| Titolo originale | Lost Highway |
| Anno | 1996 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 134 minuti |
| Regia di | David Lynch |
| Attori | Bill Pullman, Patricia Arquette, Balthazar Getty, Robert Blake, Robert Loggia Gary Busey, Mink Stole, Richard Pryor, Jack Nance. |
| Uscita | lunedì 13 ottobre 2025 |
| Tag | Da vedere 1996 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 3,94 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 30 settembre 2025
Il nodo sono alcune riprese video che mostrano Fred e sua moglie Renée prima in atteggiamenti molto intimi, poi Fred che uccide la moglie. Sarà tutto ... In Italia al Box Office Strade perdute ha incassato 141 mila euro .
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Los Angeles. Il sassofonista Fred Madison è perseguito dall'invio di una serie di videocassette che riprendono la sua vita da vari punti di vista. Sposato con Renée, partecipa con lei a un party dove viene avvicinato da un misterioso uomo che si prende gioco di lui e lo terrorizza. Il giorno dopo, Fred riceva una VHS in cui si vede il corpo di Renée massacrato. Arrestato per omicidio, in prigione soffre di lancinanti emicranie e una mattina, in cella, al posto suo si risveglia un altro uomo, Pete, giovane meccanico che viene immediatamente rilasciato. Al soldo della malavita, Pete diventa l'amante della ragazza del boss, Alice, straordinariamente somigliante alla moglie di Fred. La donna coinvolge Pete in un colpo ai danni di un regista di film porno: tutto però va storto e l'uomo entrerà in un regno di follia e mistero...
Tornare su un film che ha fatto epoca, grazie al ritorno in sala, è un buon modo per verificarne la tenuta, l'importanza per l'evoluzione del suo regista e del cinema venuto in seguito.
A metà anni Novanta, attraverso il lavoro iniziato con la serie Twin Peaks, David Lynch abbraccia il mondo dell'inconscio e abbandona la superficiale razionale che ancora caratterizzava il noir di Velluto blu e il road movie di Cuore selvaggio. Con Strade perdute, i suoi film entrano in un territorio che sta oltre il reale, irreale e insieme surreale, che poco alla volta erode le certezze dei personaggi e dello stesso spettatore, entrambi confusi (e minacciati e terrorizzati) da atmosfere oniriche incerte e inspiegabili.
Subito rinnegato dal successivo Una storia vera (che con la sua precisione e la sua nettezza diventa però il contraltare del mondo di Lynch, l'altro versante della medaglia), ma poi esaltato dai capolavori Mulholland Drive e INLAND EMPIRE, lo stile del regista americano, fatto di immagini curatissime e lucide, di atmosfere metalliche e iper-illuminate o scurissime, oltre il genere noir e le implicazioni hitchockiane (a cominciare dalla presenza di personaggi femminili doppi, di femme fatale bione e brune) distrugge le convenzioni del cinema di genere e dà forma visiva all'invisibile realtà dell'immaginazione.
Di cosa parla Strade perdute? Di un uomo che scopre di essere spiato da qualcuno, che viene arrestato per un omicidio che non sa di aver commesso, che si sveglia in prigione nei panni di qualcun altro. O forse, chissà, di un protagonista che viene sostituito da un altro protagonista, che è lui e al tempo stesso non è lui, come se due universi distinti entrassero in collisione, paralleli e incrociati al tempo stesso, presenti e assenti l'uno all'altro.
L'assoluta gratuità dell'intreccio - che in maniera fin troppo evidente rinuncia a qualsiasi tentativo di spiegazione - evidenzia il senso di gratuità del cinema stesso, arte che fin dalle sue origini fa rivivere sullo schermo la realtà e per questo la apre inconsapevolmente al suo opposto, all'irrealtà. Nel film non c'è nulla di logico, se non il cinema stesso, che proprio perché è in grado di rappresentare un evento e la sua negazione, il corpo e il suo sostituto, l'essere qui e anche l'essere altrove (come dimostra l'ingresso da incubo de misterioso uomo alla festa, forse la creazione più spaventosa di tutto il cinema di Lynch), diventa la sola forma di rappresentazione capace di trovare una sintesi tra realtà e sogno, ragione e follia.
Negli stessi anni in cui cominciava la rivoluzione digitale, Strade perdute, ancora girato in pellicola e rispetto a Mulholland Drive e INLAND EMPIRE meno complesso, più diretto e anche più patinato, già mostrava come il destino delle immagini sarebbe stato quello di scomparire, di sovrapporsi cioè l'una all'altra, confuse le une con le altre come i due protagonisti del racconto.
Nel film le immagini sono ovunque, a cominciare dalle VHS che Fred riceve a casa e che mostrano la sua vita come un insieme di sequenze cinematografiche: chi le gira, chi le monta, chi le invia? Nessuno, o forse chiunque, perché nessuno sfugge allo sguardo di nessuno (l'uomo misterioso in fondo terrorizza soprattutto con gli occhi di ghiaccio...) e il cinema vede tutto, così a fondo e così dentro alle cose da perdersi nel buio della notte, lungo strade senza fine.
Le stesse strade dove il cinema corre ancora e che rende ancora attuale, e utile, rivedere un film come questo.
All'ingresso della propria casa, lussuosa ed asettica, Fred Madison, sassofonista, scopre per più volte alcune videocassette che ritraggono in sequenza la casa stessa, e poi lui e la moglie Renée mentre dormono. Avvertita, la polizia non riesce a trovare spiegazioni logiche. Una sera, Renée conduce il marito ad una festa organizzata da un certo Andy. Qui Fred conosce un uomo che si fa beffe di lui. Arriva una nuova videocassetta che ritrae Fred accanto al corpo massacrato della moglie. Arrestato per omicidio, Fred in carcere è preda di violenti mal di testa.
Una mattina un'improvvisa mutazione lo porta ad assumere il corpo del giovane Pete, meccanico. Viene allora liberato e riprende a lavorare al servizio del boss malavitoso Eddy. La ragazza di quest'ultimo, Alice (che sembra la copia della defunta Renée), seduce Pete e lo convince a progettare e realizzare un colpo, quasi una vendetta, ai danni di Andy, regista di film pornografici, che l'aveva avviata alla prostituzione. Durante il colpo, Andy rimane ucciso, mentre Pete vede una foto dove Eddy è in compagnia di Renée e Alice. Pete e Alice si danno alla fuga in macchina e si fermano al Lost Highway Hotel. In camera, Alice respinge Pete e poi lo abbandona. Pete torna ad essere Fred. La polizia lo bracca, e lui riprende la fuga.
Il nodo sono alcune riprese video che mostrano Fred e sua moglie Renée prima in atteggiamenti molto intimi, poi Fred che uccide la moglie. Sarà tutto vero, tutto falso? Intorno al quesito ruota la vicenda. Tutto si complica quando Fred, accusato di omicidio, incontra una bionda del tutto identica a sua moglie. Che il nuovo film di Lynch abbia avuto tanto ritardo nelle nostre sale è dovuto semplicemente al fatto che è mediocre. Il regista è sempre più involuto e fastidioso. Niente deve essere chiaro e comprensibile. Molti affermano essere questo il pregio maggiore di Lynch. Per noi è un limite, non piccolo.
Con una strizzata d'occhio a "La donna che visse due volte" Lynch smonta i meccanismi del noir e crea con questo film un punto di svolta nella sua carriera.Costruisce un racconto che nega ogni spiegazione razionale.Nella prima parte,punta su un'atmosfera onirica e inquietante,piena di paradossi spazio-temporali.Nella seconda(più debole)prevalgono i siparietti pulp e le scene [...] Vai alla recensione »
David Lynch riemerge dal silenzio con Strade perdute, il suo film più notturno, decostruito e misterioso, simboleggiato da un'autostrada nel cuore oscuro del deserto americano, la Valle della Morte. Da Fuoco cammina con me gli ci son voluti, per cominciare a lavorare a un nuovo lungometraggio, quattro anni segnati da rifiuti e fallimenti: i progetti respinti della storia di tre ragazzi che un tempo [...] Vai alla recensione »