| Titolo originale | Arco |
| Anno | 2025 |
| Genere | Animazione, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 88 minuti |
| Regia di | Ugo Bienvenu |
| Uscita | giovedì 12 marzo 2026 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | I Wonder Pictures |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 6 marzo 2026
Un misterioso ragazzo arriva dal futuro. La piccola Iris lo aiuterà a tornare a casa. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA, 3 candidature e vinto un premio ai European Film Awards, ha vinto 2 Cesar, Il film è stato premiato a National Board, ha vinto un premio ai Lumiere Awards, 1 candidatura a Critics Choice Award, Arco - Un'Amicizia per Salvare il Futuro è 52° in classifica al Box Office. domenica 8 marzo ha incassato € 1.208,00 e registrato 180 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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In un futuro lontanissimo il piccolo Arco vive con la sua famiglia sulle nuvole, in case costruite sopra piattaforme ecosostenibili e pilastri che imitano alberi giganti. I genitori e la sorella possono viaggiare indietro nel tempo grazie ad un mantello magico, creando nell'aria scie di arcobaleno, ma ad Arco è proibito perché non ha ancora compiuto i 12 anni, dunque non può lanciarsi nella preistoria a vedere da vicino i suoi amati dinosauri. Un giorno Arco indossa di slancio il mantello della sorella maggiore e si getta nel vuoto, ritrovandosi nel cortile di Iris, una bambina di 10 anni che vive con il fratellino neonato Peter e un robot tuttofare di nome Mikki. Iris vive nel 2075, dunque 50 anni dopo di noi, ma prima del futuro da cui proviene Arco, in un presente dove gli incendi e le inondazioni sono frequenti e il buco dell'ozono si è evidentemente allargato. Fra i due bambini nasce un'amicizia e Iris si adopera per aiutare Arco a tornare nel suo mondo: gli manca infatti un diamante capace di rifrangere la luce che, insieme al mantello arcobaleno, gli consentirebbe di viaggiare verso il futuro. Quel diamante è stato ritrovato da tre bizzarri fratelli che vent'anni prima hanno visto nel cielo le scie di arcobaleno e da sempre ne cercano una prova, perché nessuno crede loro.
Arco è una favola fantascientifica radicata però nei sentimenti più umani e concreti: l'amore per la famiglia, la curiosità, l'amicizia, la lealtà, l'attrazione, l'aiuto.
Il fatto che la vicenda si svolga in un futuro prossimo venturo apre la porta a considerazioni ecologiste e all'impegno che anche i più piccoli devono prendersi per salvare l'umanità - contrariamente a quanto è accaduto, ad esempio, ai dinosauri. Al centro c'è un senso profondo dell'amore come generosità d'animo e capacità di rispettare e facilitare le aspirazioni e la libertà di chi si ama, invece di ostacolarle secondo una concezione egoistica e narcisista del possesso. Persino il robot Mikki è un esempio profondo di altruismo e abnegazione, così come lo è il personaggio più tenero della storia, ovvero il piccolo Clifford, l'amico di sempre di Iris, segretamente innamorato della sua compagna di giochi.
L'animazione rigorosamente 2D di Ugo Bienvenu, giovane regista francese di origini italiane, è (apparentemente) naif e delicata, lontana dall'universo Pixar ma debitrice di Miyazaki (soprattutto di Ponyo), capace di lanciarsi in fantasmagorie e avventure a rotta di collo come di rallentare per lasciare spazio all'incanto dell'infanzia e alla magia dei suoni della natura. La sua immaginazione spazia fra robot ed esseri umani, ambiente e invenzione tecnologica, possibilità infinite e limiti umani. Nel doppiaggio originale francese molti nomi noti, come Natalie Portman, coproduttrice del film, Luis Garrel, Alma Jodorowsky e Vincent Macaigne. Arco è un coming of age poetico e gentile, che però non si tira indietro dall'affrontare temi scottanti, dal cambiamento climatico alla morte, dalle responsabilità personali a quelle collettive, con un occhio sempre attento alla protezione dei più deboli.
Qualche ghiblismo di troppo, soprattutto nelle prime sequenze e nelle scelte musicali; tre finti cattivi respingenti come i tre marmittoni (qualcuno ricorda il trio statunitense The Three Stooges e la loro indigesta comicità slapstick?) e portatori insani di un birignao fuori posto; qualche sequenza tirata via e un mecha design non molto convincente, in primis quello dei robot che accompagnano le vite [...] Vai alla recensione »