| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Germania, Francia, Ungheria |
| Durata | 145 minuti |
| Regia di | Ildikó Enyedi |
| Attori | Tony Chiu-Wai Leung, Luna Wedler, Enzo Brumm, Léa Seydoux, Sylvester Groth Luca Valentini, Felix Burose, Marlene Burow, Yun Huang. |
| Uscita | giovedì 26 febbraio 2026 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Movies Inspired |
| MYmonetro | 3,25 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 1 dicembre 2025
Un vecchio albero racconta cosa accade intorno a lui. Il film è stato premiato a Venezia,
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CONSIGLIATO SÌ
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2020. Un neuroscienziato proveniente da Hong Kong giunge come visiting professor in un'università della Germania. La sua specializzazione consiste nello studiare la mente dei neonati. Qui inizia un esperimento sul grande albero mentre il Covid si diffonde.
1908. Sempre nello stesso ateneo assistiamo alla non facile ammissione alla facoltà di Botanica della prima ragazza. La stessa trova un impiego come assistente presso un fotografo e scopre tutte le potenzialità del mestiere.
1972. Due giovani studenti iniziano una relazione che vede al centro la cura e lo studio delle reazioni di un geranio a quanto gli accade intorno.
Ildikó Enyedi dà nuovamente prova della sua originalità affrontando un tema insolito sul quale innesta riflessioni sul ruolo dell'essere umano nel contesto della Natura.
Non si presentava come semplice l'impresa di relazionare esseri umani con il mondo vegetale ma la regista ungherese c'è riuscita affrontando anche i mutamenti nella relazione maschio femmina nel corso del tempo. Così come le piante si distinguono per sesso e reagiscono agli stimoli esterni così fanno anche gli esseri umani. Con qualche complicazione in più dovuta alle regole che la società ha finito con il darsi.
Veniamo così invitati ad assistere ad un esame di inizio '900 in cui cattedratici anziani e maschilisti fanno di tutto per mettere in imbarazzo sul versante della sessualità l'ultima studentessa che aspira ad essere ammessa alla facoltà di Botanica. Nel 1972 invece la protagonista, ora femmina liberata, stabilisce le regole del gioco con un possibile partner non ancora emancipato mentre lo spinge ad interessarsi della vita di una piantina di geranio.
Nel nuovo millennio tutto l'interesse del professore cinese è invece rivolto alla sessualità non degli umani bensì del maestoso ginkgo biloba che sorge davanti all'università. Enyedi esplicita la funzione di questo film: "Può aiutarci a scendere dalla spaventosa e vertiginosa posizione in cima alla piramide verso un luogo più giusto e più accogliente: essere parte di questo mondo."
La leggerezza espositiva domina la narrazione, consentendo allo spettatore il viaggio nel tempo (mantenendo di base l'unità di luogo) che sottolinea un rapporto con il mondo vegetale che abbisogna di continue ricerche e verifiche. Lasciando alla fine una domanda a cui dare una risposta: se le piante sono esseri viventi e senzienti, chi fa scelte vegetariane per evitare le sofferenze agli animali non sta di fatto spostando quella stessa sofferenza altrove?
Un imponente ginkgo biloba è il vero protagonista di Silent Friend, ultimo lavoro della premiata regista ungherese Ildikó Enyedi. Una presenza immobile e maestosa, saldamente ancorata con le radici a una dimensione terrena eppure centro misterioso di un carisma che trascende il visibile. Dal cuore del giardino botanico di una città universitaria in Germania, osserva silenzioso il passare del tempo [...] Vai alla recensione »
L'anno scorso, al Lido, fu la volta del bellissimo Bestiari, erbari, lapidari e, nel secondo dei suoi segmenti, dell'orto botanico di Padova, fondato nel 1545 e casa, dal 1750, del primo Ginkgo biloba importato in Italia. Allora, con il consueto rigore documentario, Martina Parenti e Massimo D'Anolfi perseguivano la propria ricerca catalogica gettando un occhio tanto sull'alterità dell'essere vegetale [...] Vai alla recensione »
La Mostra numero 82 è finita, oggi la giuria presieduta dal regista Alexander Payne assegnerà il Leone d'oro e gli altri premi, la decisione in questo momento è probabilmente già presa mentre da qualche giorno sul Lido gli accreditati, quelli rimasti almeno, lanciano scommesse. Si dice, anzi si spera che vincerà La voce di Hind Rajab realizzato dalla regista tunisina Kaouther Ben Hania, un film potente [...] Vai alla recensione »
Se grottesco e sgradevolezza regnano orgogliosamente incontrastati nel regno marescano, in una chiave squisitamente politica, la regista ungherese Ildikó Enyedi con "Silent Friend" regala un'opera di raro fascino e incomparabile bellezza, addentrandosi nell'impercettibile dialogo tra umani e mondo vegetale, dimostrando come i due mondi possano parlarsi quasi a loro insaputa.
Nel cuore del giardino botanico di una città universitaria tedesca (è Marburg ma non viene mai esplicitato) si erge in mezzo ad altre piante un maestoso albero di ginkgo biloba, testimone silenzioso per quasi un secolo e mezzo dell'ambiente intorno a sé. In questo spazio dedicato alla conoscenza si stratificano e intrecciano le esperienze lontane eppure vicine di tre diverse generazioni di studiosi. Nel [...] Vai alla recensione »
L'amico silenzioso è un imponente ginkgo biloba, albero millenario che si erge nel giardino botanico in una città universitaria medievale in Germania. È il testimone ideale del cinema di Ildikó Enyedi, la grande regista ungherese da sempre sul confine tra realtà e immaginazione, simbolico e materico, uomo e natura. Ed è il vero protagonista di Silent Friend, in Concorso a Venezia 82, un affascinante [...] Vai alla recensione »
In seguito all'esordio in lingua inglese (ma con massiccia presenza italiana nel cast) Storia di mia moglie, Ildikó Enyedi fa effettiva visita l'Italia con la sua presenza a Venezia dopo più di trent'anni, quando, ancora fresca del felice esordio Il mio XX secolo, portò in concorso un presto dimenticato adattamento de Il franco cacciatore di von Weber.