingenuità di fondo che dilaga in un finale di disarmante ottimismo sulla natura umana. Non stupisce che nell'epilogo nevichi e che il film in America sia uscito il 25 dicembre: il livello di stucchevolezza è esattamente lo stesso delle pellicole natalizie.
Il target giovanile e lo spirito festivo portano con sé un ulteriore problema: il merchandising. Quando vendere giocattoli alle bambine è una priorità, ecco che ci si deve inventare un nuovo costume e così salta fuori un'armatura d'oro che è un pugno nell'occhio come raramente se ne sono visti. Lo scontro finale con Barbara, in forma di donna felina, non brilla poi nelle coreografie (molto meglio la sparatoria alla Casa Bianca o l'inseguimento tra le auto in Medio Oriente, anche se entrambe le scene si prolungano troppo) e si risolve in modo per nulla drammatico. Considerato poi che la conclusione arriva dopo ben due ore e mezza ed è molto deludente, a meno che non si abbiamo ancora dieci anni, è davvero difficile non rimpiangere il tempo perso.
Ripartire da dove ci eravamo lasciati o quasi: dopo il successo del primo Wonder Woman, ecco che la DC/Warner Bros lancia il secondo capitolo delle avventure dell'amazzone più famosa del '900, intitolato semplicemente Wonder Woman 1984.
Girate indietro le lancette di trentacinque anni, torniamo a un momento in cui Diana Prince/Wonder Woman porta avanti la sua vita alternando l'identità civile da esperta d'arte e quella da supereroina e sono ormai passati quasi settant'anni dal suo stesso ingresso nel mondo dei mortali direttamente dall'Isola Paradiso (detta anche Themyscira), luogo natio delle Amazzoni dove vivono in isolamento. Due novità dirompenti sono però pronte a sconvolgere la vita di Diana: entrano nella sua vita Maxwell Lord e Barbara Minerva ma, soprattutto, l'amore della sua vita, l'aviere americano morto quasi settant'anni prima Steve Trevor, riappare miracolosamente in vita, come se non fosse passato nemmeno un giorno dal suo eroico sacrificio datato 1918.
Nuovo stand-alone movie dedicato a quello che finora è il personaggio più apprezzato e di successo del non sempre fortunatissimo DC Extended Universe, Wonder Woman 1984 è diretto dalla stessa regista del primo film, Patty Jenkins, confermata dagli studios.
Lasciata alle spalle l'obbligatoria origin story, è adesso ora di vedere una Wonder Woman pienamente consapevole del suo ruolo e delle sue abilità, alle prese con un'epoca - gli anni 80 - tornata di moda e che, nella vita reale, ha visto pure un'autentica rinascita editoriale del personaggio dopo una fase più travagliata vissuta negli anni 60 e 70.
L'intensissima Gal Gadot torna per la quarta volta nei panni dell'eroina per eccellenza della DC Comics e Chris Pine riprende il ruolo dell'eroico soldato americano Steve Trevor, mentre tornano per la seconda volta nei ruoli della regina Hippolyta e di Antiope Connie Nielsen e Robin Wright, rispettivamente.
I nuovi ingressi del cast sono invece rappresentati da Pedro Pascal, Gabriella Wilde e soprattutto Kristen Wiig, attrice prevalentemente comica che cambia completamente registro ed entra in gioco nelle vesti di Barbara Minerva, personaggio chiave nelle vicende della Wonder Woman cartacea.
Sembra che stavolta la saga di WW sia davvero tornata indietro nel tempo agli anni '80, quando i film del genere avevano una scanzonata semplicità. A tratti sembra di rivivere certe scene di genere con un gusto tra le mascalzonate irriverenti del Gremlins e le trovate di Ralph Supermaxieroe. Molto più vicino a Shazam che al resto della serie DC, cade in una schematicità fanciulles [...] Vai alla recensione »
Dopo il successo del primo Wonder Woman di quattro armi fa, arriva sulle piattaforme digitali italiane il seguito, Wonder Woman 84, che conferma come il cinema di intrattenimento, in questi ultimi anni, abbia deciso di connettersi sempre di più a tematiche politiche e sociali. Futuri distopici e dittatoriali, povertà, anarchia, classismo, discriminazione, sono il cardine narrativo di saghe di grande [...] Vai alla recensione »