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Ultimo aggiornamento mercoledì 5 febbraio 2020
Argomenti: Star Wars
La saga volge al termine. La storia vivrà per sempre. Il culmine di un racconto che appassiona da 42 anni. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, 3 candidature a BAFTA, 1 candidatura a CDG Awards, 1 candidatura a ADG Awards, In Italia al Box Office Star Wars - L'ascesa di Skywalker ha incassato 13,2 milioni di euro .
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La resistenza è ridotta a poche unità, il primo ordine dilaga sotto il comando del leader supremo Kylo Ren, ma un messaggio ha turbato la galassia. L'imperatore Palpatine giura vendetta! Ren si mette così alla ricerca dell'origine della trasmissione e arriva a confrontarsi con Palpatine, che gli offre una spaventosa flotta se saprà eliminare la ragazza Jedi, Rey. Questa combatte e si addestra seguendo gli insegnamenti del generale Organa, mentre Finn, Poe e Chewbacca ricevono messaggi da una spia nel Primo Ordine.
Si conclude in un ennesimo ribaltamento e ritorno alle origini la saga degli Skywalker, che estrae dal cappello nientemeno che il vecchio imperatore per cercare di trovare un villain degno del finale, ma l'impresa si rivela riuscita solo in parte.
Non dev'essere stato facile né divertente lavorare su questa terza trilogia, dov'è ormai evidente che fin dal principio è mancata una direzione chiara. Anzi si è assistito a tutto il contrario di un progetto organico, con un primo film, Il risveglio della Forza, che era praticamente un remake di Guerre Stellari; un secondo film, Gli ultimi Jedi, che risponde alle critiche di aver prodotto una fotocopia stravolgendo vari elementi della serie; e ora con un terzo capitolo, L'ascesa di Skywalker, che accoglie le ultime critiche dei fan indignati e fa i salti mortali per tornare indietro rispetto all'Episodio precedente.
Il risultato nel complesso è un pasticcio che davvero lascia sbalorditi: considerato l'investimento ingente e la storia di oculata gestione dei franchise della Disney era impensabile una tale improvvisazione. Che risulta ancora più clamorosa se si pensa alla contemporanea saga Marvel, arrivata felicemente e organicamente oltre i venti titoli.
Per essere un po' più chiari, ma sempre senza dare spoiler, basti dire come il film svela le parentele di Rey; sostituisce il caduto Snoke con un altro super villain gerarchicamente sopra Kylo Ren; mette in un angolo il personaggio di Rose; dimentica del tutto le questioni sociali accennate nel capitolo precedente e fa esplicitamente pentire il fantasma di Luke di aver fatto l'eremita.
Anche volendo non vedere questa clamorosa e grossolana retromarcia, si rimane con un film non proprio riuscito. Sia perché il piano di Palpatine sembra cambiare ogni volta che gli altri cercano di ostacolarlo, fino a toccare vette piuttosto trash, sia perché ci sono passaggi di sceneggiatura improbabilissimi, che il regista J.J. Abrams cerca di coprire con la velocità di un continuo susseguirsi di eventi.
I poteri della Forza poi sono spinti a livelli fuori scala rispetto a tutto quanto si era visto prima, facendo di questa misteriosa energia che guida il destino del cosmo qualcosa di molto simile a un volgare sfoggio di superpoteri. Quasi si fosse pensato che il cuore del successo della Marvel fosse nel mettere in scena fulmini più grandi.
L'umorismo tra i personaggi risulta molto spesso puerile e inefficace inoltre il film, nonostante parta in medias res come di consueto, stenta a ingranare e le scene d'azione sono girate senza un gran senso per la coreografia. Di buono ci sono i vari scenari che si susseguono, alcuni davvero impressionanti come il pianeta dalle grandi onde o il covo di Palpatine, ma non basta una scenografia affascinante a salvare combattimenti fatti di stacchi frenetici. E per altro, visto che le spade sono un effetto speciale e non qualcosa di pericoloso sul set, non si capisce nemmeno perché non si riesca a girare un duello memorabile.
Ovviamente gli effetti speciali sono il meglio che si possa vedere al cinema, il numero di astronavi in scena è sbalorditivo e la musica è l'efficace e ritmata sinfonia che ci si aspetta dalla saga. C'è anche qualche momento felicemente toccante, come l'inevitabile uscita di scena della compianta Carrie Fisher, il saluto di C-3PO agli amici già anticipato nel trailer e una delle scene finali con Kylo Ren. Star Wars però meritava decisamente di più.
Forse ai ragazzini basterà anche questo e del resto Star Wars dovrebbe essere cosa loro, più che dei 40-50enni mossi dalla nostalgia. Eppure non è questa la strada che ha preso la trilogia, che tra clamorosi cameo e il ritorno di Palpatine sembra aver preferito fare fan-service al pubblico di mezz'età piuttosto che costruire davvero un trittico per il nuovo millennio.
La resistenza resiste, ma ne rimane ben poco: uno sparuto gruppo di uomini e donne tra cui Leia Organa, Dameron Poe, Finn, Rose Tico e Rey, in cui la Forza scorre potente. Il Primo Ordine non è riuscito a sterminarli solo grazie al sacrificio di Luke Skywalker, che in una sorta di proiezione spettrale ha attirato su di sé il fuoco avversario e sfidato a duello Kylo Ren, permettendo agli altri di mettersi al sicuro e di continuare a combattere ancora un anno dopo essere scampati all'eccidio. Kylo, affiancato dal generale Hux, ha preso il controllo dell'Ordine dopo aver ucciso Snoke (insieme a Rey, che ignorava però il suo vero piano) e ora niente sembra in grado di fermarlo. Ma Rey ha portato con sé il testo sacro degli Jedi...
«Il titolo Rise of Skywalker sembra quello più giusto per questo film, anche se è provocatorio e solleva una serie di domande. Ma credo che quando vedrete il film, capirete in che senso va inteso e cosa significa. Nel flusso di titoli che ha avuto questo progetto c'era una particolare responsabilità: non doveva essere solo la fine di tre film, bensì di nove, e l'idea di incorporare le storie che sono venute prima è proprio al centro del film. Voglio dire che i personaggi del film ereditano dalle precedenti generazioni, sia i peccati dei padri sia la saggezza che hanno acquisito. E la sfida della nuova generazione è di vedere se ne sono all'altezza, se possono reggere quello che devono diventare. Arrivando a questo film abbiamo una grande eredità e anche noi ci chiediamo se possiamo farcela, è la domanda che ci facciamo ogni giorno».
J.J. Abrams
Con l'annuncio del titolo del nono capitolo di Star Wars, ossia Rise of Skywalker, si sono immediatamente moltiplicate le speculazioni sul web, a riprova che, qualunque cosa si pensi di lui, ancora una volta J.J. Abrams si è dimostrato maestro nell'arte del provocare reazioni tra i fan, disorientandoli e dando loro speranze e timori. Lo sviluppo per alcuni più gradito e per altri più temuto riguarda i genitori di Rey, che è stata finora la protagonista dei nuovi film. Se il titolo si riferisse a lei vorrebbe dire che Kylo Ren ha mentito quando le ha detto, in Gli ultimi Jedi, che i suoi genitori erano persone comuni che l'hanno abbandonata. Una rivelazione che per alcuni tradiva la coesione della saga, così legata alla dinastia degli Skywalker, ma per altri era decisamente la benvenuta, perché quello del diritto di sangue è un concetto superato, che va bene per Il Trono di Spade più che per Guerre stellari.
L'altra possibilità è che lo Skywalker del titolo sia Kylo Ren, il quale però sembra aver definitivamente abbracciato il proprio lato più oscuro, anche se aveva dimostrato uno spirito profondamente indipendente. La rivelazione alla fine del trailer della risata del fu imperatore Palpatine - presumibilmente destinato a tornare in una versione fantasmatica come Luke - potrebbe far intendere che il Primo Ordine sia parte di una sua macchinazione, facendo di Kylo ancora una volta una pedina, ruolo a cui potrebbe facilmente decidere di ribellarsi.
Non ci sono solo teorie e incertezze però riguardo il nono episodio di Star Wars e il cast è ben definito, anche se pure qui non manca qualche mistero. Oltre ai protagonisti Adam Driver, Oscar Isaac, John Boyega e Daisy Ridley, tornerà anche l'attrice americana di origini vietnamite Kelly Marie Tran nel contestato personaggio di Rose, inoltre rivedremo da una parte il generale Hux (Domhnall Gleeson) e dall'altra il generale Leia Organa, questo nonostante la morte di Carrie Fisher il 27 dicembre 2016. L'attrice non sarà ricreata digitalmente, come era brevissimamente successo in Rogue One: A Star Wars Story, e Abrams sostiene che saranno usate parti scartate di girato da Il Risveglio della Forza. Immaginiamo che sarà comunque necessario aggiustare i dialoghi di quelle scene, per cui è logico supporre che almeno la voce sarà ricostruita al computer.
Mark Hamil e Ian McDiarmid saranno rispettivamente Luke Skywalker e il fu imperatore Palpatine, presenze fantasmatiche ma di certo non secondarie, inoltre Billy Dee Williams farà il suo atteso ritorno nei panni di Lando Calrissian, anticipato dal recente Solo: A Star Wars Story dove l'aveva interpretato Donald Glover. Torneranno anche Lupita Nyong'o (Maz Kanata), Joonas Suotamo (Chewbacca), Billie Lourd (Lieutenant Connix), l'amico di Abrams Greg Grunberg (il pilota di X-Wing Temmin "Snap" Wexley) e Anthony Daniels (C-3PO). Tra i nuovi arrivi spicca Keri Russell (The Americans) che pare avrà una parte significativamente d'azione, mentre del personaggio di Naomi Ackie si conosce solo il nome, Jannah, e del tutto misterioso è il ruolo che avranno Matt Smith, Dominic Monaghan e Richard E. Grant.
Il film racconterà finalmente una missione che vede agire insieme Poe, Finn e Rey, ed è stato scritto da Abrams e Chris Terrio, premio Oscar per Argo, cui però ha fatto seguire gli infelici film di Zack Snyder con i personaggi DC Comics. Per lui è sicuramente un'occasione di rilancio, una chance che invece ha perso il regista precedentemente legato al film: Colin Trevorrow, lanciato da >Jurassic World ma affossato dal flop di critica e di pubblico di Il libro di Henry, che probabilmente gli è costato la regia di Star Wars. Le riprese, iniziate nell'agosto 2018 e ultimate nel febbraio 2019, si sono avvalse dell'art director Paul Inglis, un nome di tutto rispetto per il suo lavoro su Blade Runner 2049, Skyfall, Prometheus, I figli degli uomini e Il Trono di Spade. Per la colonna sonora invece è tornato il grande John Williams, per dare il proprio annunciato addio alla Saga per eccellenza nella Storia del Cinema.
Ultimo atto di una serie che avrebbe potuto ma non ha raggiunto. Se nel risveglio della forza erano state quantomeno poste le basi per un progetto ambizioso, e in the last jedi questo era stato superato in favore di un opera visivamente grandiosa, in questo rise of skywalker non vediamo niente di tutto ciò. Il film fallisce nel portare a termine una saga (mai realmente nata), cercando in maniera [...] Vai alla recensione »
Diciamo la verità: quando sullo schermo compare la frase che ci accompagna da 42 anni, «tanto tempo fa in una galassia lontana lontana», e l'orchestra attacca con la musica di John Williams, partono i brividi lungo la schiena. Soprattutto di chi quelle musiche le ha sentite per la prima volta nel 1977, quando Luke Skywalker, la Principessa Leila, Darth Vader e Ian Solo arrivarono sullo schermo per [...] Vai alla recensione »