| Anno | 2005 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA, Gran Bretagna |
| Durata | 124 minuti |
| Regia di | Woody Allen |
| Attori | Jonathan Rhys Meyers, Scarlett Johansson, Brian Cox, Emily Mortimer, Matthew Goode Penelope Wilton, Ewen Bremner, Alexander Armstrong, Paul Kaye, Mark Gatiss, Simon Kunz, Geoffrey Streatfield, John Fortune, Rupert Penry-Jones, Patricia Whymark, Anthony O'Donnell, Miranda Raison, Rose Keegan, Zoe Telford, Margaret Tyzack, Scott Handy, Emily Gilchrist, Selina Cadell, Georgina Chapman, Colin Salmon, Toby Kebbell, Steve Pemberton, James Nesbitt, Layke Anderson, Morne Botes, Dawn Murphy. |
| Uscita | lunedì 29 settembre 2025 |
| Tag | Da vedere 2005 |
| Distribuzione | Filmclub Distribuzione |
| MYmonetro | 3,36 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 15 settembre 2025
Argomenti: I migliori film sul tennis
Un Woody in gran forma e in totale trasferta londinese. Il Big Ben sostituisce l'Empire State Building e la filmografia alleniana ne trae vantaggio, per raccontare la storia di Chris Wilton, ex tennista di successo. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, ha vinto un premio ai David di Donatello, 4 candidature a Golden Globes, In Italia al Box Office Match Point ha incassato 9,2 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Chris Wilton è un tennista che ha rinunciato alla sua carriera e ora fa il maestro di tennis a Londra in un club di alto livello. Qui conosce il ricco Tom Hewett e sua sorella Chloe che si innamora subito di lui e del suo apparente interesse per la cultura. Il ricco padre dei due lo inserisce nella sua attività finanziaria e il matrimonio tra Chris e Chloe si avvicina. Ma Chris, che ha conosciuto la fidanzata di Tom (l'aspirante attrice americana Nola) e ne è rimasto irrimediabilmente attratto, quando la reincontra libera dal legame con il quasi cognato inizia con lei una relazione basata sulla passione. Il matrimonio avviene e Chloe desidera a tutti costi la maternità. A rimanere incinta è invece Nola che vuole che Chris lasci la moglie. Incapace di resistere alla pressione Chris escogita una via di fuga.
Non è bene raccontare altro del più articolato e fluido dei film recenti di Allen. Liberato ormai dal contratto spielberghiano e probabilmente costretto dalla difficoltà di trovare finanziamenti per i suoi film negli Usa, Woody compie un doppio salto mortale rispetto alla sua ormai più che consolidata tradizione narrativa.
Lascia Manhattan per l'Upper Class londinese e (udite, udite) non ha nessun personaggio di origine ebraica nella sua sceneggiatura. Torna invece con forza sul tema dell'omicidio affrontato in modo magistrale ai tempi di Crimini e misfatti, ma soprattutto affronta con genialità anche visiva la questione della assoluta casualità del vivere umano. La sequenza che apre il film (e una sorpresa che non va svelata collocata molto più avanti) offrono, in modo estremamente simbolico e concreto al contempo, un'occasione di riflessione in materia. Woody Allen, come l'Araba Fenice, risorge ancora una volta dalle ceneri che detrattori troppo frettolosi gli avevano di recente e irrevocabilmente attribuito.
Chris Wilton è un giovanotto irlandese che vive a Londra e si mantiene offrendo lezioni di tennis in un club molto esclusivo; qui Chris fa amicizia con Tom Hewett, rampollo di una ricchissima famiglia dell'alta società londinese. In breve tempo Chris si fidanza con Chloe, la sorella di Tom, e ottiene un impego presso l'azienda della famiglia Hewett; il giovane, però, è irresistibilmente attratto dalla ragazza di Tom, l'affascinante Nola Rice...
Una pallina da tennis viene lanciata da una parte all'altra del campo, rimbalza sulla rete e rimane sospesa in aria: sarà soltanto il caso a decidere in quale metà del campo cadrà la pallina, decretando così le sorti della partita. Questa scena emblematica, che ci viene mostrata nell'incipit del film, già da sola sintetizza il contenuto di uno dei migliori film di Woody Allen, Match point, la prima pellicola realizzata dal grande regista americano interamente al di fuori dell'abituale cornice di New York. Primo capitolo di quel "trittico londinese" che proseguirà poi con i successivi Scoop e Sogni e delitti, Match point rappresenta un'inaspettata svolta drammatica nella produzione di Allen, richiamandosi in particolare ad uno dei capolavori del regista, Crimini e misfatti (1989), di cui riprende e sviluppa alcuni temi portanti quali la dimensione del delitto e della colpa nella società moderna e la responsabilità morale dell'individuo di fronte alle proprie scelte.
Nella costruzione dell'intreccio di Match point, Allen non esita a prendere in prestito da fonti letterarie e cinematografiche: da Delitto e castigo di Fedor Dostoevskij (che il protagonista sta leggendo all'inizio del film) a Una tragedia americana di Theodore Dreiser (che aveva già ispirato il film Un posto al sole), da Bel Ami di Guy de Maupassant a Crimini e misfatti dello stesso Allen. Personaggio centrale della vicenda è Chris Wilton, interpretato dal fascinoso attore irlandese Jonathan Rhys Meyers: un giovanotto di origini modeste, bravo a tennis ma non abbastanza per affermarsi a livello agonistico, che crede nell'importanza della fortuna più che nelle capacità o nel talento. Ed è proprio attorno alla sorte, imprevedibile e beffarda, che si sviluppa la vicenda di Chris, fino ad assumere le sfumature di una tagliente parabola morale.
Match point ci racconta infatti la rapida arrampicata sociale di questo ragazzo carismatico ed ambizioso, accolto a braccia aperte dall'alta borghesia britannica, rappresentata dalla famiglia Hewett: la graziosa ed ingenua Chloe (Emily Mortimer), che lo conquista grazie alle prospettive di un comodo matrimonio d'interesse; suo padre Alec (Brian Cox), che non esita ad offrire al futuro genero la possibilità di una facile carriera; la madre Eleanor (Penelope Wilton), raffinata e decisamente snob; ed il fratello Tom (Matthew Goode), l'aitante rampollo amico di Chris. Sullo sfondo troviamo la Londra dei ricchi, fra lussuosi appartamenti con vista sul Tamigi, ville di campagna arredate con sopraffina eleganza, e poi ancora locali alla moda, ristoranti, teatri e gallerie d'arte, con l'accompagnamento musicale di arie d'opera accuratamente selezionate.
Ma alla scalata di Chris, inesorabilmente sedotto dallo stile di vita degli Hewett, si frappone un ostacolo: Nola Rice (Scarlett Johansson), un'attricetta americana sensuale e un po' volgarotta, per la quale Chris prova un'attrazione fatale che si consumerà all'insaputa della fidanzata Chloe e dell'agiata famiglia di lei. La svolta della trama arriva nel momento in cui questa passione clandestina rischierà di compromettere in maniera irreparabile la nuova esistenza che Chris si è creato, e alla quale non ha la minima intenzione di rinunciare; ormai al giovane non rimane che un'unica via d'uscita: sporcarsi le mani di sangue. E infatti, nella seconda parte Match point si trasforma in un thriller dai toni sempre più serrati, per concludersi con un finale a sorpresa che, significativamente, rievoca l'immagine iniziale della pallina da tennis. Ecco che ritorna l'assunto dichiarato da Chris: è il Caso l'unico arbitro in grado di stabilire le sorti del nostro destino; non esiste alcuna "giustizia divina", e al delitto non segue necessariamente il castigo.
La sceneggiatura del film è abilissima nel fare in modo che lo spettatore simpatizzi da subito con il protagonista, così bello, educato e gentile, finendo inevitabilmente con il parteggiare per lui e con il vestire i panni di complice e confidente del suo delitto. Allo stesso tempo, Woody Allen traccia anche un'acuta analisi dei rapporti di classe in una società regolata dalle spietate leggi del denaro, rappresentata con uno sguardo di impietosa lucidità, ma tuttavia non privo di una sottile vena ironica. Il risultato complessivo è un'opera tesa e avvincente, impeccabile nella messa in scena ed interpretata da un cast da applauso; e Woody Allen, al timone di regia, conduce il gioco secondo un disegno dalla perfezione geometrica, regalandoci una delle opere più interessanti e riuscite della sua straordinaria carriera.
E’ certo che Woody Allen conosca benissimo gli scritti di Sigmund Freud e di Fëdor MichajlovičDostoevskij. E’ certo, anche, che Woody Allen abbia letto appassionatamente “Delitto e castigo” pubblicato da Fëdor Michajlovičnel 1866 in Russia. E’ certo, ancora, che Woody ami costruire trame dove il delitto, il cinico assassinio, l’anima criminale [...] Vai alla recensione »
Ambizione senza qualità, delitto senza castigo, i capricci incontrollabili del caso in un mondo insensato (o meglio, nichilista): e fame, lussuria, crudeltà in Match Point, un film di Woody Allen straordinariamente riuscito, interessante e diverso da tutti. Senza New York, siamo nella Londra dei grandi ricchi: quartieri belli dalle strade quasi deserte e niente affatto rumorose, la dolce vita dei giovani, [...] Vai alla recensione »