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Un film di Matteo Garrone.
Con Salma Hayek, John C. Reilly, Christian Lees, Jonah Lees.
continua»
Titolo originale Il racconto dei racconti - Tale of Tales.
Fantasy,
Ratings: Kids+13,
durata 125 min.
- Italia, Francia, Gran Bretagna 2015.
- 01 Distribution
uscita giovedì 14 maggio 2015.
MYMONETRO
Il racconto dei racconti |
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Once upon a time...
di Writer58Feedback: 53334 | altri commenti e recensioni di Writer58 |
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| domenica 17 maggio 2015 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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La pellicola di Garrone è una festa per gli occhi e per la mente. Attinge a piene mani dalla tradizione fiabesca antica di Basile e ne propone una traduzione sfolgorante,fatta di paesaggi solenni e inquietanti, re e corti che convivono con la miseria della plebe, castelli merlati che svettano su pendii immemori del corso del tempo e un insieme di creature mitologiche -draghi, orchi, streghe, pulci giganti- che sembrano la materializzazione delle pulsioni e dei timori umani -desideri di possesso, di potenza, di maternità, paura della vecchiaia, della morte, della solitudine-. Gli ambienti che ospitano le tre vicende -una regina sterile disposta a qualunque cosa pur di avere un figlio, un re ossessionato dal sesso che s'invaghisce di una megera di cui ascolta solo la voce, un sovrano che bandisce un concorso il cui vincitore sposerà sua figlia- sono straordinari e così evocativi che, durante la visione del film, ho pensato fossero effetti digitali prodotti al computer. Invece, il film è stato girato tra le gole dell'Alcantara (un torrente siciliano che scorre tra pareti alte levigate dall'acqua), il castello di Donnafugata in provincia di Ragusa, il bosco di Sasseto nell'alto Lazio, Castel del Monte e Gioia del Colle in Puglia. Nel film di Garrone, al di là della maestosità degli esterni, non c'è nulla di etereo e di metafisico:le storie narrate - d'accordo con l'impianto della fiaba antica- sono carnali, crude, essenziali nell'esprimere le pulsioni che dominano gli umani, vita e morte si rincorrono, si sfiorano, si con/fondono, ci si innalza verso una condizione di privilegio o si perde repentinamente tutto. Non c'è traccia di intento moralizzatore- per fortuna-, ma nemmeno compiacenza nell'esporre i vizi dei deboli e dei potenti. Anche l'introduzione di elementi "fantasy" appare ben integrata nell'opera del regista romano. La sequenza iniziale del re che s'immerge nell'acque del torrente con un'armatura da palombaro alla ricerca del drago marino appare non solo credibile, ma anche avvincente e bellissima. Cosi come diversi altri passaggi del film che non intendo spoilerare. Il merito de "Il racconto dei racconti" consiste nell'aver integrato un'opera visivamente splendida (con un gusto pittorico e squisito dell'inquadratura) con una narrazione che recupera la dimensione allegorica dell'opera di Basile e propone uno scavo sulle dimensioni archetipiche della natura umana. Un'operazione ardita, simile a quella di un funambolo che attraversi un precipizio camminando su una corda. Un'operazione, a mio giudizio, riuscita che rende Matteo Garrone uno degli autori italiani più dotati nel panorama attuale.
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