| Anno | 2025 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 81 minuti |
| Al cinema | 2 sale cinematografiche |
| Regia di | Pippo Delbono |
| Attori | Pippo Delbono . |
| Uscita | giovedì 27 novembre 2025 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Cinecittà Luce |
| MYmonetro | 3,25 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 19 novembre 2025
Il film racconta la storia straordinaria e reale di Bobò, un uomo sordomuto, analfabeta e microcefalo che ha vissuto per 46 anni nel manicomio di Aversa. Il film è stato premiato a Torino Film Festival, Bobò - La voce del silenzio è 70° in classifica al Box Office. martedì 13 gennaio ha incassato € 320,00 e registrato 3.056 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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Omaggio di Pippo Delbono all'amico e collaboratore Vincenzo Cannavacciuolo, in arte Bobò, che fu un artista presente in tanti dei suoi spettacoli teatrali. Dagli albori del loro rapporto, quando Delbono nel 1995 lo incontrò per la prima volta nel manicomio di Aversa dove aveva trascorso decenni, e attraversando poi un numero smisurato di esperienze condivise sul palco preziosamente catturate nei tanti materiali d'archivio, si delinea una comunicazione atipica ma profondamente affettuosa, e un riconoscimento delle qualità uniche di un performer come pochi altri: "sordomuto, microcefalo e analfabeta", ma capace di incantare tra danza e recitazione.
Commovente in modo essenziale, senza fronzoli, il documentario più recente della filmografia di Pippo Delbono va a costituire un epitaffio e insieme una celebrazione di un amico che è stato parte integrante della prolifica produzione teatrale del regista.
"Tu di là, io di qua" ripete Delbono nella narrazione che accompagna le immagini, come a sottolineare più volte la fisicità della loro vicinanza, il supporto reciproco, quella sacra alleanza che nasce dal condividere un palco. A Bobò si rivolge spesso in prima persona, lamentandone la mancanza dopo che l'uomo si è spento all'età di 83 anni nel 2019. Ma fornisce anche il contesto e la storia di come tutto è cominciato, e di come si è trovato a frequentare il manicomio di Aversa in cui avvenne l'incontro, nonché del suo percorso personale e delle battaglie con la depressione. Su un impianto semplice e lineare, perlopiù costituito dalle immagini di repertorio dei tanti spettacoli, e cucito assieme dalle belle musiche originali di Enzo Avitabile, Delbono sa evocare attraverso la voce l'impressione per lo spettatore di entrare in una dinamica privata, e in una comunione artistica di cui poco è conosciuto. Allo stesso modo - nei passaggi più intimisti e attraverso immagini di Bobò girate non sulla scena ma nei momenti di corollario - offre uno spunto di riflessione indiretta sulla vita nei manicomi, sull'eredità di Basaglia, e sulla meraviglia delle menti e dell'umanità che possono regalare magia lontano dalle costrizioni.
"Ogni volta che indossava un vestito, diventava quel vestito, quel personaggio" afferma la voce narrante in un momento clou del nuovo, bello e sofferto, documentario di Pippo Delbono. E chiunque abbia conosciuto o sentito parlare del nostro artista - una delle massime, rarissime vette (classe 1959) del teatro italiano contemporaneo - non può che pensare subito ad una sola persona e cioè a Vincenzo [...] Vai alla recensione »
Un uomo che ha fatto del teatro un grido e un altro che, per quasi tutta la vita, non ha avuto diritto alla parola: tra questi due poli si tende il filo sottilissimo da cui nasce Bobò, il film in cui Pippo Delbono prova a restituire forma visibile a un legame che ha attraversato decenni di palcoscenici, viaggi, ospedali, manicomi, camerini, stanze d'albergo.
Questa è la storia di uno che aveva tutto, ma che era caduto nella tristezza - alludendo alla propria storia, così dice Pippo Delbono all'inizio di Bobò, la voce del silenzio (2025, 81'). Questa è però anche la storia di Vincenzo Cannavacciuolo, detto Bobò, per quarantasei anni chiuso nel manicomio di Aversa e da lì fuggito con Delbono verso la libertà del teatro.
Presentato al DocLisboa di Lsbona, Fuori Concorso al 78° Festival di Locarno, Bobò di Pippo Delbono, dal 27 in tour per l'Italia fino al 16 dicembre, è un racconto toccante che dal manicomio di Aversa si arriva sui palcoscenici più prestigiosi di Europa. È la storia di Vincenzo Cannavacciuolo. alias Bobò, attore e anima del teatro di Pippo Delbono, morto nel 2019 a 83 anni, con 46 vissuti al manicomio. [...] Vai alla recensione »
Pippo Delbono (Varazze, 1959) è una delle figure chiave del teatro contemporaneo. Cresciuto frequentando e assorbendo le esperienze e le suggestioni del più essenziale ed elevato spettacolo internazionale (dall'Odin Teatre a Pina Bausch, per citare due totem del nuovo teatro), ha sviluppato una sua forma intensa e vivace di rappresentazione, tra performances e regie ecclettiche, teatro e cinema.
È «la storia di due uomini. Una storia di incontro, di amicizia, di amore. In fondo era la storia di due barboni, com'era un po' la nostra storia. Quella di Bobò, che arrivava da 46 anni passati in un manicomio. E la mia, che arrivavo da un periodo molto buio, molto difficile». A parlare è Pippo Delbono, smisurato uomo-teatro, tra i più ammirati della scena contemporanea, ma anche regista di alcune [...] Vai alla recensione »