| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 107 minuti |
| Regia di | Daniele Barbiero |
| Attori | Lorenzo Zurzolo, James Franco, Francesco Centorame, Ginevra Francesconi Greta Fernández, Federica Bau, Gabriele Rollo, Francesco Gheghi, Stefano Patti, Marc Clotet, Melania Dalla Costa, Stefano Fregni. |
| Uscita | giovedì 16 ottobre 2025 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| MYmonetro | 2,25 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
|
Ultimo aggiornamento venerdì 17 ottobre 2025
Un film che racconta la possibilità di scegliere del proprio futuro dopo la maturità: un momento cruciale della vita di tutti noi. In Italia al Box Office Squali ha incassato 69,9 mila euro .
|
CONSIGLIATO NÌ
|
Max, un ragazzo di 19 anni che vive in un paesino del Veneto, ha appena finito gli esami di maturità e si prepara a partire in Spagna per un viaggio organizzato con i suoi amici Filippo e Anna. All'improvviso però riceve una proposta inaspettata. Robert Price, imprenditore nel campo delle start up, gli propone di sviluppare l'app che ha creato per aiutare gli studenti a scegliere la facoltà universitaria e di trasferirsi a Roma con uno stipendio che non si sarebbe mai immaginato in vita sua. Ha però pochissimo tempo per scegliere. Dopo averne parlato con i genitori e i suoi amici accetta la proposta, provocando la rabbiosa reazione di Filippo, l'amico di una vita aspirante musicista. Dal viaggio spensierato agli squali in affari il passo è breve. Attorno a lui, c'è poi un team spietato che tende spesso a metterlo in difficoltà e sottolineare le sue lacune. Max si ritrova così catapultato improvvisamente nel mondo degli adulti, trovandosi spesso sotto pressione. Inoltre un giorno vede Price, che fino a quel momento aveva idealizzato, che ha una discussione con un ragazzo, Jona, che vede andar via. Riuscirà a resistere e mantenere il legame con il suo storico gruppo di amici senza ripercussioni?
Max guarda nella cinepresa. Negli occhi del suo personaggio, interpretato da Lorenzo Zurzolo, ci sono tutte le aspettative e l'ansia del fallimento della Gen Z.
Quello sguardo del protagonista attraversa spesso il film e mostra una figura con un'identità improvvisamente scissa, tra le sue origini e il gruppo di amici e un mondo di 'squali' dove non sono ammessi errori. Ispirato al romanzo "Gli squali" di Giacomo Mazzariol, edito da Einaudi nel 2018, parte in quarta con una promettente scena di inseguimento che inizia nei pressi di un distributore di benzina, con il gruppo di amici mascherati alla Point Break. Il possibile stile adrenalinico viene però progressivamente travolto da un'ansia da prestazione. Il film corre come il suo protagonista, ma si smarrisce senza esserne consapevole. Diretto da Daniele Barbiero, qui al suo primo lungometraggio, Squali attraversa la provincia veneta senza entrare nelle sue radici come invece ha fatto Le città di pianura e ribalta un ritratto generazionale in una specie di thriller tecnologico freddo e senz'anima.
È un cinema che segue regole che vengono percepite come infrangibili, proprio come i sette comandamenti dell'azienda ePark dove Max lavora, formalmente anche ineccepibile ma mai in grado di entrare in profondità nella storia e di sviluppare adeguatamente i personaggi. In più spreca la carta James Franco, poco convincente nei panni dell'imprenditore Robert Price con una prova ben lontana dall'intensità del suo altro viaggio italiano in Hey Joe di Claudio Giovannesi. Lo stile, o la sua esibizione, soffoca la storia, tra carrelli e nervosi movimenti della macchina a mano non sempre funzionali. In più, molti dialoghi sembrano ridursi a slogan: "la fretta rovina il futuro" - "a volte devi lasciare le persona che ami per trovare la tua strada". Della storia storia potenzialmente interessante, Squali attraversa solo la superficie. Tra i personaggi, l'unico attraversato da autentici segnali di vita e non ingabbiato nella sceneggiatura è quello di Filo con la prova di Francesco Centorame che resta maggiormente impressa rispetto a quella di Lorenzo Zurzolo.
Il film riesce a raccontare con grande veridicità il momento di passaggio verso l'età adulta: lepaure, le incertezze, le aspettative. Assolutamente da vedere per le le giovani generazioni in ansia per il futuro.
a me ? piaciuto molto e lo consiglio a tutti soprattutto ai giovani in ansia per l'incertezza del futuro
Come un salvagente lanciato in una vasca piena di squali, un film dal retrogusto mucciniano tenta di dare la soluzione al mal di vivere dei giovani d'oggi, mentre annaspano dinanzi alla pressione social(e) di dover emergere, scegliendo velocemente «cosa fare da grandi». Anche Muccino agli esordi raccontava le ansie post-adolescenziali della «generazione mille euro».
Uno dei topoi più classici del cinema riguarda il coming of age, in particolare la formazione che gli esami di maturità provocano prima e dopo il fatidico giorno dell'orale, compreso il viaggio di gruppo in giro per l'Europa. È su questo solco che si infila anche il film di Daniele Barbiero, prolifico regista di corti e di serie tv, qui all'esordio nel lungometraggio.
"Se ti fermi sei morto", è il mantra che si ripete spesso in Squali. Del resto è questa la sensazione predominante tra i ragazzi delle nuove generazioni, quella Gen Z cresciuta in un'epoca ossessionata dalla velocità e dall'efficienza, paralizzati di fronte a una realtà che cambia pelle e si trasforma attorno a loro con la rapidità di uno scroll su TikTok.
Presentato ad Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma, Squali - da non confondere con il film dello scorso anno di Alberto Rizzi, di ben altra caratura - costituisce l'esordio alla regia del trentaseienne romano Daniele Barbiero, autore di vari cortometraggi e di una web series del 2012 dal titolo Youtuber$. Come avviene per molti film italiani rivolti al grande [...] Vai alla recensione »
Diciott'anni sono pochi per promettersi il futuro, cantava qualcuno, figuriamoci diciannove, soprattutto nella società della fretta che tutto brucia sull'altare della performance. Eppure, chiusa la pratica della maturità, ogni adolescente è chiamato a una scelta, che in quel momento pare essere l'unica a poter determinare il corso di un'intera vita.
Tra le righe dell'esordio di Daniele Barbiero, già dietro la mdp nella serie Raiplay Clan - Scegli il tuo destino, s'intravede la politica produttiva di riformulazione dei nostri generi oltra la commedia portata avanti da Camaleo Film (qui con Eagle), e pure un'operazione industriale non malvagia, nell'adattare l'omonimo secondo romanzo di Giacomo Mazzariol, dopo il successo (anche al cinema) del precedente [...] Vai alla recensione »