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Lubo

Film 2023 | Drammatico, +13 175 min.

Regia di Giorgio Diritti. Un film Da vedere 2023 con Franz Rogowski, Christophe Sermet, Valentina Bellè, Noémi Besedes, Cecilia Steiner. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, Germania, 2023, durata 175 minuti. Uscita cinema giovedì 9 novembre 2023 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,45 su 39 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 7 novembre 2023

La storia è incentrata su Lubo, un nomade costretto a trovare un nuovo senso di giustizia dopo che lo stato svizzero gli ha portato via i suoi bambini. Il film ha ottenuto 2 candidature ai Nastri d'Argento, 1 candidatura a David di Donatello, In Italia al Box Office Lubo ha incassato 145 mila euro .

Consigliato sì!
3,45/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 2,73
PUBBLICO 3,63
CONSIGLIATO SÌ
In un'azione di pulizia etnica Diritti trova l'occasione per delineare con rigore un personaggio seducente e complesso.
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 7 settembre 2023
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 7 settembre 2023

Lubo Moser è un nomade del popolo Jenisch. Nella Confederazione Elvetica del 1939 gira di luogo in luogo esibendosi nelle piazze insieme alla moglie Mirana e ai loro bambini. Fino a quando la Seconda Guerra mondiale incombente fa sì che il governo dichiari la mobilitazione degli uomini per la difesa delle frontiere. Lubo, mentre è in servizio, viene a sapere che i figli sono stati prelevati e portati in un istituto mentre la moglie, nel tentativo di proteggerli, ha trovato la morte. Da quel momento il senso della vita per lui consiste nel conseguire un duplice obiettivo: ritrovarli e vendicarsi.

Diritti trova in un'azione di pulizia etnica, che si stenterebbe a credere che sia accaduta in Svizzera, l'occasione per delineare il personaggio più complesso della sua filmografia.

Per comprendere a fondo il lavoro compiuto dal regista, che si è basato sul romanzo di Mario Cavatore "Il seminatore", è necessario avere delle informazioni di base. Gli Jenisch sono, dopo i Rom e i Sinti, il terzo popolo nomade europeo. Di origine germanica hanno una loro lingua e sono stati definiti nel passato, in modo spregiativo, gli zingari bianchi.

In Svizzera, negli anni in cui è collocata la vicenda, era attivo lo "Hilfswerk für die Kinder der Landstrasse", il Programma di rieducazione nazionale per i bambini di strada il cui scopo era di sottrarre i minori alle famiglie Jenisch impedendone la riproduzione al fine di annullarne la presenza sul territorio. Il cinema ha già dedicato all'argomento due film Dove cadono le ombre di Valentina Pedicini e Nebbia in agosto di Kai Wessel. Solo il primo si riferiva a quanto accaduto in Svizzera (l'altro si svolge in Germania) ma soffriva un po' a causa di un impianto teatrale.

Diritti decide di affrontare questa materia scottante avvicinandola dalla parte opposta. Non viviamo le sofferenze imposte a bambini e bambine ma seguiamo la lucida odissea di un padre che si vede strappare l'intero mondo degli affetti da quella stessa istituzione, lo Stato, che gli chiede di prestare la sua opera in divisa a difesa dei confini. È in questa aberrante contraddizione (che nell'Italia fascista, dopo la proclamazione delle leggi in difesa della razza, vissero gli ebrei che avevano servito la patria nella prima guerra mondiale) che l'uomo vivace e creativo, che percorreva strade e piazze con il suo carro trainato da cavalli, si trasforma. La sua nemesi individuale viene condotta con estremo rigore e Franz Rogowski dà corpo, voce e inflessioni a un personaggio che la camera scruta seguendone e assecondandone l'azione.

Se lo Stato vuole estinguere il suo popolo impedendone la riproduzione Lubo agirà in direzione esattamente contraria e sottilmente acuta. A un certo punto, una volta divenuto ricco mercante di preziosi, lo vediamo aggiungere un'annotazione su un taccuino. La memoria corre a tutt'altri tempi e a ben diversa temperie culturale: al catalogo del Don Giovanni di Mozart. I melomani sicuramente ricordano: "In Italia seicentocinquanta, in Alemagna duecento e trentuna; cento in Francia, in Turchia novantuna: ma in Ispagna son già mille e tre". Erano le conquiste del protagonista narrate dal servitore Leporello. Qui l'elenco è decisamente più ridotto e si concentra su una sola nazione. Perché l'obiettivo di Lubo è chiaro: se lo Stato vuole impedire al suo popolo di riprodursi lui ingraviderà quante più donne possibile mettendo al mondo quelli che dai suoi persecutori saranno considerati dei bastardi.

Diritti ci racconta un seduttore suo malgrado che, al contempo, non smette mai la ricerca dei propri figli anche se gli anni scorrono. Su tre di queste relazioni si sofferma e, in particolare, su quella di una cameriera d'albergo di origine italiana in cui Lubo vede qualcosa di più di un corpo che possa tenere viva la sua vendetta.

Con una durata che diviene necessaria per mostrare la progressione di un progetto finalizzato a ristabilire almeno un simulacro di giustizia, Diritti, con questo film, ci invita a stare in guardia in questi tempi difficili. Lo fa con una coproduzione che vede coinvolte Italia e Svizzera ricordandoci che non solo nelle dittature le aberrazioni possono insinuarsi nel tessuto sociale fino a divenire parte integrante della legislazione statale, ma anche in democrazie solide (quella elvetica lo era e lo è) il loro seme può attecchire e svilupparsi con estrema pericolosità. In molti Paesi campagne che si ammantano di un manipolato concetto di difesa della patria non sono purtroppo solo un ricordo del passato.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 15 novembre 2023
francesca meneghetti

Lubo è un artista di strada (uno “zingaro bianco”), appartenente al popolo nomade degli Jenisch, che, negli anni ’30, in Svizzera, furono vittime di pulizia etnica. Non vennero deportati, ma privati dei figli, come accadde in Australia agli aborigeni (vedi il film Rabbit-Proof Fence). Perché l’eugenetica, nel ‘900, non era patrimonio esclusivo dei nazisti, ma mentalità condivisa anche dai paesi più [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 24 novembre 2023
Emanuele Di Nicola
Gli Spietati

Il cinema di Giorgio Diritti passa dalla mostrazione alla spiegazione. Nel suo adattamento del romanzo Il seminatore di Mario Cavatore, il regista emiliano percorre la parabola di Lubo Moser, nel tempo e nella Storia: nomade di etnia Jenisch, la terza maggiore popolazione europea dopo Rom e Sinti, di mestiere fa l'artista di strada, ma viene richiamato nel 1939 dalla Confederazione Elvetica per presidiare [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
giovedì 19 ottobre 2023
 

Regia di Giorgio Diritti. Un film con Franz Rogowski, Christophe Sermet, Valentina Bellè, Noémi Besedes, Cecilia Steiner. Da giovedì 9 novembre al cinema. Guarda il trailer »

MOSTRA DI VENEZIA
giovedì 7 settembre 2023
Giancarlo Zappoli

Franz Rogowski dà corpo, voce e inflessioni a un uomo che la camera scruta seguendone l’azione. In Concorso a Venezia 80 e dal 9 novembre in sala. Vai all'articolo »

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