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matthew
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lunedì 23 gennaio 2012
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gran film
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Stupendo, semplicemente geniale ed un'interpretazione esemplare del protagonista.
Uno dei pochi film davvero brillanti degli ultimi anni, da vedere assolutamente.
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maverickk
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giovedì 30 giugno 2011
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la vita come un net
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Punta di diamante della produzione cinematografica del buon vecchio Woody, come da lui stesso dichiarato, 'Match Point' si discosta totalmente dalla solita sardonica commedia del cineasta britannico. Narra la storia di un triangolo amoroso tra il tormentato Jonathan Rhys-Meyers, la solita moglie monotona e poco stimolante interpretata da Emily Mortimer, e la ben più avvenente Scarlett Johansson, emblema della tentazione e del peccato. Da sfondo a questa trama ispirata in parte a 'Delitto e castigo' di Dostoevskij, e per certi versi già vista, ci sono la buona società londinese e la stessa City; buona società incarnata dalla famiglia della moglie del protagonista, che sebbene non stimoli il birbante Rhys-Meyers, sicuramente gli offre una stabile condizione finanziaria e un sicuro impiego nell'azienda di famiglia, elementi che andrebbero persi completamente qualora egli si concedesse del tutto alle curve provocanti della Johansson.
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Punta di diamante della produzione cinematografica del buon vecchio Woody, come da lui stesso dichiarato, 'Match Point' si discosta totalmente dalla solita sardonica commedia del cineasta britannico. Narra la storia di un triangolo amoroso tra il tormentato Jonathan Rhys-Meyers, la solita moglie monotona e poco stimolante interpretata da Emily Mortimer, e la ben più avvenente Scarlett Johansson, emblema della tentazione e del peccato. Da sfondo a questa trama ispirata in parte a 'Delitto e castigo' di Dostoevskij, e per certi versi già vista, ci sono la buona società londinese e la stessa City; buona società incarnata dalla famiglia della moglie del protagonista, che sebbene non stimoli il birbante Rhys-Meyers, sicuramente gli offre una stabile condizione finanziaria e un sicuro impiego nell'azienda di famiglia, elementi che andrebbero persi completamente qualora egli si concedesse del tutto alle curve provocanti della Johansson. Nasce così il tormento interiore del protagonista, che si trova lacerato tra un futuro roseo e certo (ma a fianco di una donna grigia e monotona) e una vita di passione con la sua amante, che tra l'altro lo spinge a lasciare la moglie arrivando a fingersi gravida. Questo altalenante ritmo del personaggio principale è esemplificato dalla scena iniziale, piuttosto suggestiva, in cui una palla da tennis colpisce la rete (o net) ed è in procinto di cadere da una parte all'altra del campo, ricalcata poi verso la fine quando Rhys-Meyers lancia l'anello che potrebbe incriminarlo dell'assassinio della sua amante (diventata troppo oppressiva) e rimbalza sul parapetto del lungofiume. Dall'esito, strettamente casuale, della caduta dell'oggetto dipendono le sorti del protagonista, così come dalla caduta della palla da una parte o dall'altra della rete dipende l'esito della partita, o viene annullato il "Match Point" o si vince.
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tiamaster
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mercoledì 29 giugno 2011
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non mi è piaciuto per nulla
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l'ho trovato veramente brutto,match point.e un film mediocre e anche alquanto scontato.
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tommaso battimiello
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giovedì 3 marzo 2011
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la pallina rimbalza. dentro o fuori?
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Ex - giocatore di tennis ormai ritiratosi alla più modesta ma ben retribuita attività di maestro in un ricco ed esclusivo club londinese, Chris Wilton (Jonathan Rhys-Meyers) brucia velocemente le tappe dell’ascesa sociale e sentimentale: dando lezioni di tennis al ricco e facoltoso Tom Hewett, entra prima nelle sue grazie e poi in quelle della sorella Chloe (Emily Mortimer), di cui si innamora.
Diventato “uno di famiglia” dopo il matrimonio con Chloe, Chris guadagna un posto nel mondo degli affari grazie al suo status di “genero del capo” e acquista un gigantesco appartamento che affaccia proprio sul Tamigi.
Ormai Chris ha toccato l’apice economico e sociale, entrato ormai a far parte della ricca aristocrazia londinese, ma la comparsa sulla scena della angelica e sensuale Nola Rice (Scarlett Johansson), nuova fiamma di Tom, lo fa vacillare in preda a sentimenti violenti e contrastanti.
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Ex - giocatore di tennis ormai ritiratosi alla più modesta ma ben retribuita attività di maestro in un ricco ed esclusivo club londinese, Chris Wilton (Jonathan Rhys-Meyers) brucia velocemente le tappe dell’ascesa sociale e sentimentale: dando lezioni di tennis al ricco e facoltoso Tom Hewett, entra prima nelle sue grazie e poi in quelle della sorella Chloe (Emily Mortimer), di cui si innamora.
Diventato “uno di famiglia” dopo il matrimonio con Chloe, Chris guadagna un posto nel mondo degli affari grazie al suo status di “genero del capo” e acquista un gigantesco appartamento che affaccia proprio sul Tamigi.
Ormai Chris ha toccato l’apice economico e sociale, entrato ormai a far parte della ricca aristocrazia londinese, ma la comparsa sulla scena della angelica e sensuale Nola Rice (Scarlett Johansson), nuova fiamma di Tom, lo fa vacillare in preda a sentimenti violenti e contrastanti.Chris finisce col zittire la sua coscienza e tradire sua moglie per Nola, con la quale avrà una passionale relazione che si complicherà, però, quando la bella amante rimane in cinta.
Allora Chris, diviso fra la fedeltà alla moglie (e, soprattutto, al suo stile di vita) e l’autentico amore per Nola, si decide a portare fino in fondo quella che gli sembra l’unica, drammatica, soluzione.
Straordinario quanto insolito film scritto e diretto da un Woody Allen quanto mai in forma (anzi, forse proprio il migliore degli ultimi anni), “Match Point” non si discosta dalle tematiche per così dire “borghesi” o “familiari” di Allen, usandole però come sfondo e base d’appoggio per un discorso più vasto, profondo ed esistenziale sull’irrazionalità e la casualità dell’esistenza umana.
E’ infatti la fortuna (nel senso latino di vox media) al centro della riflessione cinematografica di Allen. E’ la fortuna a far conoscere Tom e Chris, è la fortuna a far incontrare per caso Chris e Nola nelle strade di Londra, è nuovamente la fortuna a far da padrona nell’emblematica conclusione.
Quanto mai esplicativa è la leggerezza con la quale i due detective arrivano vicini alla soluzione dell’indagine ma poi vi rinunciano davanti alla sorte che li guarda con un sorriso beffardo dipinto sul volto.
E meravigliosa, quasi commovente, è la sequenza finale nella quale Chirs spera quasi nell’arresto, che sarebbe quantomeno un segno di senso e di razionalità in una realtà che gli sfugge ormai via dalle mani.Il match point della vita è quindi spesso fuori dal nostro controllo ma la sorte non viene mostrata come un’arrogante e spavalda divinità pagana, bensì come un beffardo e dispettosa, che stravolge con inquietante leggerezza le vicende degli uomini, dando un tocco irridente e quasi comico alla tragedia della vita.
Un ottimo Jonathan Rhys-Meyers viene però completamente surclassato e messo in ombra da un eccezionale Scarlett Johansson, che dopo solo un anno dall’uscita di Match Point si ripeterà nel The Prestige del londinese Christopher Nolan.
La breve parte d’indagine è solo ed esclusivamente funzionale alla riflessione di Allen sull’irrazionale, affermata proprio nel campo in cui è la razionalità a far da padrona.
Match Point è, in conclusione, un ulteriore prova a favore del fatto che, seppur le sue commedie siano come al solito ben congeniate, sono le tragedie quelle più riuscite all’ultimo periodo del regista newyorkese, come dimostra anche “Sogni e delitti”, in cui Allen mostra tutto il suo eclettismo e la sua abilità cinematografica.
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giacomo j.k.
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giovedì 3 marzo 2011
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match point: l’uomo sa cosa vuole?
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Avvertenza: l’articolo contiene spoilers.
Chris (Jonathan Rhys Meyers) è un giovane irlandese in costante cerca di una realizzazione nella vita che trova lavoro come insegnante di tennis presso un circolo dell’alta borghesia britannica. Lì conosce Tom (Matthew Goode) e – soprattutto – la sorella di lui, Chloe (Emily Mortimer), della quale si innamora e grazie alla quale rimedia un impiego appetitoso nell’azienda del di lei padre. La vita matrimoniale però finisce ben presto col soffocare Chris, che è invece sempre più attratto dalla promessa sposa di Tom, Nola (Scarlett Johannson), che tra l’altro scarica quest’ultimo poco prima delle nozze…
L’uomo sa cosa vuole? Questa sembra essere la questione che Woody Allen nasconde tra le pieghe di uno dei suoi film più famosi.
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Avvertenza: l’articolo contiene spoilers.
Chris (Jonathan Rhys Meyers) è un giovane irlandese in costante cerca di una realizzazione nella vita che trova lavoro come insegnante di tennis presso un circolo dell’alta borghesia britannica. Lì conosce Tom (Matthew Goode) e – soprattutto – la sorella di lui, Chloe (Emily Mortimer), della quale si innamora e grazie alla quale rimedia un impiego appetitoso nell’azienda del di lei padre. La vita matrimoniale però finisce ben presto col soffocare Chris, che è invece sempre più attratto dalla promessa sposa di Tom, Nola (Scarlett Johannson), che tra l’altro scarica quest’ultimo poco prima delle nozze…
L’uomo sa cosa vuole? Questa sembra essere la questione che Woody Allen nasconde tra le pieghe di uno dei suoi film più famosi. Chris è l’emblema di questo costante dilemma, che porta l’uomo a voler andare sempre “oltre”, in quanto il limite del suo desiderio è (per citare un famoso componimento di Tennison di cui non sarò mai pago) come “an arch wherethrou gleams that untravelled world whose margins fade forever and for ever when I move” (A. Tennyson, Ulysses). Nell’ordine, Chris prima abbandona una promettente carriera da tennista, poi non si accontenta (e lo dice espressamente a Chloe in una delle scene al circolo) del lavoro – davvero, ben più che dignitoso – che ha trovato; quindi, avuta Chloe desidera Nola e, quando quest’ultima tenta di distruggere il mondo di facciata che si era faticosamente costruito intorno e lui riesce a liberarsene con un delitto che, complice un fortunoso “match point”, risulta pressoché perfetto, è condannato per sempre ai sensi di colpa. Torna quindi il tema della maschera in un film che, sebbene Woody Allen tenti di dirigere sui binari della fortuna, di un Caso che sembra aver preso il posto di ogni possibile senso nella vita dell’uomo, risulta essere in realtà una miscela esplosiva dei soggetti cari al regista newyorkese; soggetti resi tanto più accattivanti da una sceneggiatura serrata da (quasi) Oscar che tende al noir.
Chris, infatti, altro non è che l’uomo (post)moderno che sembra aver definitivamente perduto ogni bussola nel mare in tempesta della propria vita; è Woody Allen stesso, compendiato nel suo fortunato aforisma per cui “Dio è morto; Marx è morto… e anch’io mi sento poco bene!”.
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jaky86
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mercoledì 23 febbraio 2011
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un inedito e fantastico allen
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Ci trasferiamo da New York a Londra, mentre Gershwin viene sostituito da Verdi e Rossini, ma il genio di Woody rimane. Una storia di amore e tradimenti ambientata tra la borghesia inglese sfocia in tragedia quando Tom non riesce a resistere alla futura cognata, una Scarlett Johansson fantastica. Sarà la sorte a decidere il finale, come quando la pallina da tennis si scaglia sulla rete e cadendo da una parte o dall'altra può decidere l'esito di una partita, disegnando il confine labile tra vittoria e sconfitta. Sicuramente il miglior Allen degli ultimi 10 anni, dove la sua produzione stakanovista non ci ha regalato grandissime perle. Indimenticabile il personaggio interpretato dalla Johansson; il regista ci dimostra tutto il suo amore per la sua musa, ricoprendola di una sensualità indimenticabile.
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Ci trasferiamo da New York a Londra, mentre Gershwin viene sostituito da Verdi e Rossini, ma il genio di Woody rimane. Una storia di amore e tradimenti ambientata tra la borghesia inglese sfocia in tragedia quando Tom non riesce a resistere alla futura cognata, una Scarlett Johansson fantastica. Sarà la sorte a decidere il finale, come quando la pallina da tennis si scaglia sulla rete e cadendo da una parte o dall'altra può decidere l'esito di una partita, disegnando il confine labile tra vittoria e sconfitta. Sicuramente il miglior Allen degli ultimi 10 anni, dove la sua produzione stakanovista non ci ha regalato grandissime perle. Indimenticabile il personaggio interpretato dalla Johansson; il regista ci dimostra tutto il suo amore per la sua musa, ricoprendola di una sensualità indimenticabile.
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yuri otani
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domenica 20 febbraio 2011
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il rosso e il nero
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Non sono un esperto del cinema di Woody Allen, questo è il suo secondo film che vedo dopo "Accordi e disaccordi", e prometto di guardarmi le sue prime opere. Ho deciso di vederlo per la presenza nella colonna sonora della romanza "Una furtiva lagrima" e consigliato da un amico, ma ho trovato "Match point" commerciale e banale. Temevo che il protagonista per liberarsi dell'amante la uccidesse come in un qualsiasi thriller hollywoodiano poi il finale è talmente inverosimile. Non ho letto "Delitto e castigo", ma la trama mi ricorda "Il rosso e il nero" di Stendhal.
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andre89lost
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venerdì 18 febbraio 2011
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quella pallina da tennis...
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Il film parte lentissimo e se si riesce a superare la prima ora introduttiva inizia a diventare molto teso e interessante.
Finale sconvolgente che lascia tanta tanta amarezza.
Voto: 8
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luca scialò
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lunedì 14 febbraio 2011
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un giallo in salsa woody
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Chris Wilton è un maestro di tennis che trova lavoro in un club esclusivo. Qui conosce Tom Hewett, suo allievo, che gli fa conoscere la sua famiglia. Di lui si invaghisce subito la sorella Chloe, avendo molte cose in comune. Tra i due sembra funzionare, ma appena Chris conosce la sensuale fidanzata di Tom, Nola, se ne invaghisce immediatamente e comincia a trascurare sempre più Chloe. Intanto il tempo scorre e Chris finisce per lavorare per la società del padre di Chloe, arrivando anche a sposarla. Ma nonostante ciò l'attrazione per Nola è qualcosa di inevitabile...
Un film inusuale per Woody Allen, non tanto per l'intreccio pasticciato e articolato di amori - fattore usuale e frequente nei suoi lungometraggi - quanto per come il film sfocia in un genere Giallo, quasi Hitchockiano.
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Chris Wilton è un maestro di tennis che trova lavoro in un club esclusivo. Qui conosce Tom Hewett, suo allievo, che gli fa conoscere la sua famiglia. Di lui si invaghisce subito la sorella Chloe, avendo molte cose in comune. Tra i due sembra funzionare, ma appena Chris conosce la sensuale fidanzata di Tom, Nola, se ne invaghisce immediatamente e comincia a trascurare sempre più Chloe. Intanto il tempo scorre e Chris finisce per lavorare per la società del padre di Chloe, arrivando anche a sposarla. Ma nonostante ciò l'attrazione per Nola è qualcosa di inevitabile...
Un film inusuale per Woody Allen, non tanto per l'intreccio pasticciato e articolato di amori - fattore usuale e frequente nei suoi lungometraggi - quanto per come il film sfocia in un genere Giallo, quasi Hitchockiano. La prima mezz'ora è prolissa, un prologo che sembra una Commedia piatta; poi la storia entra nel vivo subendo qua e là alcune brusche virate che danno finalmente verve al lungometraggio. Fino al finale spiazzante. Spiazzante come questo film di Allen che ci tiene a far sapere al suo pubblico che anche a 70 anni suonati e decine di film alle spalle, sa proporre qualcosa di nuovo.
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dario
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giovedì 10 febbraio 2011
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incerto
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Non è tema per Allen. Quindi il regista è incerto sulla strada da prendere per svolgerlo, cadendo in una specie di tran-tran. Ambientazione elegante, bella tmosfera, ma pochezza d'idee e superficialità. Un zigzagare senza molto senso, con finale sproporzionato. Buon taglio cinematografico, musica appropriata e recitazione corretta. Suspense forzata.
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