Non un regista per caso, ma sicuramente qualcuno che ha fatto tesoro della propria esperienza di vita trasformandola poi in qualcosa di diverso e concreto. Tanti gli impegni di Matteo Oleotto prima di diventare stabilmente un nome dietro la macchina da presa. Ma tutti impegni che lo hanno formato in qualche modo.
Un doppio diploma
Nasce a Gorizia nel 1977 e lì trascorre la prima parte della sua vita. Si sposta poi a Udine dove si diploma attore nel 2001 presso la Civica Accademia d'Arte Drammatica "Nico Pepe". Solo quattro anni dopo, nel 2005, si sposta e, invece di rimanere davanti alla macchina da presa, va dietro diplomandosi regista presso il Centro Sperimentale di Cinematografa di Roma dove scrive e dirige i suoi primi lavori.
Nel frattempo lavora come telefonista in un call-center, come bagnino, in una ditta di traslochi, in un autolavaggio, come operaio in una ditta di microcomponenti, assistente notturno, cameriere, aiuto cuoco, giardiniere, arbitro di basket, portiere d'albergo, istruttore di nuoto. Tutte queste professioni lo impegnano prima di dedicarsi completamente alla regia.
Senza dimenticare le cariche che ha ricoperto e che ricopre: dal 2015 al 2018 è stato direttore artistico del Teatro La Contrada di Trieste, dal 2017 è direttore della "Scuola di Cinema senza Sedie". Dal 2021 al 2022 è stato Presidente della "Cross-Border Film School" con sede a Gorizia. Dal 2019 tiene regolarmente delle Masterclass di recitazione per progetti di alta formazione professionale. Dal 2022 è socio di Staragara.it, società di produzione di base a Gorizia.
I primi lavori
Come detto, inizia a scrivere e dirigere i suoi primi lavori a Roma, dopo il diploma da regista. Tra questi Stanza 21, che si aggiudica la menzione della giuria del Festival Internazionale del Cinema di Belgrado, e il film di diploma A doppio filo. Le sue prime opere vengono invitate in numerosi festival, mentre continua comunque a impegnarsi, lavorando come assistente di Roberto Dordit nel film Apnea e per vari programmi televisivi di emittenti nazionali. Riesce a ritagliarsi anche un piccolo spazio come attore nella commedia di Claudio Cupellini del 2007 con protagonista Luca Argentero Lezioni di cioccolato.
L'esordio al lungometraggio e gli altri titoli
È del 2013 il suo primo lungometraggio da regista: Zoran - Il mio nipote scemo è il titolo del film che viene presentato alla 70esima mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nell'ambito della Settimana Internazionale della Critica e che si aggiudica il premio del pubblico "RaroVideo". Il film, con protagonista Giuseppe Battiston nel ruolo di un alcolizzato che lavora in una mensa per anziani al confine con la Slovenia e che è ossessionato dalla ex-moglie, si è aggiudicato diversi riconoscimenti, tra cui numerose nomination, anche ai David di Donatello, e un Globo d'Oro a Matteo Oleotto come miglior opera prima.
Dopo l'esordio più che positivo al lungometraggio Matteo Oleotto si è spostato per un certo periodo sul piccolo schermo, firmando diversi titoli seriali. Nel 2019 torna a collaborare con Giuseppe Battiston dirigendo la serie con protagonista Valentina Bellè Volevo fare la rockstar. Nei tre anni successivi firma un film tv all'anno. Il primo è Mai scherzare con le stelle!, poi Tutta colpa della fata Morgana e nel 2022 Se mi lasci ti sposo.
Torna alla serialità nel 2023 con la miniserie Eppure cadiamo felici e nel 2024 prendendo le redini della terza stagione della celebre serie ambientata al fittizio Policlinico Ambrosiano di Milano DOC - Nelle tue mani.
Ma è il 2025 l'anno che lo fa tornare al cinema con il secondo lungometraggio, sulla scia del successo ottenuto con la divertente serie per Netflix Maschi veri con protagonisti quattro ex compagni di università ultraquarantenni.
Al cinema presenta invece Ultimo schiaffo, commedia nera ambientata durante il periodo natalizio in un paese di montagna friulano. Il film, del quale fa parte anche Battiston, a conferma del sodalizio tra i due, è stato presentato alla Festa del cinema di Roma.