| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, |
| Regia di | Gianluca Minucci |
| Attori | Paolo Pierobon, Tommaso Ragno, Catherine Bertoni de Laet, Matilde Vigna Angelica Kazankova, Levente Molnár, András Bálint, Laurent Winkler, Francesco Rossini, Selmeci Lili. |
| Uscita | giovedì 13 marzo 2025 |
| Distribuzione | Danubio Film |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,50 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 14 marzo 2025
Un kammerspiel metafisico sulla lotta politica, il tradimento e la paranoia. In Italia al Box Office Europa Centrale ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 6,9 mila euro e 2,6 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Aprile 1940. Su un treno viaggiano il comunista Umberto Cassola, in fuga dal nazifascismo e dall'OVRA ma anche dall'accusa di essere un "nemico del popolo" da parte dei militanti stalinisti, e la sua compagna Julia ("compagna" in senso politico o romantico?), entrambi impegnati in una missione: consegnare a Mosca le lettere di un certo Spartaco per conto del Comintern, anche noto come la Terza Internazionale Comunista. Su quel treno viaggiano anche un rappresentante ungherese dell'International Liason - non si sa bene se per proteggere Cassola o per tenerlo sotto controllo - un'inquietante ragazzina russa, un militante fascista (e molte euforiche camicie nere), una femme fatale e (forse) anche una spia.
Europa Centrale è l'opera prima di Gianluca Minucci, regista e cosceneggiatore insieme a Patrick Karlsen, docente universitario esperto di Storia del Comunismo Internazionale.
Minucci crea un'atmosfera quasi ipnotica, allucinata e grottesca, che rispecchia artisticamente il delirio ideologico degli anni in cui opposti totalitarismi hanno stritolato le coscienze (e talvolta le esistenze) individuali. Il clima è di sospetto e paranoia, di paura - quella "paura che annienta" - e delazione; l'ambiente è claustrofobico, ovvero l'interno di un treno (il film è stato girato dentro il Museo dei Treni di Budapest, con l'occasionale uscita nella Stazione Centrale Keleti), ma anche l'inquadratura compressa dal formato 4:3. Le musiche sono firmate dal polacco Zbigniew Preisner, storico compositore di Krzysztof Kieslowski (sue le colonne sonore della trilogia Tre colori, di La doppia vita di Veronica e del Decalogo).
Tanto l'ambientazione quanto la recitazione e la sceneggiatura sono fortemente teatrali, e da un lato esaltano il talento da palcoscenico di Paolo Pierobon, Tommaso Ragno, Catherine Bertoni De Laet, Levent Molnàr e la giovanissima Angelica Kazanova, dall'altro spingono cinematograficamente i dialoghi troppo sopra le righe (in particolare Matilde Vigna, nel ruolo di Gerda la femme fatale, rischia l'eccesso caricaturale), generando un effetto straniante che da un lato è certamente voluto, dall'altro non sembra tenere conto del fatto che lo specifico filmico è diverso da quello teatrale.
Allo stesso modo i primissimi piani e lo stile espressionista, ovvero gli elementi più propriamente cinematografici, a lungo andare risultano eccessivamente insistiti rispetto ad una narrazione che si fa via via più criptica, vanificando la bella intuizione di raccontare un periodo di derive politiche e sociali - non poi così dissimile da quello presente - attraverso la sua componente metafisica e irrazionale. Ciò che all'inizio appare originale alla lunga rischia dunque di sconfinare nel pretenzioso, e soprattutto di risultare altrettanto alienante del mondo paranoide che racconta.
Ho visto il film in quel Di Torino nell'ambito del TFF 2024, gia dalla presentazione del regista prima Della proiezione avevo percepito una sorta Di autoproclamazione, cosa Che abbiamo sentito anche attraverso le immagini. Tanta tecnica, colori forti, contrasti violenti, una lunga vidéo-clip. Eccessivo, a tratti riluttante, la scèna della sodomizzazione la ciliegina sulla torta [...] Vai alla recensione »
Tensione e colpi di scena dalla prima all'ultima scena. Europa centrale, il film opera prima del regista Gianluca Minucci, trasporta letteralmente lo spettatore in atmosfere di conflitto che preludono alla Guerra Fredda. In un viaggio su un treno che oggi definiremmo d'epoca, in un Vecchio Continente ancora segnato dai confini e dove irrompono chiari gli ismi, il fascismo ma anche il comunismo.
Misterioso, scuro, ricco di sotterranea tensione Europa Centrale, primo lungometraggio di Gianluca Minucci presentato alla scorsa Edizione del Torino Film Festival, si sviluppa internamente in treno, protagonista silenzioso della narrazione. Ambientato in uno spazio chiuso e circoscritto e caratterizzato da una narrazione piuttosto intima fatta di sguardi, silenzi, mistero, Europa Centrale si snoda [...] Vai alla recensione »
È un oggetto filmico che conviene guardare con attenzione, Europa centrale, in Concorso al Torino Film Festival 2024, ovvero il debutto al lungometraggio di Gianluca Minucci - attivo nel videoclip e docente di letteratura italiana e Storia. Letterario è anche il nome del suo protagonista, Umberto Cassola, inviato nel 1940 a svolgere una delicata missione per conto del Comintern, durante la quale si [...] Vai alla recensione »