| Titolo originale | Star Wars: Episode I - The Phantom Menace |
| Anno | 1999 |
| Genere | Fantascienza, |
| Produzione | USA |
| Durata | 132 minuti |
| Regia di | George Lucas |
| Attori | Liam Neeson, Ewan McGregor, Jake Lloyd, Natalie Portman, Pernilla August, Frank Oz Ian McDiarmid, Ray Park, Hugh Quarshie, Ahmed Best, Anthony Daniels, Kenny Baker (II), Brian Blessed, Keira Knightley, Oliver Ford Davies, Samuel L. Jackson, Terence Stamp. |
| Uscita | venerdì 10 febbraio 2012 |
| Distribuzione | 20th Century Fox Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,77 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 11 dicembre 2015
Argomenti: Star Wars
La Federazione dei Mercanti ha messo in crisi l'intera Repubblica. Qui-Gon Jinn e il suo allievo Obi-Wan Kenobi vengono mandati a negoziare, ma li attende una trappola. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, In Italia al Box Office Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma ha incassato 10,1 milioni di euro .
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Il regno pacifico di Naboo denuncia l'imminente invasione da parte della Lega dei Commercianti, ma la Repubblica, paralizzata dalla corruzione dilagante e dalla burocrazia del Senato, sceglie di non intervenire. Solo i Cavalieri Jedi Qui-gon Jin e Obi-wan Kenobi si recano a Naboo per proteggere la regina Amidala, in pericolo di vita, e condurla in salvo sul pianeta Tatooine. Qui i Jedi faranno la conoscenza di un bambino fuori dall'ordinario, Anakin Skywalker: Qui-gon è convinto che si tratti del Prescelto, destinato un giorno a riportare equilibrio nella Forza.
Pochi film come Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma nella storia del cinema hanno dovuto affrontare una missione altrettanto impossibile in termini di soddisfazione dello spettatore. Arrivare dopo 16 anni di silenzio (l'ultimo film uscito della saga di Guerre stellari risaliva al 1983) e cercare di essere all'altezza di una trilogia adorata da una fetta consistente della popolazione del globo è un compito improbo persino per lo stesso creatore della saga. George Lucas lo affronta a viso aperto, incurante delle inevitabili critiche, in ogni caso inferiori a quelle copiose (e meritate) per aver rivisitato la trilogia originale, aggiungendovi ossimorici inserti digitali. La computer graphics sfoggiata in Episodio I corrisponde al massimo sforzo tecnologico possibile a cavallo dei due millenni e permette di trasformare i nuovi scenari immaginati da Lucas in mondi incantati di grande fascino. Lo spirito del meraviglioso, tra Meliès e il Barone di Münchausen, guida Lucas al punto di allontanarlo sempre più dallo spirito della trilogia originaria, pessimista e "sporca" dove la nuova creazione è asettica e rasserenante.
La stranezza di utilizzare effetti speciali molto più avanzati per raccontare una storia ambientata in un'epoca antecedente non influisce sull'intento di Lucas, interessato solo a realizzare quel che ha sempre avuto in mente, senza più limiti di budget e tecnologia. Così facendo, però, il regista dimentica come la presenza di quei limiti stimolasse forzatamente la creatività, obbligasse, forse, ad approfondire una trama che in questo capitolo sembra troppo spesso procedere con il pilota automatico. In Episodio I lo stupore lascia spazio alla complicità del fan saccente, e questo è solo in parte dovuto alla natura di prequel dell'opera, visto che abbondano nuovi personaggi e sottotrame. Ma i primi non si avvicinano lontanamente alla statura degli eroi degli altri episodi, mentre le seconde espandono la cosmogonia senza andare oltre il mero accumulo di informazioni marginali nel complesso della saga. Qui-gon, maestro di Obi-wan Kenobi, non si discosta dall'idea stereotipata di cavaliere Jedi, e Jar Jar Binks, la bizzarra creatura che parla in esperanto e dovrebbe costituire il lato comico della vicenda, spicca principalmente per la sua inutilità e assenza di empatia presso grandi e piccini (nel giro di breve tempo Jar Jar diverrà il personaggio più detestato della saga).
George Lucas sceglie evidentemente di rimandare la componente sostanziale della vicenda agli episodi successivi, utilizzando Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma per sfoggiare una tecnologia avanzata, introdurre il pubblico a una nuova trilogia e correre veloce sulle ali dell'entusiasmo per la riapertura di una saga, che pareva chiusa per sempre e destinata a sopravvivere solo nei ricordi (e nelle continue re-visioni).
Solo una sequenza spicca e si lascia ricordare a lungo: la corsa degli "sgusci", un chiaro omaggio alla corsa delle bighe di Ben Hur ricca di strizzate d'occhio alla contemporaneità - la telecronaca - e al prosieguo della saga - la presenza di Jabba The Hutt - , con protagonista il piccolo Anakin, condannato al triste e inesorabile destino di diventare Darth Vader.
Troppo poco per un ambizioso blockbuster di fantascienza, molto meno per un film che si fregia del marchio immortale di Star Wars.
Star Wars è una saga fantascientifica formata da sei film, che compongono due trilogie. La nuova trilogia comprende gli episodi I, II e III. Le vicende narrate nella nuova trilogia sono cronologicamente antecedenti rispetto a quelle narrate nella trilogia classica. Le due trilogie sono tra loro speculari. Vediamo le corrispondenze tra l’episodio I e l’episodio IV. Nell’episodio I e nell’episodio IV: sullo sfondo di uno scontro politico (I: il Senato contro la Federazione dei Mercanti; IV: i ribelli contro l’Impero), una principessa (I: Amidala; IV: Leia) è in pericolo. Un Jedi maturo (I: Qi-Gon Jinn; IV: Obi-Wan Kenobi) ha il compito di salvarla, e intanto trova un giovane in cui riconosce l’eletto (I: Anakin Skywalker; IV: Luke Skywalker). Il giovane inizia l’addestramento, rivela grandi qualità innate, ha la Forza in sé, ma non sa ancora usarla. La principessa e il giovane partecipano allo scontro bellico. Il Jedi maturo perde la vita nel duello contro il malvagio (I: Darth Maul; IV: Darth Vader). Le forze del Bene vincono sulle forze del Male e festeggiano la vittoria. Ognuna delle due trilogie segue un percorso di formazione. La nuova trilogia segue il percorso di Anakin Skywalker. Anche per il percorso di formazione, troviamo riscontri tra le coppie di episodi delle due trilogie. Nell’episodio I e nell’episodio IV, il ragazzo scopre di avere in sé la Forza, scopre la propria identità naturale. Sia Anakin che Luke si relazionano con diverse figure di padri-docenti: nell’episodio I e nell’episodio IV c’è il padre-docente che li inizia alla Forza, e da cui si separano presto (I: Qui-Gon per Anakin; IV: Obi-Wan per Luke). Sul piano delle figure paterne, la differenza tra Anakin e Luke sta nel fatto che Anakin è nato senza padre naturale, come un nuovo Gesù che però è destinato alla caduta nel Male, mentre Luke ha un padre naturale (che coincide con il padre malvagio: Darth Vader), oltre a un padre adottivo (lo zio). Seguendo le indicazioni sulle forme letterarie date da Northrop Frye in Anatomia della critica, si può dire che – se la trilogia classica è un romance – la nuova trilogia è una tragedia. Come il mythos della tragedia, la nuova trilogia si può dividere in sei fasi. Nell’episodio I, abbiamo la 1ª fase, quella in cui l’eroe è dominato dall’assoluta innocenza, ovvero l’infanzia di Anakin. Star Wars – Episodio II – L'attacco dei cloni (Star Wars – Episode II – Attack of the Clones, Usa 2002) – ID: 33964 Star Wars è una saga fantascientifica formata da sei film, che compongono due trilogie. La nuova trilogia comprende gli episodi I, II e III. Le vicende narrate nella nuova trilogia sono cronologicamente antecedenti rispetto a quelle narrate nella trilogia classica. Le due trilogie sono tra loro speculari. Vediamo le corrispondenze tra l’episodio II e l’episodio V. Nell’episodio II e nell’episodio V: la principessa (II: Amidala; V: Leia) è ancora in pericolo, si rifugia su un pianeta sicuro con un ragazzo (II: Anakin Skywalker; V: Han Solo), e i due si innamorano. In parallelo, si segue la storia di un altro personaggio su altri pianeti (II: Obi-Wan Kenobi; V: Luke Skywalker). Il giovane Jedi arriva a un duello finale (II: Anakin contro il Conte Dooku; V: Luke contro Darth Vader) in cui perde un arto (II: un braccio; V: una mano), e si ha così lo sparagmos (lo strazio del corpo dell’eroe). L’arto viene ricostruito artificialmente. Il giovane Jedi ha scoperto la propria metà oscura (II: Anakin comincia ad abbandonarsi al Lato Oscuro; V: Luke apprende di essere figlio di Darth Vader). Emerge un rapporto profondo tra l’allievo e il maestro-padre putativo (II: Anakin e Obi-Wan; V: Luke e Yoda). Ognuna delle due trilogie segue un percorso di formazione. La nuova trilogia segue il percorso di Anakin Skywalker. Anche per il percorso di formazione, troviamo riscontri tra le coppie di episodi delle due trilogie. Nell’episodio II e nell’episodio V, il ragazzo, con l’aiuto di un maestro-padre putativo, impara a conoscere la propria identità naturale, scopre che tale identità è in sé neutra (la Forza può essere usata sia per il Bene che per il Male) e che deve essere incanalata in un’identità morale, attraverso la scelta morale, l’atto morale; il ragazzo scopre anche la propria metà oscura, che insinua dubbi. Sia Anakin che Luke si relazionano con diverse figure di padri-docenti: nell’episodio II e nell’episodio V, c’è il padre-docente che li segue da vicino nel percorso educativo (II: Obi-Wan per Anakin; V: Yoda per Luke). Seguendo le indicazioni sulle forme letterarie date da Northrop Frye in Anatomia della critica, si può dire che – se la trilogia classica è un romance – la nuova trilogia è una tragedia. Come il mythos della tragedia, la nuova trilogia si può dividere in sei fasi. Nell’episodio II, abbiamo la 2ª fase, quella della giovinezza, dell’innocenza come inesperienza (ovvero la giovinezza e l’inesperienza di Anakin); e la 3ª fase, il completamento di un’azione intrapresa dall’eroe (ovvero il conseguimento da parte di Anakin della piena coscienza delle proprie forze).
Prima di Avatar e di Inception, prima de Il signore degli anelli e di Harry Potter c'erano una volta, in una galassia lontana lontana, i cavalieri Jedi, la regina Amidala e il misterioso Sith.
Le Guerre stellari, nate dal multiforme ingegno di George Lucas, sono venute alla luce nel 1977 e da allora il mondo del cinema di fantascienza è cambiato. Pietra miliare di un genere che è stato copiato, emulato, storpiato, il film ha avuto due sequel (L'impero colpisce ancora, 1980, e Il ritorno dello Jedi 1983,) e tre prequel, prodotti e realizzati diciassette anni più tardi.
Episodio l - La minaccia fantasma è il quarto in ordine cronologico, ma l'inizio dell'intera saga. Bastano le poche, semplici e riconoscibili note musicali che accompagnano l'immagine di un universo buio a catapultare lo spettatore nel vero universo creato da Lucas. Le guerre stellari del prologo si preannunciano spettacolari ed indimenticabili, in un futuro fantascientifico dove tutto è coinvolgente e, insieme, paradossale. La Federazione dei Mercanti ha messo in crisi l'intera Repubblica, contraria alla tassazione sulle rotte commerciali. Il maestro Jedi Qui-Gon Jinn e il suo allievo Obi-Wan Kenobi vengono mandati a negoziare con i mercanti, per ristabilire la pace. Ma li attende una trappola, così i due fuggono e cercano di mettersi in salvo sul pianeta Naboo. I Jedi convincono la regina a scappare con loro, il pianeta è sotto assedio e la nave su cui stanno volando si guasta. Per questo fanno scalo sul piccolo mondo di Tatooine, dove incontrano il giovane Anakin Skywlaker, che si rivelerà essere il prescelto, ovvero colui che troverà l'equilibrio nella forza.
Potenziato dal 3D e da un audio che lascia impressionati, il film diventa un'esperienza cinematografica diretta, che coinvolge soprattutto i sensi della vista e dell'udito, un'avventura nello spazio degna dei migliori parchi a tema sul genere. Per grandi e per piccini, e per chi è un vero e proprio neofita della serie, questo film è un prodotto sensazionale, ricco di soluzioni visive ed effetti speciali degni di nota (la sequenza della corsa degli sgusci ne è un esempio). E tale deve restare. Perchè chi ha visto e amato la saga precedente farà sicuramente un confronto. E non c'è paragone con i personaggi di Ian Solo, di Luke Skywalker e della principessa Leila.
Non c'è paragone con il ritmo della storia e con la solidità dell'impronta autoriale. In questo caso, gli attori sono bravi (soprattutto la Portman pre-Oscar), ma la sceneggiatura non rende loro giustizia. La vicenda prosegue in modo prevedibile e non lascia traccia di nuove lezioni di cinema. Consapevoli che non siamo davanti ad un film intimista, volto a scavare nell'animo umano, ci arrendiamo all'evidenza: qui si tratta di spade laser, di navi spaziali, della "forza" che ha bisogno dei suoi cavalieri e di un'intera galassia che deve lottare per la pace.
Siamo di fronte ad una saga che ha fatto storia e che, se anche meno geniale della precedente stagione, ha comunque il suo essere in tutti i fan conquistati nel mondo. Perché ogni film può raccontare una guerra spaziale, ma solo uno è Guerre stellari.
I due cavalieri Jedi Qui-Gon Jinn e Obi-Wan Kenobi sono incaricati di trattare con la Federazione dei Mercanti, che minaccia l'equilibrio della Repubblica; ma la proposta di un accordo si rivela una trappola, e i due Jedi sono costretti a correre in soccorso della Regina Amidala, mentre le truppe della Federazione invadono il pianeta Naboo. Durante la loro fuga interstellare, Qui-Gon e Obi-Wan approdano sul pianeta Tatooine...
Nel 1977, il regista / produttore George Lucas riscriveva la storia della fantascienza realizzando il primo episodio della mitica trilogia di Guerre stellari, destinata a diventare in brevissimo tempo la più celebre saga cinematografica di tutti i tempi. A sedici anni di distanza dalla conclusione delle avventure di Luke Skywalker, nel 1999 Lucas è tornato al lavoro per quella che, nelle intenzioni originali, avrebbe dovuto essere la seconda di un ciclo di ben tre trilogie: in questa nuova serie di pellicole viene narrato l'antefatto alle vicende della trilogia del 1977-1983, con gli eventi riguardanti Anakin Skywalker, il padre di Luke, prima dell'ascesa dell'Impero e della sua trasformazione in Darth Vader. Primo episodio della seconda trilogia (e primo in assoluto in ordine cronologico dell'intera saga) è La minaccia fantasma, kolossal fantascientifico costato 115 milioni di dollari, che ne ha incassati oltre 900 milioni al botteghino, con un totale da record di 180 milioni di spettatori in tutto il mondo (più di 80 milioni soltanto negli Stati Uniti), a dimostrazione dell'imperitura popolarità dell'universo di Guerre stellari.
Sceneggiato dallo stesso Lucas, La minaccia fantasma punta soprattutto sul massiccio impiego di strabilianti effetti speciali e su un vitale senso dello spettacolo, prediligendo così le sequenze più avventurose e di puro intrattenimento (talvolta, però, a scapito della coerenza e della profondità della trama). Nonostante qualche squilibrio narrativo (con una prima parte non sempre avvincente), il risultato generale è più che positivo, in particolare grazie alla straordinaria capacità di Lucas di fondere tra loro suggestioni appartenenti ai generi più diversi (una caratteristica peculiare già nella saga originale): dalle epopee fantasy basate sull'eterna lotta fra il Bene e il Male a temi ed atmosfere ispirati alla cultura orientale (la filosofia dei Jedi e il concetto della Forza). Non mancano neppure le varie citazioni cinematografiche (una su tutte, la corsa con le auto a razzo che ricorda da vicino la gara di Ben-Hur) e gli ammiccamenti alla mitologia fantascientifica.
Dal punto di vista tecnologico, va segnalata l'introduzione di personaggi (come il bizzarro Jar Jar Binks) interamente creati in digitale e fatti interagire con gli attori, oltre alla creazione di un favoloso regno subacqueo e a scene di battaglia sempre più maestose e imponenti. E, come in tutti gli episodi di Guerre stellari, anche qui ritroviamo l'immancabile duello finale a colpi di spade laser, questa volta fra i due Jedi Qui-Gon Jinn (Liam Neeson) e Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor) e il malefico Darth Maul (Ray Park), signore dei Sith dall'aspetto satanico. Un grande film di fantascienza, ma probabilmente non all'altezza delle tre precedenti pellicole. Seguito da altri due capitoli, L'attacco dei cloni (2002) e La vendetta dei Sith (2005).
Star Wars 17 anni dopo. Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana... e il titolo della saga più famosa di tutti i tempi appare circondato dalle stelle. Star Wars is back. Non sembra vero. George Lucas riprende le sue fatiche fanta-romantico-avventura con l'intenzione di raccontare gli avvenimenti precedenti a Una nuova speranza, ma il suo intento principale è riportare al cinema e al meglio il [...] Vai alla recensione »
Star Wars atto secondo: almeno per il sottoscritto, che avendo avuto la dabbenaggine di scriverne ieri si trova ora officiato per la recensione. Lo diceva sempre il mio colonnello: mai farsi avanti. Mah, pazienza: non s'impara mai abbastanza. Dicevo della recensione: presto detto, a me il film è piaciuto. Un western spaziale. Gli attori, tutti bravi: in particolare Liam Neeson, Ewan McGregor e Natalie [...] Vai alla recensione »