Rassegnati a non invecchiare mai Bruce Willis e soci tornano a sparare.
di Gabriele Niola
Pensionati ed estremamente pericolosi, Retired and Extremely Dangerous, l’acronimo R.E.D. nasconde la perfetta sinossi del film di Robert Schwentke, il contraltare ironico di I mercenari e contemporaneamente il suo complemento. Se le grandi dive ricorrono alla chirurgia per non invecchiare mai, Bruce Willis e soci si appoggiano agli effetti in computer grafica per non far invecchiare mai le proprie scene d’azione (e se stessi con esse).
Con atteggiamento molto meno sofisticato rispetto alla banda di Danny Ocean, i pensionati d’eccezione di RED hanno in comune con I mercenari di Stallone non solo la presenza di Bruce Willis (lì comprimario, qui capobanda) ma soprattutto l’idea del grande crossover che non è mai accaduto, l'unione fuori tempo massimo di un manipolo di star che oggi sono sempre meno tali.
Hollywood non è benevola con gli attori quando hanno superato una certa età, è noto, e in un periodo in cui il cinema al grande eroe solitario predilige il team di eroi (da The losers ad A-Team fino al prossimo I vendicatori), gli over 50 (e in molti casi over 60) portati alla ribalta anni fa dal cinema d’azione devono mettersi insieme per tornare in sala.
Più ironia che audacia
Gli anni ‘80 che ritornano non sono solo quelli rianimati a forza da Sylvester Stallone o quelli più sognatori e raffinati che J. J. Abrams ci mostrerà con il suo Super 8, modellato su un cinema spielberghiano d’epoca, ma anche quelli incarnati da un numero di attori ugualmente importanti e di primo piano attualmente senza collocazione.
Troppo anziani per essere ancora credibili come protagonisti di un film d'azione (al massimo possono fare i mentori), troppo legati ad un cinema autoriale e alto per essere “rivalutabili” (erano già valutati all’epoca) o infine troppo tenaci per mollare (per Bruce Willis non sembra mai essere passato un giorno).
RED non teme di essere un film aperto a possibili sequel (si vedranno gli incassi, per il momento non eccezionali) nè teme di sfiorare il ridicolo e per questo sceglie il registro del grottesco. Ci vuole coraggio per portare davvero degli ultrasessantenni in un film di pura azione come ha fatto Stallone, e Schwentke e i suoi scelgono la strada più facile dell’ironia sull’età dei personaggi (“Me li ricordavo più tosti quelli della CIA”, “Nonno a chi?”).
Una via di mezzo, quella tra audacia dell’operazione e timore di sembrare ridicoli, che probabilmente è il difetto maggiore di un film che non è davvero divertente nè sa imporre la sua scelta di riportare ai vertici attori che Hollywood solitamente relega a ruoli piccoli e carismatici.
Azione da chi non se ne intende
Lo ha spiegato bene Vin Diesel presentando il suo Fast & Furious 5, un altro film d’azione che fa dell’accumulo di personaggi e della presentazione di un “team” il proprio punto di forza, che ad oggi vediamo quelle unioni che avremmo tanto desiderato vedere anni fa. Se infatti Schwarzenegger e Stallone si incontrano per la prima, fugace ed insoddisfacente volta in I mercenari, Diesel (da produttore) ha costruito un film intero sull’opposizione tra il fisico di Dwayne The Rock Johnson e il suo (nell’inedita veste di “quello gracile”).
RED invece si appoggia su una serie di carriere e corpi che più che all’azione sono abbinati allo spionaggio e al thriller (con l’inserimento “straniante” di Helen Mirren e Jonh Malkovich), menti da action movie più che fisici. Il cinema da 007 al posto di quello da Commando, i grandi viaggi e i molti scenari diversi ed esotici, cambiando il paesaggio e cambia di conseguenza l’orizzonte del genere, così il romanticismo e la seconda occasione hanno un ruolo più importante.
C’è sempre una donna nei film d’azione, solitamente motore (immobile) della storia, ma in RED la donna rappresenta, oltre all’oggetto da salvare, la possibilità concreta di una seconda occasione per non far finire la vita all’arrivo della pensione.
La differenza tra RED e I mercenari (e con loro tutto il cinema del manipolo di eroi) è che RED si rivolge a un pubblico della medesima età dei suoi protagonisti, parla dei loro problemi e carezza le loro insicurezze, mentre I mercenari prendono di petto il pubblico giovane per dimostrarsi ancora una volta i migliori sulla piazza.