| Anno | 2023 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 83 minuti |
| Regia di | Roberta Torre |
| Attori | Alba Rohrwacher, Filippo Timi . |
| Uscita | venerdì 20 ottobre 2023 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | I Wonder Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,21 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento venerdì 20 ottobre 2023
Argomenti: Amnesia
Una donna sta perdendo la memoria. Ricostruisce così la sua vita ispirandosi ai film con Monica Vitti. Il film ha ottenuto 2 candidature ai Nastri d'Argento, Il film è stato premiato a Roma Film Festival, In Italia al Box Office Mi fanno male i capelli ha incassato 124 mila euro .
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Monica soffre di una forma di alterazione della mente, la sindrome di Korsakoff, che le fa perdere i contorni delle cose e non le permette più di riconoscersi. Suo marito Edoardo, che la ama profondamente, l'ha allontanata dalla Capitale per poterle restare accanto nella loro casa al mare: una casa che potrebbe andare in vendita per saldare il debito di una causa legale andata a finire male (e forse per i costi della malattia). Ma Monica trova un suo modo di ritrovarsi attraverso una sua omonima: Monica Vitti, in cui la donna si rispecchia, e della quale ripete a memoria le battute facendole sue, eliminando ogni soluzione di continuità fra la vita dell'attrice sullo schermo e la sua vita nella quotidianità.
Mi fanno male i capelli è il commovente omaggio di Roberta Torre ad una grande attrice che ha a sua volta sofferto di una forma di demenza, perdendosi a sé e al suo pubblico, il quale tuttavia conserva il privilegio di ritrovarla attraverso le sue interpretazioni.
Proprio come fa la protagonista di questo film sperimentale e accorato, doloroso fin dal titolo (che è una celebre battuta cinematografica della Vitti) eppure attraversato da una brezza leggera, da un sottile alito di speranza.
Lo spirito è in parte quello di una Nouvelle Vague ritrovata, ed è eccezionale il lavoro sui costumi e le scenografie (Massimo Cantini Parrini, che riproduce - rinnovandoli - i costumi dei film della Vitti, e Anna Forletta e Flaviano Barbarisi, che ricreano un interno borghese anni Sessanta a colori pastello tutto fuorché Barbie). I "contributi tecnici" (in realtà sono supremamente artistici) più notevoli sono però il montaggio di Paola Freddi e il commento sonoro, che spazia dal free jazz al melodrammatico, di Shigeru Umebayashi (di cui vale la pena ricordare almeno una colonna sonora precedente: quella di In The Mood For Love).
Alba Rohrwacher fa un lavoro di mimesi straordinario, aiutata anche da una notevole somiglianza fisica con la Vitti, e presta il suo modo di recitare con tutto il corpo a questa metamorfosi, mentre Filippo Timi presta uno strazio profondo e irrinunciabile al suo Edoardo, facendosi assenza per consentire alla presenza di Monica di rivendicare quel po' di territorio che ancora riconosce.
Il loro valzer è anche un modo delicato e rispettoso di raccontare la malattia di Monica Vitti senza mai farne cenno, costruendo non una storia di scomparsa, ma di rivalsa sull'oblio. Mi fanno male i capelli è il ricordo tenero ed elegante di un'artista immortale, ma anche una lettera d'amore a tutti coloro che ogni giorno scordano qualcosa, ma per cui giocare ancora una volta con i ricordi che riaffiorano può voler dire sentirsi di nuovo felici.
Tra i diversi motivi per cui viene ricordato «Il deserto rosso» (1964), primo film a colori di Michelangelo Antonioni, c'è la leggendaria battuta pronunciata dalla protagonista Giuliana/Monica Vitti: «Mi fanno male i capelli». Muovendo da quella frase (che, completa, esprimeva un malessere diffuso: «Mi fanno male i capelli, gli occhi, la gola, la bocca»), Roberta Torre racconta una storia d'amore e [...] Vai alla recensione »