Una raccolta di storie ispirate alla vita reale di individui ed eventi testimoniati o vissuti in prima persona, durante gli ultimi dieci anni in Venezuela. Espandi ▽
Selina proviene da una famiglia agiata ma ha scelto di vivere in Italia seppure in una condizione di vita precaria. Roberto è un giovane ingegnere, un tempo suo compagno di scuola, che ha invece deciso di restare in Venezuela per contribuire a risolvere i numerosi problemi che affliggono il Paese. I due si incontrano nel periodo natalizio e si trovano costretti dalle circostanze a prendere decisioni importanti sul loro futuro.
L'opera prima di Joanna Nelson ci mostra un punto di vista sulla situazione venezuelana che non nasconde i problemi che quella società si è trovata ad affrontare. La regista riesce a delineare un quadro che mostra il disfacimento della coesione sociale causato da una serie di privazioni che vanno oltre a quelle strettamente legate al titolo. L’acqua è razionata, la corrente elettrica è sottoposta a blackout, la benzina nel Paese che ha una risorsa ingente nel petrolio (che è poi ciò che interessa a Trump in maniera esplicita) viene a mancare mentre c’è chi se ne impadronisce.
Visto al momento della sua realizzazione
Hambre avrebbe sicuramente suscitato riflessioni sullo stato di degrado di una società. Visto oggi si propone come un film di denuncia e di lettura di vicende che toccano purtroppo anche altri Paesi nei confronti dei quali però l’attuale amministrazione statunitense non prova un’analoga indignazione.