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Ultimo aggiornamento martedì 4 gennaio 2022
Il racconto delle origini dell'agenzia di intelligence indipendente che tutti conosciamo con il nome di Kingsman. In Italia al Box Office The King's Man - Le Origini ha incassato 1,2 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Un nobiluomo inglese, che collabora insieme alla moglie con la Croce Rossa, si ritrova coinvolto in una tragica sparatoria in Africa, dove ha assistito agli orrori della colonizzazione inglese. Anni dopo, suo figlio è ormai quasi un uomo e vuole arruolarsi per partecipare alla Prima Guerra Mondiale. Il padre cerca invece di convincerlo a servire invece il Paese collaborando con la sua rete di spie internazionali, composta dalla servitù di varie casate nobiliari. Nel mentre però anche un'associazione di loschi figuri ha infiltrato le principali corti europee e ha piani assai sinistri, che si estendono oltre la Grande Guerra.
Prequel ambientato in uno dei periodi più bui della Storia europea, The King's Man - Le origini gioca con personaggi storici e tragedie reali, che contrastano con il tono scanzonato della serie senza però deviarla dai consueti binari.
Matthew Vaughn, ancora una volta alla regia, fa i salti mortali per distanziare l'agenzia di spionaggio inglese al centro di questi film dall'imperialismo guerrafondaio del tempo, ma ci riesce solo fino a un certo punto. Se nel primo film c'era un poveraccio che si ritrovava coinvolto nello spionaggio e veniva educato alla sartoria di massima eleganza, qui c'è invece una rete clandestina di spie basata sul lavoro dei più umili, ma alla fine il protagonista rimane il nobiluomo.
Pacifista e accompagnato da una donna e un nero, è un "woke" ante-litteram per essere il vicino possibile all'ipersensibile pubblico contemporaneo. Questa attenzione si limita però ai personaggi positivi, mentre quelli negativi sono più che mai macchiette caricaturali delle varie nazionalità che rappresentano. Così quella sorta di complesso di superiorità inglese che si fa uscire dalla porta con le aperte critiche all'imperialismo, rientra poi dalla finestra nella reale materia del film, che oltretutto finisce per fare una pedina anche di Lenin, contraddicendo un po' il dichiarato spirito proletario sventolato nelle premesse.
Al di là della confusione ideologica, The King's Man - Le origini ha il pregio di cambiare tono, con effetti sorprendenti. Se all'inizio la storia sembra ricalcare un racconto di formazione come nel primo capitolo, poi arriva un colpo di scena che ribalta le carte in tavola. Del resto la Prima Guerra Mondiale è una tragedia su cui è difficile scherzare, in compenso si va più che mai sopra le righe con il personaggio di Rasputin, che interpretato da Rhys Ifans si mangia la scena e rimane la cosa più memorabile del film. Peccato che Vaughn sembra non averlo capito e finisca per giocarselo quasi subito, in un climax anticipato che lascia un vuoto incolmabile. Le scene d'azione successive, sempre realizzate con i numerosi trucchi ed effetti della serie, non riescono a replicare l'esilarante combattimento con Rasputin, che lotta in un mix di balli tradizionali russi con un pizzico di balletto classico.
I protagonisti si cimentano invece in ruoli più risaputi: Ralph Fiennes incarna un empatico leader, molto attento al valore dei suoi alleati; Gemma Arterton interviene spesso decisiva nei panni della spia in vestito da tata, che lamenta come i maschi facciano sempre un casino da rimettere in ordine; Djimon Hounsou è lo stereotipo del compagno d'avventura esotico, che conosce l'arte di combattere con il pugnale.
Contro di loro si schiera un villain nascosto nell'ombra e soprattutto il mentalista Erik Jan Hanussen, interpretato da Daniel Brühl, mentre Tom Hollander (che viene accreditato nei titoli di coda elevato al cubo) ha il triplice ruolo di Re George, del Kaiser e dello Zar. Tutti fanno la loro parte ma il risultato è prevedibile, tanto che si apprezza il colpo di scena nonostante stravolga momentaneamente il tono, perché almeno lo eleva rispetto all'action in chiave di barzelletta con superspie invincibili della serie.
Purtroppo, tanto il momento tragico quanto il picco dello scontro con Rasputin non sono che parentesi, incapaci di deviare il film dai suoi più scontati binari. Anche rivestito dalla patina della ricostruzione d'epoca, alla fine The King's Man - Le origini è pur sempre un capitolo della saga iniziata con Kingsman: Secret Service e se pure ogni tanto prova a ribellarsi, da quel format non riesce o non può liberarsi.
Sull'onda del successo di Kingsman - Secret Service e di Kingsman - Il cerchio d'oro, si è deciso di dare vita a un prequel dei due cinecomic che raccontano le avventure dell'agente segreto inglese Gary Unwin, detto Eggsy: il risultato è appunto The King's Man - Le origini, che racconta la fondazione e le prime fasi dell'esistenza del servizio di spionaggio d'élite chiamato modernamente Kingsman.
Questo nuovo capitolo della saga cinematografica ispirata ai fumetti firmata da Mark Millar e Dave Gibbons (pubblicata dalla Marvel) è atteso nelle sale italiane per l'inizio del 2020.
Per quel che è dato sapere attualmente del film, pare che questo nuovo prequel racconti un po' quel che è la origin story del servizio segreto britannico che abbiamo imparato a conoscere su schermo con i primi due film a tema, usciti rispettivamente nel 2014 e nel 2017 (ed è attualmente in lavorazione anche un terzo capitolo).
Si lascia dunque la contemporaneità per tornare ai tempi della Prima Guerra Mondiale, delle battaglie di trincea e a una situazione politica estremamente diversa da quella attuale. In questo scenario, il duca di Oxford è chiamato a mettere in piedi un'organizzazione in grado di sgominare il piano di un'associazione criminale che coinvolge alcuni dei personaggi più influenti d'Europa per evitare una nuova guerra...
Com'è nella tradizione della saga, anche per The King's Man - Le origini non si è badato a spese con il cast: Ralph Fiennes interpreta il duca di Oxford, Gemma Arterton ha il ruolo di Polly e c'è Aaron Taylor-Johnson nelle vesti di Lee Unwin. Matthew Goode interpreta Tristan, Harris Dickinson presta il suo volto a Conrad ed è stata confermata la presenza in ruoli minori di altri volti notissimi (e di grande talento) quali quelli di Stanley Tucci, Daniel Brühl, Rhys Ifans e Djimon Hounsou.
Parlando alla stampa americana, il regista Matthew Vaughn - che ha diretto ogni altro film uscito sotto il marchio Kingsman - ha spiegato come lui e i suoi collaboratori hanno fatto per evitare una storia troppo prevedibile: "Beh, diciamo che è ambientato 120 anni prima degli altri due capitoli e che non c'è nemmeno uno dei personaggi che abbiamo conosciuto precedentemente. È così che evitiamo la prevedibilità (...) diciamo che ho voluto realizzare la mia versione di una grande avventura epica a sfondo storico".
The King’s Man – Le origini è un film a tratti masochista, che vuole essere ciò che non sarà mai e disperde alcuni ottimi spunti per l’ansia di riscatto del suo regista. E alla fine dello spirito della saga non rimane più nulla. Mentre la regia affoga dunque nei riferimenti eruditi, sottotraccia si intravedono infatti i contorni di un prodotto dal potenziale [...] Vai alla recensione »
Dopo l'irresistibile "Kingsman - Secret Service" e il meno irresistibile "Kingsman - Il cerchio d'oro", Matthew Vaughn porta avanti la sua fissazione monografica e si gioca la carta del prequel: un lieve ritocchino alla scritta "Kingsman" ed ecco "The King's Man - Le origini", bizzarro e affascinante punto di saldatura tra melodramma bellico, fantastoria e fumetto guascone.