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alessandro r.
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venerdì 13 gennaio 2006
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capolavoro!!!
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Semplicemente uno dei migliori film di sempre di Woddy Allen...
Vero capolavoro....non ha assolutamente nulla da invidiare a Manhattan, Crimini e misfatti, Annie Hall, Radio Days e La rosa purpurea del Cairo...si dimostra...nonostate i suoi ultimi film (Criminali da strapazzo, Melinda e Melinda, La Maledizione dello Scorpione di giada, Anything Else) non all'altezza del regista, di essere un genio vivente, di sfornare uno dei suoi piu affascinanti e attuali film a 70 anni.
Perfetto il cast, sia i protagonisti e i personaggi secondari...inusuale la musica (lirica invece del jazz), e una Londra molto manahattiana...la scena della pallina e dell'anello sono da brividi.
La conferma di un artista.
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Semplicemente uno dei migliori film di sempre di Woddy Allen...
Vero capolavoro....non ha assolutamente nulla da invidiare a Manhattan, Crimini e misfatti, Annie Hall, Radio Days e La rosa purpurea del Cairo...si dimostra...nonostate i suoi ultimi film (Criminali da strapazzo, Melinda e Melinda, La Maledizione dello Scorpione di giada, Anything Else) non all'altezza del regista, di essere un genio vivente, di sfornare uno dei suoi piu affascinanti e attuali film a 70 anni.
Perfetto il cast, sia i protagonisti e i personaggi secondari...inusuale la musica (lirica invece del jazz), e una Londra molto manahattiana...la scena della pallina e dell'anello sono da brividi.
La conferma di un artista.
Da vedere assolutamente.
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raptus
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domenica 15 gennaio 2006
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delitto e ...
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Che meraviglia!!! Grazie Woody! Finalmente un film davvero degno di questo nome che si inserisce perfettamente in questo buon momento (se non ottimo) del cinema attuale (The New World, Mary, Lady Vendetta, A History of Violence) e ne diventa il sovrano assoluto. Storia d'amore, thriller, giallo psicologico, momenti comico-ironici costituiscono gli ingredienti perfetti di questo superbo lavoro. Woody Allen non abbandona la propria idea di universo senza senso nel quale le anime si affannano fra morali provvisorie e affarismi. Eppure questo film (esattamente come "Crimini e misfatti) non si spegne in un vuoto cinismo. La ricerca di una giustizia, anche se soffocata dalle circostanze, e del senso della vita attraversano perennemente la sceneggiatura e la trama.
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Che meraviglia!!! Grazie Woody! Finalmente un film davvero degno di questo nome che si inserisce perfettamente in questo buon momento (se non ottimo) del cinema attuale (The New World, Mary, Lady Vendetta, A History of Violence) e ne diventa il sovrano assoluto. Storia d'amore, thriller, giallo psicologico, momenti comico-ironici costituiscono gli ingredienti perfetti di questo superbo lavoro. Woody Allen non abbandona la propria idea di universo senza senso nel quale le anime si affannano fra morali provvisorie e affarismi. Eppure questo film (esattamente come "Crimini e misfatti) non si spegne in un vuoto cinismo. La ricerca di una giustizia, anche se soffocata dalle circostanze, e del senso della vita attraversano perennemente la sceneggiatura e la trama. Immagini stupende, attori presentati in maniera egregia, psicologie profonde e studiate nel dettaglio...insomma un vero e proprio gioiello.
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(di simone76)
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joeblack
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lunedì 16 gennaio 2006
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inquitante
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Premetto che la mia visione della vita è del tutto discordante da quella che viene palesata dal Film .
Detto ciò , va riconoscito che Match Point coglie nel segno, lascia allo spettatore una sensazione strana , quasi di angoscia !
La frase iniziale del film è il tema ricorrente dell'intera trama e il concetto è tanto semplice quanto terrorizzante se lo si analizza in profondità , NON IMPORTA ESSERE BRILLANTI O TALENTUOSI , L'IMPORTANTE E' ESSERE FORTUNATI!
L'impotenza del genere umano di fronte al destino , il principio secondo cui nulla è quello che sembra, si fondono in un'unica visone tremendamente drammatica della vita che lascia con l'amaro in bocca ma che in un certo qual modo ci fa riflettere!
In questa "recensione" non intendo ne accennare la trama ne analizzarla ma posso parlare di emozioni e questa opera di emozioni allo spettatore nel lascia.
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Premetto che la mia visione della vita è del tutto discordante da quella che viene palesata dal Film .
Detto ciò , va riconoscito che Match Point coglie nel segno, lascia allo spettatore una sensazione strana , quasi di angoscia !
La frase iniziale del film è il tema ricorrente dell'intera trama e il concetto è tanto semplice quanto terrorizzante se lo si analizza in profondità , NON IMPORTA ESSERE BRILLANTI O TALENTUOSI , L'IMPORTANTE E' ESSERE FORTUNATI!
L'impotenza del genere umano di fronte al destino , il principio secondo cui nulla è quello che sembra, si fondono in un'unica visone tremendamente drammatica della vita che lascia con l'amaro in bocca ma che in un certo qual modo ci fa riflettere!
In questa "recensione" non intendo ne accennare la trama ne analizzarla ma posso parlare di emozioni e questa opera di emozioni allo spettatore nel lascia.
Unica pecca è a mio avviso, il ritmo della narrazione, che sebbene si addica ad un film del genere , risulta essere troppo lenta per i tempi di oggi .
In definitiva io lo consiglio un pò perchè non è il solito film scontato che ogni anno le grandi case cinematografiche ci propinano , un pò perchè in un mondo dove la tv e i media in genere sono gli avversari del pensare, è divertente che il mezzo cinematografico non serva a scollegare il cervello ma a farci riflettere!
(joeblack)
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mia
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mercoledì 18 gennaio 2006
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andate e vederlo
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...le riprese immancabilmente pulite e raffinate, una fotografia eccezionale e come al solito una scenografia che basta da sola a gratificare il senso della vista.
La trama è sofisticata e originale: tensione, fastidio, apprensione, desiderio, calcolo, paura...sono strumenti magistralmente diretti in un film che dell'opera lirica fa una degno specchio delle più vere componenti umane senza la pretesa di insegnare, infondere speranza e/o ottimismo.
Gli interpreti sono eccellenti, sublime la Johansson e indimenticabile J. Rhys-Meyers;
Woody Allen ha dato nuovamente un grande contributo autoriale a dispetto di tutti i gli immancabili commenti sui suoi passati semi-flop (vedi i più recenti Hollywood Ending; Anything Else, molto bello, Melinda e Melinda, ibrido tra commedia e dramma ), io personalmente lo adoro in maniera incondizionata e dopo la visione in sala di Match Point ho camminato 'un metro da terra' per buoni 45 minuti e vi assicuro che non mi succede spesso.
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vale
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martedì 14 agosto 2007
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sprazzo di genialità
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Anche io inizialmente ho pensato a tutte le obiezioni possibili a livello "investigativo" della cosa. Ma credo che certe critiche lascino il tempo che trovano.
Credo invece che il film abbia avuto un impatto molto positivo o molto negativo a seconda, per il messaggio che trasmette. Oggettivamente è un film che sconvolge perchè mette di fronte all'evidenza dei fatti che, per casualità e fortuna, a volte la si passa liscia rovinando la vita di qualcun altro. Casualità che governa l'esistenza, questo è il messaggio che il film vuole passare. E penso che, condivisibile o no come idea, questo film rimanga comunque uno sprazzo di genialità.
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tommaso battimiello
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giovedì 3 marzo 2011
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la pallina rimbalza. dentro o fuori?
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Ex - giocatore di tennis ormai ritiratosi alla più modesta ma ben retribuita attività di maestro in un ricco ed esclusivo club londinese, Chris Wilton (Jonathan Rhys-Meyers) brucia velocemente le tappe dell’ascesa sociale e sentimentale: dando lezioni di tennis al ricco e facoltoso Tom Hewett, entra prima nelle sue grazie e poi in quelle della sorella Chloe (Emily Mortimer), di cui si innamora.
Diventato “uno di famiglia” dopo il matrimonio con Chloe, Chris guadagna un posto nel mondo degli affari grazie al suo status di “genero del capo” e acquista un gigantesco appartamento che affaccia proprio sul Tamigi.
Ormai Chris ha toccato l’apice economico e sociale, entrato ormai a far parte della ricca aristocrazia londinese, ma la comparsa sulla scena della angelica e sensuale Nola Rice (Scarlett Johansson), nuova fiamma di Tom, lo fa vacillare in preda a sentimenti violenti e contrastanti.
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Ex - giocatore di tennis ormai ritiratosi alla più modesta ma ben retribuita attività di maestro in un ricco ed esclusivo club londinese, Chris Wilton (Jonathan Rhys-Meyers) brucia velocemente le tappe dell’ascesa sociale e sentimentale: dando lezioni di tennis al ricco e facoltoso Tom Hewett, entra prima nelle sue grazie e poi in quelle della sorella Chloe (Emily Mortimer), di cui si innamora.
Diventato “uno di famiglia” dopo il matrimonio con Chloe, Chris guadagna un posto nel mondo degli affari grazie al suo status di “genero del capo” e acquista un gigantesco appartamento che affaccia proprio sul Tamigi.
Ormai Chris ha toccato l’apice economico e sociale, entrato ormai a far parte della ricca aristocrazia londinese, ma la comparsa sulla scena della angelica e sensuale Nola Rice (Scarlett Johansson), nuova fiamma di Tom, lo fa vacillare in preda a sentimenti violenti e contrastanti.Chris finisce col zittire la sua coscienza e tradire sua moglie per Nola, con la quale avrà una passionale relazione che si complicherà, però, quando la bella amante rimane in cinta.
Allora Chris, diviso fra la fedeltà alla moglie (e, soprattutto, al suo stile di vita) e l’autentico amore per Nola, si decide a portare fino in fondo quella che gli sembra l’unica, drammatica, soluzione.
Straordinario quanto insolito film scritto e diretto da un Woody Allen quanto mai in forma (anzi, forse proprio il migliore degli ultimi anni), “Match Point” non si discosta dalle tematiche per così dire “borghesi” o “familiari” di Allen, usandole però come sfondo e base d’appoggio per un discorso più vasto, profondo ed esistenziale sull’irrazionalità e la casualità dell’esistenza umana.
E’ infatti la fortuna (nel senso latino di vox media) al centro della riflessione cinematografica di Allen. E’ la fortuna a far conoscere Tom e Chris, è la fortuna a far incontrare per caso Chris e Nola nelle strade di Londra, è nuovamente la fortuna a far da padrona nell’emblematica conclusione.
Quanto mai esplicativa è la leggerezza con la quale i due detective arrivano vicini alla soluzione dell’indagine ma poi vi rinunciano davanti alla sorte che li guarda con un sorriso beffardo dipinto sul volto.
E meravigliosa, quasi commovente, è la sequenza finale nella quale Chirs spera quasi nell’arresto, che sarebbe quantomeno un segno di senso e di razionalità in una realtà che gli sfugge ormai via dalle mani.Il match point della vita è quindi spesso fuori dal nostro controllo ma la sorte non viene mostrata come un’arrogante e spavalda divinità pagana, bensì come un beffardo e dispettosa, che stravolge con inquietante leggerezza le vicende degli uomini, dando un tocco irridente e quasi comico alla tragedia della vita.
Un ottimo Jonathan Rhys-Meyers viene però completamente surclassato e messo in ombra da un eccezionale Scarlett Johansson, che dopo solo un anno dall’uscita di Match Point si ripeterà nel The Prestige del londinese Christopher Nolan.
La breve parte d’indagine è solo ed esclusivamente funzionale alla riflessione di Allen sull’irrazionale, affermata proprio nel campo in cui è la razionalità a far da padrona.
Match Point è, in conclusione, un ulteriore prova a favore del fatto che, seppur le sue commedie siano come al solito ben congeniate, sono le tragedie quelle più riuscite all’ultimo periodo del regista newyorkese, come dimostra anche “Sogni e delitti”, in cui Allen mostra tutto il suo eclettismo e la sua abilità cinematografica.
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romeo79
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martedì 5 giugno 2007
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la natura umana ritratta nella sua spietatezza...
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Faccia d'angelo,corpo efebico,glabro,questo è Chris.Un simpatico giovanotto a modo,raffinato nei gusti e nello stile,istruttore di tennis in un rinomato club londinese,amante dell'opera e patito di Dostoevskij.Chris conosce Tom,ragazzo garbato,dai modi compassati da sedicente piccolo lord inglese,amante del buon vino e delle belle auto.Tom ha una sorella,Chloe,la piccola Alice nel paese delle meraviglie,dalla discreta eleganza,che ama ogni secondo della sua impeccabile vita tra una vacanza,una serata a teatro,e una cavalcata all'aperto.Chloe ha dei genitori,"ricchi ma non ottusi",appassionati d'arte,formalmente liberali e comprensivi,appassionatamente coinvolti nella felicità dei pargoli.Insomma delle persone decisamente perbene.
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Faccia d'angelo,corpo efebico,glabro,questo è Chris.Un simpatico giovanotto a modo,raffinato nei gusti e nello stile,istruttore di tennis in un rinomato club londinese,amante dell'opera e patito di Dostoevskij.Chris conosce Tom,ragazzo garbato,dai modi compassati da sedicente piccolo lord inglese,amante del buon vino e delle belle auto.Tom ha una sorella,Chloe,la piccola Alice nel paese delle meraviglie,dalla discreta eleganza,che ama ogni secondo della sua impeccabile vita tra una vacanza,una serata a teatro,e una cavalcata all'aperto.Chloe ha dei genitori,"ricchi ma non ottusi",appassionati d'arte,formalmente liberali e comprensivi,appassionatamente coinvolti nella felicità dei pargoli.Insomma delle persone decisamente perbene.Nulla da obbiettare.Ebbene ecco a voi i nuovi mostri.I mostri della borghesia,il cui "fascino discreto" non smette di attrarre ed irretire nuove affamate vittime.La trappola dei buoni sentimenti,delle cene formali,delle serate all'opera,delle profonde discussioni polico-culturali di fronte a dell'ottimo scotch "scozzese" è tesa e pronta a scattare inesorabile sul malcapitato Chris,il povero ragazzo sfortunato,per il quale la fede è l'unico modo per riuscire nella vita.All'inizio la vittima si agita,preso da un inspiegabile senso di claustrofobia,da una deprecabile sensazione di noia,di vuoto assoluto,ma poi le resistenze si fiaccano,le visite da Cartier aumentano,e d'improvviso la vittima cessa di reagire,comincia ad indossare una cravatta,a dispensare complimenti e sorrisi in giro,ad organizzare gite in barca e battute di caccia alla pernice...Ma come la "Pastorale americana" di Roth ci ha insegnato il magma ribollente del caos trova sempre la sua strada.Si infiltra nelle trame della mente ottusa dalla vigogna,dalle visite ai musei e dai vini francesi e ti fa innamorare di un'attricetta da quattro soldi,senza talento e vestita di straccetti da mercato,isterica ed insicura,amante dei superalcolici e accanita fumatrice.Ti porta nel suo letto,dove le farai dolci massaggi con olii profumati,dove troverai il sesso più bello della tua vita,dove le dirai caldamente che l'ami e che per lei saresti disposto a lasciare tutto.Tutte le tue sicurezze,il tuo lavoro da dirigente,la tua noiosa moglie eccitante come una scopa,ossessionata dall'idea di avere figli,la tua tediosa famigliola dai modi garbati,il tuo autista,la tua tenuta in campagna,le tue vacanze in Grecia,i tuoi...Col cavolo!Prendi quel fucile Chris e fai fuori questa pazzia.Non puoi rischiare di perdere la tua stabilità.Fallo prima che ti porti verso la perdizione.A cosa ti serve amare questa nullità,farti trasportare dalla passione che ti fa perdere i sensi,che ti dà un motivo per vivere.Hai troppo da perdere.Imbraccia il fucile,armati del tuo neo-nato perbenismo e fa'ciò che va fatto.E Chris esegue alla lettera.La chiama per dirle che ci sono buone notizie,che ha lasciato la moglie.Le regala un'ultima illusione,un pallido istante di felicità.E poi le regala una rosa.Una rosa di pallini da caccia in pieno petto.La "principessa" innamorata Nola, il bambino che portava dentro ed una simpatica vecchietta vicina di casa,spettatrice innocente,vengono sacrificate in nome di un più alto disegno.Il povero Chris,il ragazzone irlandese,ha compiuto il passo.La vittima si è trasformata in carnefice.E il carnefice resterà impunito,perchè la fortuna è dalla sua.La pallina rotola dal lato giusto del nastro.Non c'è che dire.Sei un uomo fortunato,Chris.Game,set and match per te
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giuli18
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sabato 8 gennaio 2011
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semplicemente fantastico
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Capolavoro di Allen, non credo che riuscirà mai piu a rifare un film del genere. Ottima la scelta degli attori, la Johansson è divina nel suo ruolo, Rhys-Meyers è fantastico! L'intero film si basa sulla scena iniziale della pallina da tennis che sfila lungo la rete, da una parte vi è la vita, dall'altra la morte. La casualità è un elemento fondamentale, il ritrovamento dell'anello fa immediatamente pensare che Chris verrà arrestato, invece è proprio questo fatto a scagionarlo del tutto, egli vivrà il resto della vita con il rimorso di aver ucciso l'unica donna che avesse amato, Nola. Allen mette da una parte l'amore, dall'altra il successo, i soldi e il potere in un eccellente mix di situazioni che rendono vincente il film.
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Capolavoro di Allen, non credo che riuscirà mai piu a rifare un film del genere. Ottima la scelta degli attori, la Johansson è divina nel suo ruolo, Rhys-Meyers è fantastico! L'intero film si basa sulla scena iniziale della pallina da tennis che sfila lungo la rete, da una parte vi è la vita, dall'altra la morte. La casualità è un elemento fondamentale, il ritrovamento dell'anello fa immediatamente pensare che Chris verrà arrestato, invece è proprio questo fatto a scagionarlo del tutto, egli vivrà il resto della vita con il rimorso di aver ucciso l'unica donna che avesse amato, Nola. Allen mette da una parte l'amore, dall'altra il successo, i soldi e il potere in un eccellente mix di situazioni che rendono vincente il film. Uno dei film piu belli di Allen in assoluto, che per una volta rinuncia alle gag umoristiche lasciando spazio al cinismo della vita, del quale ognuno di noi è intriso. Film da vedere e rivedere ogni volta!
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giacomo j.k.
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giovedì 3 marzo 2011
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match point: l’uomo sa cosa vuole?
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Avvertenza: l’articolo contiene spoilers.
Chris (Jonathan Rhys Meyers) è un giovane irlandese in costante cerca di una realizzazione nella vita che trova lavoro come insegnante di tennis presso un circolo dell’alta borghesia britannica. Lì conosce Tom (Matthew Goode) e – soprattutto – la sorella di lui, Chloe (Emily Mortimer), della quale si innamora e grazie alla quale rimedia un impiego appetitoso nell’azienda del di lei padre. La vita matrimoniale però finisce ben presto col soffocare Chris, che è invece sempre più attratto dalla promessa sposa di Tom, Nola (Scarlett Johannson), che tra l’altro scarica quest’ultimo poco prima delle nozze…
L’uomo sa cosa vuole? Questa sembra essere la questione che Woody Allen nasconde tra le pieghe di uno dei suoi film più famosi.
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Avvertenza: l’articolo contiene spoilers.
Chris (Jonathan Rhys Meyers) è un giovane irlandese in costante cerca di una realizzazione nella vita che trova lavoro come insegnante di tennis presso un circolo dell’alta borghesia britannica. Lì conosce Tom (Matthew Goode) e – soprattutto – la sorella di lui, Chloe (Emily Mortimer), della quale si innamora e grazie alla quale rimedia un impiego appetitoso nell’azienda del di lei padre. La vita matrimoniale però finisce ben presto col soffocare Chris, che è invece sempre più attratto dalla promessa sposa di Tom, Nola (Scarlett Johannson), che tra l’altro scarica quest’ultimo poco prima delle nozze…
L’uomo sa cosa vuole? Questa sembra essere la questione che Woody Allen nasconde tra le pieghe di uno dei suoi film più famosi. Chris è l’emblema di questo costante dilemma, che porta l’uomo a voler andare sempre “oltre”, in quanto il limite del suo desiderio è (per citare un famoso componimento di Tennison di cui non sarò mai pago) come “an arch wherethrou gleams that untravelled world whose margins fade forever and for ever when I move” (A. Tennyson, Ulysses). Nell’ordine, Chris prima abbandona una promettente carriera da tennista, poi non si accontenta (e lo dice espressamente a Chloe in una delle scene al circolo) del lavoro – davvero, ben più che dignitoso – che ha trovato; quindi, avuta Chloe desidera Nola e, quando quest’ultima tenta di distruggere il mondo di facciata che si era faticosamente costruito intorno e lui riesce a liberarsene con un delitto che, complice un fortunoso “match point”, risulta pressoché perfetto, è condannato per sempre ai sensi di colpa. Torna quindi il tema della maschera in un film che, sebbene Woody Allen tenti di dirigere sui binari della fortuna, di un Caso che sembra aver preso il posto di ogni possibile senso nella vita dell’uomo, risulta essere in realtà una miscela esplosiva dei soggetti cari al regista newyorkese; soggetti resi tanto più accattivanti da una sceneggiatura serrata da (quasi) Oscar che tende al noir.
Chris, infatti, altro non è che l’uomo (post)moderno che sembra aver definitivamente perduto ogni bussola nel mare in tempesta della propria vita; è Woody Allen stesso, compendiato nel suo fortunato aforisma per cui “Dio è morto; Marx è morto… e anch’io mi sento poco bene!”.
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mavic
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lunedì 16 gennaio 2006
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e' solo questione di fortuna
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L'ultimo film di Woody Allen argomenta che l'umanità è in balia del fato, il talento non conta più di tanto, se hai fortuna il mondo ti appartiene. Nei prolegomeni della pellicola, una pallina da tennis, semplicemente rimbalzando di qua o di là della rete, può decidere il match in un senso o nell'altro; il film è nient'altro che una dimostrazione di questa tesi iniziale, su cui riflettere. Siamo a Londra, dalle parti dell'alta società, e Chris è un giovane irlandese che, dopo aver tentato la carriera sportiva, si ricicla come maestro di tennis in un club esclusivo. Qui ha modo di conoscere la famiglia Hewett, in particolare il ricco rampollo Tom e sua sorella Chloe, di cui ben presto diviene il boyfriend e quindi il marito.
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L'ultimo film di Woody Allen argomenta che l'umanità è in balia del fato, il talento non conta più di tanto, se hai fortuna il mondo ti appartiene. Nei prolegomeni della pellicola, una pallina da tennis, semplicemente rimbalzando di qua o di là della rete, può decidere il match in un senso o nell'altro; il film è nient'altro che una dimostrazione di questa tesi iniziale, su cui riflettere. Siamo a Londra, dalle parti dell'alta società, e Chris è un giovane irlandese che, dopo aver tentato la carriera sportiva, si ricicla come maestro di tennis in un club esclusivo. Qui ha modo di conoscere la famiglia Hewett, in particolare il ricco rampollo Tom e sua sorella Chloe, di cui ben presto diviene il boyfriend e quindi il marito. Con queste entrature, l'apollineo Chris viene ben presto adottato dal bel mondo, e non fatica ad ottenere dal suocero un posto nelle sue imprese. Tutto scorre liscio, ma c'è un elemento disturbante nella famiglia, ed è rappresentato dalla fascinosa Nola, la ragazza di Tom, il cui esordio sulla scena e nella vita di Chris non lascia scampo: "Chi è la mia prossima vittima?" chiede sicura di sé. Chris è una facile preda ... Il film di Allen sfoggia una sceneggiatura perfetta, con un congegno ad orologeria, Londra è magnificamente fotografata nei suoi scenari uggiosi ed altolocati che spaziano da Belgravia alla Tate Modern Gallery, dagli interni accurati delle case di campagna agli attici ultrachic di città, ed insomma il racconto trasuda snobismo ad ogni singolo fotogramma. Gli ascendenti letterari sono molteplici, "Delitto e castigo" esplicitamente citato, ma anche il Dreiser di "Una tragedia americana", mentre la colonna sonora si affida ad una serie di brani lirici. Tutto è perfettamente curato, in un'eleganza mai fine a se stessa ma ancillare alla resa di un mondo che tanto più è agognato da Chris, quanto più corre il rischio di esserne tagliato fuori per le sue debolezze. Ottima la scelta del cast, in cui spiccano per la partecipata resa psicologica dei personaggi Jonathan Rhys Meyers nei panni del protagonista e Scarlett Johansson, una Nola ad altissimo tasso erotico. Sorprende questo Allen amaro e disilluso, capace di dar vita ad un noir dalle spire avvolgenti, dove il Fato di tanta letteratura classica alla fine si materializza semplicemente in un rimbalzo favorevole. Un dettaglio da nulla in una vita che scorre veloce, che fa la differenza tra la perdizione definitiva e l'inattesa salvezza da una colpa non espiata.
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