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Ultimo aggiornamento mercoledì 11 aprile 2018
Il viaggio di quattro amiche che danno sfogo ai loro istinti più bassi, tra balli scatenati e incontri piccanti. Il film ha ottenuto 3 candidature a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Il Viaggio delle Ragazze ha incassato 50,3 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Ryan, Sasha, Dina e Lisa decidono di fare un viaggio per ritrovarsi insieme dopo essersi perse di vista per parecchio tempo. Le quattro amiche sulla trentina, ex regine del dance floor ai tempi dell'università, partono per New Orleans, dove si tiene il festival Essence, dedicato alla musica e alla cultura afro-americana. Così di bar in concerto, le amiche si ritrovano a ballare, bere, ridere, prendersi in giro e litigare come ai vecchi tempi, facendo rinascere il gruppo da loro chiamato Flossy Posse. Il folle viaggio, dunque, sembra riaccendere gli assopiti spiriti, facendo emergere il lato selvaggio di ognuna di loro. Tra balli forsennati, sbronze epiche e puro divertimento, le ragazze riscopriranno la loro amicizia intatta nonostante le nuove Flossy Posse più mature, esperte e consapevoli.
Divertente, probabilmente trash, sicuramente oltre ogni limite. Il viaggio delle ragazze segue il filone delle commedie come Very Bad Trip, Spring Breakers o Una notte da leoni, ma declinato al femminile per dimostrare che anche le donne, come gli uomini, sanno divertirsi come matte senza badare ad alcun senso del pudore e del buon gusto.
Per di più le ragazze sono afro-americane, parlano uno slang improntato alla cultura popolare del RnB e del rap, scherzano costantemente sul sesso quanto i loro partner. Il cugino piccolo di Spike Lee, Malcolm D. Lee, regista di Scary Movie 5 e Undercover Brother, si è ormai ritagliato il suo spazio come autore di un cinema "nero" meno impegnato di quello del suo parente famoso ma anche rispetto al cinema afro-americano descritto sui toni melodrammatici di Barriere, Moonlight o Selma. La fiammante commedia per adulti senza tabú nata dall'idea del produttore Will Packer, dunque, è il primo film prodotto, scritto, realizzato e interpretato da afro-americani ad aver superato i cento milioni di dollari al botteghino negli Stati Uniti.
Realmente girato durante il festival Essence e ispirato alle vere storie di qualsiasi gruppo di ragazze, Il viaggio delle ragazze guadagna in autenticità ciò che perde in originalità. Dopo aver raccontato tante storie di uomini di colore, Malcolm D. Lee riesce a penetrare nelle logiche e dinamiche della psicologia femminile attraverso quattro donne presentate da una prospettiva raramente esplorata al cinema. Chi l'ha detto che le donne non sanno divertirsi come gli uomini? I ritratti delle quattro eroine dunque scavalcano la questione di genere, ma rimangono imbrigliati in una rappresentazione stereotipata da commedia che mira più che altro al divertimento.
Sulle note della musica originale di David Newman, compositore di colonne sonore nominato agli Oscar per Anastasia, il racconto dello sfrenato weekend tra amiche ad ogni modo scorre piacevolmente in una New Orleans nostalgica degli anni '90. Le apparizioni al festival del rapper P. Diddy e di Mariah Carey si alternano a canzoni storiche della musica nera di quegli anni, come "I'm every woman" di Chaka Khan del 1992 che dà il via al viaggio delle ragazze. Malcolm D. Lee riesce a ricreare l'ambientazione afro-americana dell'epoca in un film che diventa, dunque, la celebrazione del Black Girl Magic. Il viaggio delle ragazze, però, è anche un'ode all'amicizia e alla fiducia in se stessi che non smette di ricordare l'importanza di saper ascoltare la propria voce interiore. Nel connubio di humour volgare ed energia del self-empowerment riposa probabilmente il successo di Il viaggio delle ragazze, che porta il buddy movie al femminile un passo avanti agli altri nel racconto della follia che perde ogni freno inibitore in un bicchiere di assenzio.
Per chi non dovesse conoscere Malcolm D. Lee, basterebbe dire che è il cugino più piccolo di Spike Lee e che nel 2016 riportò sullo schermo Ice Cube in La bottega del barbiere 3 ben dodici anni dopo l'uscita del secondo capitolo della saga di Calvin Palmer. Anche se, probabilmente, i suoi film più famosi sono Scary Movie 5 e Undercover Brother, commedia d'azione in cui il regista del Queens parodiava la blaxploitation. È stato proprio l'illustre cugino a persuadere Malcolm a fare film "neri". A quell'epoca il più giovane Lee aveva 19 anni mentre Spike era già diventato celebre con titoli come Lola Darling, Aule turbolente e Fa' la cosa giusta.
Ma a differenza del cinema impegnato del cugino, Malcolm D. Lee si è ritagliato uno spazio dentro un genere più leggero, tanto che nel 2017 negli Stati Uniti, nel bel mezzo della stagione calda, Il viaggio delle ragazze si è posizionato in cima al botteghino - e sulla bocca di tutti - come "commedia dell'estate".
Al di là delle Barriere di Denzel Washington, di Moonlight di Barry Jenkins, di Precious di Lee Daniels e oltre Selma - La strada per la libertà di Ava DuVernay c'è un altro cinema "nero" che volge lo sguardo al mondo afroamericano senza tinte drammatiche, e Il viaggio delle ragazze ne è forse l'esempio più lampante. Ambientato nella Big Easy, il film di Malcolm D. Lee è un'ode al Black Girl Magic a partire dallo sfondo scelto per l'evolversi degli eventi: l'Essence fest, un festival annuale - reale - creato dal magazine Essence che si rivolge principalmente alle donne afroamericane. Lui, che finora aveva raccontato storie di uomini (di colore), stavolta confeziona una buddy comedy tutta al femminile. Il viaggio delle ragazze narra la storia delle Flossy Posse, ovvero Lisa (Jada Pinkett Smith), Dina (Tiffany Haddish), Sasha (Queen Latifah) e Ryan (Regina Hall), quattro amiche di vecchia data, ex compagne di università, che dopo essersi perse di vista decidono di ritrovarsi e ricominciare da dove si erano lasciate negli anni Novanta.
Infatti la nuova fiammante commedia di Lee scorre a ritmo della musica (nera) dell'epoca. Da "I'm Every Woman" di Chaka Khan che Whitney Houston fece sua nel 1992 e che dà il via al viaggio delle ragazze, a "She's a Bitch" di Missy Elliott, passando per" Ascension" (Don't Ever Wonder) di Maxwell, e "Bling Bling" di BG, il tappeto sonoro fornisce una nota nostalgica alla reunion delle Flossy Posse in quel di New Orleans. Niente è lasciato al caso, neanche le apparizioni come invitati dell'Essence di P. Diddy e Mariah Carey, che hanno iniziato le loro carriere proprio negli anni Novanta. La stessa Queen Latifah, che per chi non lo sapesse è considerata una delle femministe pioniere dell'hip-hop, a quei tempi sfornava dischi dopo aver debuttato nel 1989, all'età di diciannove anni, con l'album "All Hail the Queen".
È un film sul Black Girl Magic, si diceva, ma anche sull'amicizia e sull'empowerment, che non manca di trasmettere un messaggio sull'importanza di rimanere fedeli a se stessi. Il suo inaspettato trionfo ai botteghini si deve soprattutto alla perfetta alchimia che il quartetto riesce a creare tra una battuta a sfondo sessuale della sboccata Dina, un'accidentale pisciata in piena Bourbon Street di Lisa, e una battaglia di ballo old school che vede le Flossy Posse scatenarsi e battere la new school sulle note di "She's a Bitch".
Sfrenato quanto Una notte da leoni di Todd Phillips, Il viaggio delle ragazze osa andare oltre - laddove altri prima si erano fermati per pudore - e si distingue dalle altri varianti al femminile del buddy movie quali Le amiche della sposa, The Wedding Party, Bad Moms e, tra gli altri, Rough Night, perché più divertente e allo stesso tempo più autentico. Tant'è vero che l'equipe creativo è formato per due terzi da donne che hanno basato la sceneggiatura sulle proprie esperienze personali e delle loro amiche. I risultati parlano chiaro, dimostrando - se mai ce ne fosse stato bisogno dopo l'esito positivo di Il diritto di contare - che si può fare un film di successo con quattro attrici di colore come protagoniste.
"GirlsTrip"(Malcom D.Lee, Kenya Barris, Tracy Oliver, 2017)racconta di un viaggio a New Orlleans per ll'Essence Festivla di quattro amiche, tuttte afroamericane, che non si incntravano piu'dai tempi del college e si "scatenano"non pensando piu'solo ai problemi familiari e di lavoro di giorno.. IL fatto e'che il tradimento subito da una di loro da parte del marito [...] Vai alla recensione »