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The Silent Man

Film 2017 | Biografico, Drammatico, Storico, +13 103 min.

Titolo originaleMark Felt: The Man Who Brought Down the White House
Anno2017
GenereBiografico, Drammatico, Storico,
ProduzioneUSA
Durata103 minuti
Regia diPeter Landesman
AttoriDiane Lane, Kate Walsh, Liam Neeson, Maika Monroe, Marton Csokas, Ike Barinholtz Wendi McLendon-Covey, Tony Goldwyn, Michael C. Hall, Josh Lucas, Brian d'Arcy James, Tom Sizemore, Julian Morris, Bruce Greenwood, Noah Wyle, Eddie Marsan, Stephen Michael Ayers, Wayne Pére, Darryl Cox, Jeff Sprauve, Scott Poythress, Frank Hoyt Taylor, Jessica Young, Ricky Wayne, L. Warren Young, Charles Green, Michael Crider, Jeffrey Dezenski, Kandace Howard.
Uscitagiovedì 12 aprile 2018
DistribuzioneBim Distribuzione
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,85 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Peter Landesman. Un film con Diane Lane, Kate Walsh, Liam Neeson, Maika Monroe, Marton Csokas, Ike Barinholtz. Cast completo Titolo originale: Mark Felt: The Man Who Brought Down the White House. Genere Biografico, Drammatico, Storico, - USA, 2017, durata 103 minuti. Uscita cinema giovedì 12 aprile 2018 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,85 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 23 ottobre 2018

Come un agente FBI divenne la fonte anonima per la coppia di giornalisti che fece esplodere il caso Watergate. In Italia al Box Office The Silent Man ha incassato 408 mila euro .

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Consigliato sì!
2,85/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO 2,55
CONSIGLIATO SÌ
Liam Neeson presta la sua solennità a un personaggio che si vive come un vettore, una freccia scoccata verso una direzione da mantenere con inflessibile determinazione.
Recensione di Paola Casella
mercoledì 28 marzo 2018
Recensione di Paola Casella
mercoledì 28 marzo 2018

Washington, 1972. Mark Felt è il vicedirettore dell'FBI, presso cui presta servizio da trent'anni, quando il suo capo, il temibile J. Edgard Hoover, muore lasciando vacante la poltrona di direttore. A modo suo, Hoover era un architrave del sistema e la sua assenza scardina un sistema di potere, un'architettura istituzionale ben codificata. Tantopiù che Felt, delfino ed erede designato di Hoover, viene invece bypassato in favore di Pat Gray, legato a doppio filo con la Casa Bianca. Mancano circa duecento giorni alle elezioni presidenziali, il Repubblicano Richard Nixon si aspetta una riconferma e la sua campagna elettorale non risparmia i colpi bassi: fra questi, una pesante intrusione nella sede del Partito Democratico. È l'inizio dello scandalo Watergate e le indagini dell'FBI vengono chiaramente ostacolate dalla presidenza.

Felt, che ha sempre rivendicato l'autonomia della sua agenzia rispetto alle ingerenze della politica, non ci sta, e comincia una battaglia sotterranea, che non esclude le soffiate strategiche alla stampa.

The Silent Man racconta la vicenda dell'informatore del Washington Post definito come Gola Profonda, strumentale nel trascinare Nixon verso le dimissioni. Da uomo abituato a mantenere segreti, Felt non rivelò la sua identità fino al 2005 in un'intervista al Vanity Fair americano, e nonostante molti all'interno dell'FBI (e della Casa Bianca) conoscessero la sua storia, non fu mai rimosso dall'incarico perché era "l'uomo che sapeva troppo", e le sue eventuali rivelazioni avrebbero fatto crollare il gigantesco castello di informazioni tenute nascoste "per il bene pubblico".

La sua parabola, raccontata nell'autobiografia che Felt consegnò alle stampe nel 2006, è la base di The Silent Man, scritto e diretto da Peter Landesman, giornalista investigativo passato al cinema come sceneggiatore e poi regista: il che spiega il fatto che The Silent Man manchi in azione e abbondi in dialoghi. Ma anche la regia, che potrebbe sembrare televisiva (nell'accezione contemporanea di televisione di qualità), rivela aspetti interessanti ed è fortemente debitrice di un mentore: quel Ridley Scott che produce il film, e il cui punto di vista "filosofico" pervade l'intera narrazione visiva.

Liam Neeson presta la sua solennità a un personaggio che si vive come un vettore, una freccia scoccata verso una direzione da mantenere con inflessibile determinazione. Il suo Felt lascia il lavoro sporco ad altri meno idealisti e integerrimi di lui - primo fra tutti il "macellaio" Bill Sullivan - ma non disdegna le pressioni indebite e le trasgressioni in tema di diritti umani. Il contraltare di Felt, più che Sullivan, è Pat Gray, che in un'altra circostanza sarebbe stato interpretato (con il beneplacito di Ridley Scott) da Kevin Spacey, e invece qui ha il volto del clone di Spacey Marton Csokas. Il resto del cast è formato da volti noti in ruoli minori: Diane Lane nei panni della moglie di Felt, Tony Goldwyn, Josh Lucas, Tom Sizemore, Bruce Greenwood, e persino Eddie Marsan in un microscopico cammeo.
Il commento musicale di Daniel Pemberton sottolinea magistralmente i passaggi più sulfurei della vicenda, e la cinepresa di Landesman indugia (a volte troppo a lungo) sul volto imperscrutabile di Felt come sugli ambienti chiusi che Gola Profonda attraversa in silenzio, mentre la fotografia di Adam Kimmel si mantiene buia e opaca come la storia di segreti e bugie che racconta. Una vicenda che nel presente assume rilevanza perché pone la domanda su quanto sia lecito, in nome della difesa dello Stato, tenere il pubblico all'oscuro senza "chiedere il permesso di nessuno", esigere mani libere e non rispondere delle proprie azioni all'opinione pubblica e ai mass media. E ci ricorda anche che FBI e CIA restano "le costanti", al di là di chi si avvicenda nella Stanza Ovale.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 19 aprile 2018
samanta

Il film narra la storia di "gola profonda", cioé  la spia che passò ai giornalisti del The Washington Post i documenti sullo scandalo del Watergate, che alla fine portò alle dimissioni del Presidente Nixon. Chi trasmise i documenti era Mark Felt (Liam Neeson) come alla fine lo stesso ammise,  all'epoca vice direttore del F.

FOCUS
FOCUS
martedì 10 aprile 2018
Emanuele Sacchi

Nei corsi e ricorsi delle tendenze che attraversano la storia del cinema, il particolare periodo storico che stiamo vivendo sembra ricollegarsi, misteriosamente, a un filone tipico della New Hollywood anni '70: quello delle spy stories a sfondo politico, intrighi in cui il mistero si infittisce sempre più e rivela la trama di insospettabili architetture spionistiche. Forse in virtù di una presidenza statunitense inaccettabile per molti dei suoi cittadini più illustri, timorosi che l'America possa compiere irreversibili passi indietro, o per un riaprirsi delle tensioni tra Usa e Russia.

Cinematograficamente sono due i momenti cardine, attorno a cui ruota la gran parte delle vicende di complotti svelati messe in scena: in primis la morte di John F. Kennedy nel 1963, seguita dalla poco convincente indagine della commissione Warren, e quindi lo scandalo Watergate, che mette fine alla presidenza Nixon.

Entrambi i casi sono passati sotto la lente di ingrandimento di Peter Landesman, ex giornalista e ora regista, che adotta uno stile semplice ed efficace nel racconto per immagini di pagine oscure della storia degli Stati Uniti d'America. Per JFK si trattò di Parkland, del 2013, mentre al Watergate è dedicato The Silent Man, un thriller biografico dedicato alla figura di Mark Felt, il cosiddetto "Gola profonda", così soprannominato sulla scia del successo del celeberrimo porno con Linda Lovelace. La figura di Felt, informatore chiave dell'indagine del Washington Post, è sempre rimasta nell'ombra, nei racconti che hanno preceduto The Silent Man: a partire dal celeberrimo Tutti gli uomini del Presidente di Alan J. Pakula, che ritraeva Felt come un utile strumento per permettere alle penne libere di Bob Woodward e Carl Bernstein di mettere in ginocchio l'odiato Nixon. Landesman restituisce invece a Felt il ruolo di primattore, eroico protagonista della vicenda Watergate, relegando i giornalisti a una fugace apparizione.

Ma per arrivare a Landesman e alla sua rivisitazione del canone, un breve excursus su alcuni capisaldi della spy story in versione politica.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 12 aprile 2018
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Probabilmente, a qualcuno, parlando di Gola profonda, verrà in mente il famoso film porno, del 1972, con Linda Lovelace. Siete completamente fuori strada. La «gola profonda» di The Silent Man è Mark Felt (interpretato da un bravissimo Liam Neeson, finalmente lontano dai soliti ruoli action degli ultimi anni), l'uomo che, nello stesso periodo, mentre Nixon stava per essere rieletto con il suo secondo [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
lunedì 16 aprile 2018
 

Washington, 1972. Mancano 200 giorni alle elezioni presidenziali, Nixon si aspetta una riconferma e la sua campagna non risparmia colpi bassi. Mark Felt è vicedirettore dell'FBI e le sue indagini sono ostacolate dalla presidenza.

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