| Anno | 2022 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 91 minuti |
| Regia di | Leonardo Pieraccioni |
| Attori | Leonardo Pieraccioni, Sabrina Ferilli, Marcello Fonte, Gabriela Giovanardi Eva Moore (II), Massimo Ceccherini, Valentina Pegorer, Giulia Perulli. |
| Uscita | giovedì 21 aprile 2022 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,06 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 20 aprile 2022
La storia di Don Simone, un prete di frontiera, con una chiesetta sempre in difficoltà e mai frequentata dai ragazzi che preferiscono piuttosto lo stare insieme dei social. In Italia al Box Office Il sesso degli angeli ha incassato 1,5 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Don Simone è il parroco della Chiesa degli Angeli a Firenze, popolata quasi solo da donne anziane che recitano il rosario in automatico. È già stato ammonito due volte dalla Curia romana per i suoi metodi poco ortodossi che puntano ad avvicinare la Chiesa ai giovani, ma l'unico ragazzo che ha vicino è Finizio che, insieme al sagrestano Giacinto, gli dà una mano mentre la chiesa cade a pezzi. La fortuna però sembra venire in soccorso a Don Simone: un notaio lo informa di aver ricevuto in eredità da uno zio un immobile di lusso a Lugano e un'attività avviata e redditizia. L'ultima volontà di zio Waldemaro però è che entro sette giorni Simone accetti l'eredità: ma solo dopo essersi recato in Svizzera a fare un sopralluogo.
Leonardo Pieraccioni si cala nei panni del prete Simone che, una volta arrivato a Lugano, scoprirà che l'immobile lasciato dallo zio è in realtà una casa di appuntamenti, e la lucrosa attività che ospita è la prostituzione di un gruppo di bellissime squillo d'alto bordo, capitanate da una tenutaria di nome Lena che ha le gradevoli fattezze di Sabrina Ferilli. Il dilemma è dunque quello fra accettare l'eredità e fare fronte ai problemi economici della Chiesa degli angeli, o rifiutare in nome dell'etica personale e religiosa.
La trama è a dir poco infantile, così come infantili sono le battute che la attraversano (la sceneggiatura è di Filippo Bologna e dello stesso Pieraccioni, anche regista della commedia).
Purtroppo però non si tratta più di quella ingenuità naif che caratterizzava il primo Pieraccioni e il suo amabile personaggio cinematografico di bravo ragazzo alle prese con tentazioni più grandi di lui. Qui si scomoda la vocazione sacerdotale, e un malinteso senso di protezione dell'universo femminile che si rivela molto più moralista che morale.
Il film comincia infatti con una lotta a cuscinate, totalmente scollegata dal resto della storia, fra un uomo e una donna (che ritroveremo più avanti) in cui lui resta in camicia e boxer, mentre lei è seminuda in reggiseno, slip e reggicalze, con frequenti indugi della cinepresa sulle sue grazie. E per tutta la trama il rapporto teoricamente affettuoso fra il prete e le professioniste del bordello di Lugano è impostato su un paternalistico intento di redenzione, che tuttavia non lesina inquadrature dei particolari anatomici delle bellezze in mostra. L'intenzione salvifica è dunque contraddetta dall'esigenza "commerciale" di oggettivizzare i corpi delle attrici che si comportano come oche inconsapevoli, e non è mai contemplato che i loro personaggi svolgano la loro professione per scelta, benché si definiscano "libere professioniste", partendo dal presupposto che fossero in attesa di un "Salvatore".
L'unico momento di rifiuto di ogni ipocrisia è offerto da Massimo Ceccherini nei panni di zio Waldemaro, un libertino impenitente che invita continuamente Don Simone a "puppare la pera", affettuoso (e questo sì genuino) omaggio ad una nota canzone di Francesco Nuti. Per il resto Il sesso degli angeli sembra rimasto congelato in un'epoca lontana della quale conserva molti bacchettonismi inconsapevoli.
Il sesso degli angeli è un progetto che si regge sul senso di responsabilità dell’attore, a cui va riconosciuto il merito di uscire dal seminato, di esplorare le potenzialità di un personaggio complesso, sfaccettato, spigoloso, firmando un film che è una commedia, ma che ha i suoi momenti migliori quando si scopre dramma psicologico, quando lascia il suo protagonista [...] Vai alla recensione »
Per il suo quattordicesimo film da regista, Leonardo Pieraccioni si fa un po' da parte, come protagonista sentimentale tipico delle sue commedie, e si inventa (insieme allo sceneggiatore Filippo Bologna con cui collabora dal precedente Se son rose...) prete di provincia che eredita dallo zio un'attività avviatissima in Svizzera. Solo in loco scoprirà che si tratta di un bordello guidato dal personaggio [...] Vai alla recensione »