| Anno | 2022 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Marco Simon Puccioni |
| Attori | Filippo Timi, Francesco Scianna, Francesco Gheghi, Matteo Oscar Giuggioli Giulia Maenza, Jodhi May, Valentina Cervi, Mauro Conte, Alessia Giuliani, Enrico Borello, Gianluca De Marchi, Tim Daish, Nichi Vendola, Ambrosia Caldarelli, Martina Querini, Daniele Orlando. |
| Uscita | lunedì 21 febbraio 2022 |
| Distribuzione | Europictures |
| MYmonetro | 3,00 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 21 febbraio 2022
La storia di una famiglia che è come tutte le altre famiglie a differenza di quello che tante persone pensano. Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Il filo invisibile ha incassato 223 .
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CONSIGLIATO SÌ
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Leone ha sedici anni, due padri e una cotta per Anna, una compagna di classe da poco trasferita a Roma. Con l'amico di sempre lavora a un 'saggio' di fine anno in cui desidera illustrare la sua storia e la sua famiglia. Simone e Paolo, i suoi genitori, finalmente sposi per la legge italiana, hanno coronato la loro relazione con Leone, portato in grembo da Tilly, madre genetica e 'portatrice' che vive in America ma partecipa alla vita del (suo) ragazzo. Stretto tra i pregiudizi dei compagni e la spinta militante per la causa gay dei suoi genitori, Leone cerca la via e il suo posto nel mondo. Ma quello che è già confuso dall'adolescenza si complica con la crisi di papà e papà. Simone tradisce Paolo e Leone perde il filo.
Il nuovo film di Marco Simon Puccioni è a misura del presente, omogenitorialità, famiglie arcobaleno, madri portatrici, ma il suo cuore è senza tempo, la sottile esplorazione dei legami che uniscono un padre e suo figlio. Specificatamente, due padri e il loro figlio.
Il filo invisibile che sperimenta il giovane protagonista è in fondo questo e il regista lo cerca con sensibilità e intelligenza. Progressivamente, avanzando attraverso piccole epifanie ordinarie (il primo bacio) e istanti di straordinaria banalità (andare a scuola, cenare insieme, amarsi in casa, tradirsi fuori...), appare una realtà più profonda che interroga non tanto la filiazione biologica, che il film addirittura ridimensiona, quanto la vita passata insieme al proprio figlio tentando di costruire per lui il migliore avvenire.
A partire da quale momento si diventa realmente padre del proprio figlio? Per Simone e Paolo nel momento in cui hanno deciso di 'concepirne' uno insieme, con l'aiuto generoso di un'amica americana. Un "cocktail" di amore e magia su cui hanno costruito la narrazione di Leone, che adesso sta crescendo, si sta innamorando e interrogando sulla propria identità di quasi uomo. Perché Leone è in quella stagione di passaggio in cui non è più e non è ancora.
Per accompagnarlo fino alla fine di questa avventura, Puccioni impronta il cammino della commedia producendo momenti di levità e di dolce ilarità, l'equivoco in bagno su tutti. Leone, Anna e il fratello gemello, che ha 'scalato' una parete e fatto il suo coming out, compaiono in mutande davanti agli occhi di una madre convenzionale e borghese che vuole soltanto capire chi è andato a letto con chi. Ma in secondo grado sono i corpi degli attori, Francesco Gheghi, Giulia Maenza e Matteo Oscar Giuggioli, a catalizzare lo sguardo.
La forza della scena sta soprattutto nella sua idea di casting, che seleziona tre attori dalla silhouette e dagli atteggiamenti corrispondenti. L'effetto prodotto riassume il progetto del regista, raccontare la nascita di un'identità fluttuante e ibrida, liberata dal peso delle apparenze. In quella terra di mezzo che è l'adolescenza, i corpi finiscono per assomigliarsi e confondersi, incidendo l'immaginario eterocentrico del teen-movie, stravolgendo le convenzioni ed esaltando l'indifferenza di genere.
In una famiglia quasi 'normale', come tutte del resto, con le sue gioie e le sue tensioni, Leone cresce in bellezza come la sua generazione che non ha complessi, trascende i generi e non si preclude di amare un uomo o una donna nel prossimo futuro. Il cinema italiano si aggiorna ai tempi pescando (finalmente) attori del terzo tipo (Filippo Timi, Francesco Scianna, Valentina Cervi, Mauro Conte) per farne genitori del terzo tipo, uomini e donne le cui fragilità sono quelle di un mondo in ricostruzione.
I riferimenti cadono e bisogna affrontarli, provando a definire i nuovi contorni dell'essere. Puccioni spinge verso nuove direzioni con umorismo salvifico. Se il trattamento è ancora 'tradizionale', il film non trova una forma all'altezza del suo proposito, Francesco Gheghi soffia un'aria nuova. Figura pop e romantica precipitata in un cinema di décor e 'telefoni bianchi', in cui papà e papà dibattono di adulterio e divorzio, il suo Leone è un ragazzo ancora pieno di infanzia che ha assunto i suoi desideri e le sue scelte. L'attore usa la fiamma e la vulnerabilità dei suoi anni per incantare il suo ruolo e innamorare tutti in questo racconto benvenuto di risveglio sensuale ed esistenziale.
Cos'è la genitorialità? Su cosa si basa il rapporto genitore figlio? Queste domande universali sono applicate in questo film ad una famiglia particolare, una composta da due padri e un figlio venuto al mondo con la gestazione per altri. Una dede (portatrice) è presente nella vita di Leone, ma non è la madre. I due padri non hanno voluto sapere chi sia il padre biologico [...] Vai alla recensione »
Il filo invisibile, commedia italiana in uscita oggi su Netflix (dopo un'anteprima nelle sale durata tre giorni), è un film figlio del nostro tempo. Protagonista è infatti un nucleo familiare atipico, formato da due padri e un figlio adolescente. Il regista Marco Simon Puccioni, qui anche alla scrittura del film assieme a Luca De Bei, costruisce un'opera in parte autobiografica che, al di là della [...] Vai alla recensione »