| Titolo originale | Sound of Falling |
| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Germania |
| Durata | 149 minuti |
| Regia di | Mascha Schilinski |
| Attori | Luise Heyer, Filip Schnack, Lea Drinda, Susanne Wuest, Lena Urzendowsky Luzia Oppermann, Lucas Prisor, Konstantin Lindhorst, Gode Benedix, Bärbel Schwarz, Martin Rother, Hanna Heckt, Florian Geißelmann. |
| Uscita | giovedì 26 febbraio 2026 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | I Wonder Pictures |
| MYmonetro | 3,02 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 26 novembre 2025
Una fattoria rurale è il luogo che fa nascere il legame fra quattro ragazze di epoche diverse. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 8 candidature agli European Film Awards,
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CONSIGLIATO SÌ
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Tre epoche diverse, tre storie di giovani esistenze, un comune destino femminile che ha a che fare con il proprio (limitato) ruolo nel mondo. Non c'è unità di tempo ma c'è unità di luogo perché le storie si svolgono tutte nella stessa fattoria, usando uno stratagemma narrativo non dissimile da quello di Zemeckis in Here. E forse c'è qualche legame famigliare ad unire le tre protagoniste: una bambina, una ventenne, una preadolescente. Intorno a loro vediamo madri alienate e incapaci di affrancarsi dalla società patriarcale in cui vivono, nonché di proteggere i propri figli, e uomini che considerano legittimi atti di violenza, molestie e stupri in nome di una supremazia reiterata nel tempo.
Sound of Falling, opera seconda della regista e sceneggiatrice neoquarantenne Mascha Schilinski, coadiuvata dalla direzione della fotografia dal proprio compagno di vita Fabian Gamper, è ambiziosa sia in termini di contenuti che di durata (due ore e mezza) che soprattutto di forma.
La tedesca Schilinski mostra una grande abilità registica e di messinscena, ma straborda nell'utilizzo di tutte le tecniche espressive possibili, come se volesse dimostrare a tutti i costi di saper padroneggiare il mezzo (cosa che fa, con grande virtuosismo). Questa tentazione è tipica dei registi al loro esordio, nel timore di non avere un'altra occasione di dimostrare le proprie capacità professionali, ma essendo questa un'opera seconda risulta meno comprensibile, e toglie rigore alla narrazione. Ed è un peccato, perché il tema della ripetitività della condizione femminile attraverso le epoche è di primaria importanza e di grande attualità: ma qui c'è il rischio che venga utilizzato in modo strumentale privilegiando invece l'aspetto estetico, spesso anche grottesco e raccapricciante. All'inizio la storia sembra promettere una svolta horror o soprannaturale, ma poi preferisce alternare i toni per raccontare una serie di personaggi che si sovrappongono e in qualche misura si affastellano, rendendo difficile per lo spettatore capire chi faccia cosa e in che rapporto sia con gli altri personaggi.
Esteticamente il film si muove fra la crudeltà di Michael Haneke e la oleografia della pittura fiamminga, con qualche compiacimento di troppo e qualche vezzo autoriale diventato di moda, a cominciare dal formato 1:1:33, ma anche con un raffinato gusto compositivo e un utilizzo sapiente degli strumenti cinematografici. La parte più interessante, in un film che mette il sound nel titolo, è proprio la gestione del sonoro: silenzi improvvisi alternati al rumore del vento e della tempesta, a rimbombi e respiri, scrosci e sciabordii. Ma spesso Sound of Falling appare eccessivamente artefatto e manierato, ridondante e tematicamente labirintico: un maggiore controllo sulla materia trattata e sulla sua presentazione avrebbe grandemente giovato al risultato finale.
Guardare nel sole. Questa potrebbe essere la traduzione letterale del titolo originale di In die Sonne schauen, secondo film della regista tedesca Mascha Schilinski. Mentre il titolo internazionale del film presentato allo scorso Festival di Cannes suona completamente diverso: Sound of Falling. Non che in un titolo si ritrovi tutto il film, certo. Ma anche i titoli hanno la loro importanza.
Questo ipnotico ed epico film, scritto e magistralmente diretto da Mascha Schilinski, sarebbe un facile favorito per la Palma d'oro, se la giuria non fosse piena di attori. Perché Sound of falling non è un film per attori. I personaggi, per lo più donne, sparsi attraverso un secolo di storia tedesca, sono subordinati alla struttura del film: una serie di quadri intrisi di terrore che collegano quattro [...] Vai alla recensione »
Altmark, Sassonia. Il set è un unico luogo: qui, Here, è una casa contadina, attraversata dal tempo. E dalla Storia. Gli anni 10, 40, 80 del Novecento e i giorni nostri. Quattro tempi di una famiglia (come in Invelle): voci lontane sempre presenti, destini che si ripetono, spettri che insistono. Di donne, soprattutto. Come spiegare in poche battute questo film di Mascha Schilinski? Gli enigmi sospesi [...] Vai alla recensione »
La memoria delle case, come quella dei corpi che le hanno abitate, è uno spazio condiviso fatto di dolori, sentimenti, desideri, paure, sospensioni. È in questa profondità che la tedesca Mascha Schilinski trova le misure di The Sound of Falling, la sua opera seconda presentata in Concorso a Cannes78: cinema di rarefazione sensoriale che dialoga con la portante trasversale del tempo, a scomporre la [...] Vai alla recensione »
Un luogo, un arco temporale: una fattoria dell'Altmark, nella piana dell'Elba, nel corso del XX secolo. Alma, Erika, Angelika e Lenka, quattro giovani donne vivono e raccontano quel luogo e le persone che lo hanno vissuto in momenti diversi, in quattro segmenti cronologici intrecciati tra loro in metrica variabile, attraverso rispondenze che scavalcano i decenni, tasti che in qualche misura ha già [...] Vai alla recensione »
Guardare nel sole. Questa potrebbe essere la traduzione letterale del titolo originale di In die Sonne schauen, secondo film della regista tedesca Mascha Schilinski. Mentre il titolo internazionale del film presentato a Cannes suona completamente diverso: Sound of Falling. Non che in un titolo si ritrovi tutto il film, certo. Ma anche i titoli hanno la loro importanza.
Il Concorso parte con fattorie infestate e repressioni eleganti. È un boato di sottofondo quello che Masha Shilinski spalma sonoramente in Sound of Falling, storia di quattro tedesche del '900 residenti in casale che pare stregato. La piccola Alma è attratta dalla morte (gli spiriti fanno quel baccano per lei?), Erika è una mamma dalla smorfia di disgusto perenne, Angelika corpo nervoso degli anni [...] Vai alla recensione »
Una fattoria nella regione tedesca della Vecchiamarca, quattro ragazze di diverse età, un arco di tempo che copre un secolo. È Sound of Falling, il secondo lavoro della regista berlinese Mascha Schilinski (formatasi al film Academy Baden - Wurttemberg e poi come direttore del casting. Il primo lungo, Dark Blue Girl era alla Berlinale del 2017). È anche il primo film presentato in concorso al festival [...] Vai alla recensione »
Strutturato per blocchi di epoche diverse, dal primo '900 ai giorni nostri, con storie di donne che attraversano la Sassonia, facendo i conti con una realtà dura, a tratti spaventosamente disperata, è un'opera a suo modo affascinante, pur in una visione plumbea della vita. In realtà è un film prettamente sulla morte, che entra con il suo inarrestabile incedere in tutta la durata eccessiva (due ore [...] Vai alla recensione »
In una fattoria nel nord della Germania, nel corso di un secolo, si avvicendano generazioni, famiglie, relazioni, vicende. Collegate dai fili sottili e imprevedibili della Storia, ma, ancor più, dalla sensibilità accesa e mobilissima dei personaggi femminili. Perché è soprattutto attraverso il loro punto di vista che guardiamo le cose, seguiamo il succedersi degli anni e viviamo gli accadimenti.
Quando si ripete la stessa parola tante volte di seguito il significante si distacca dal significato, rimanendo un carapace che smarrisce referente e senso, divenendo fantasmatico: così riflette la piccola Alma (Hanna Heckt) mentre reitera l'espressione "incidente sul lavoro", formula utilizzata per nascondere una ben più ferale verità, ma fondamentale per dissimularla alle autorità.
Sounds of falling di Mascha Schilinski da tempo era indicato come uno dei titoli da tenere più sott'occhio tra quelli in Concorso a questo Festival di Cannes 2025. Non si può dire che si sia atteso invano, perché la regista tedesca cuce un racconto al femminile che dalla prima guerra mondiale arriva ai nostri giorni, per parlarci di sofferenza, famiglia, misteri, della difficoltà di essere libere, [...] Vai alla recensione »
Una grande fattoria, unità di luogo che collega le esistenze di quattro figure femminili nel corso di oltre un secolo. Lo spunto potrebbe ricordare il recente Here di Robert Zemeckis, a sua volta ispirato alla graphic novel di Richard McGuire, ma Sound of Falling di Mascha Schilinski - in concorso a Cannes 78 e già acquistato per l'Italia da I Wonder Pictures - segue traiettorie completamente dissimili. L [...] Vai alla recensione »