Valerio Caprara
Il Mattino
Divertente, delicato, inizialmente persino un tantino noiosetto, "Tre amiche" si rivela alla fine un tipico e amabile film francese. Definizione senz'altro superficiale, ma nient'affatto incongrua se si ricorda quanto abbia influenzato tanti maestri d'oltralpe -in primis Eric Rohmer- il cosiddetto "marivaudage" ovvero la commedia d'intrecci ed equivoci amorosi eleganti e raffinati come quelle scritte nel Settecento da Marivaux. In effetti, il dialogo nell'opera di Emmanuel Mouret non è un semplice accessorio, bensì la dinamo stilistica dei suoi film che a seconda delle modulazioni, i toni, anche le conversazioni in apparenza banali o inessenziali dà il ritmo, influenza l'accompagnamento musicale (Scarlatti, Mozart, Trovajoli), provoca le azioni oppure le ostacola, modella fisicamente e psicologicamente i dilemmi morali sull'identità di ogni personaggio tutto riaffiora sulla superficie delle labbra, dei corpi e quindi dell'inquadratura. [...]
di Valerio Caprara, articolo completo (2675 caratteri spazi inclusi) su Il Mattino 20 giugno 2025