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Gli uccelli del Monte Qaf

Film 2025 | Documentario, 80 min.

Titolo originalePast Future Continuous
Anno2025
GenereDocumentario,
ProduzioneIran, Norvegia, Italia
Durata80 minuti
Regia diMorteza Ahmadvand, Firouzeh Khosrovani
TagDa vedere 2025
DistribuzioneZalab Film
MYmonetro 3,17 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Morteza Ahmadvand, Firouzeh Khosrovani. Un film Da vedere 2025 Titolo originale: Past Future Continuous. Genere Documentario, - Iran, Norvegia, Italia, 2025, durata 80 minuti. distribuito da Zalab Film. - MYmonetro 3,17 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 1 settembre 2025

Passato e presente si mescolano nel racconto di una ragazza fuggita dall'Iran. In Italia al Box Office Gli uccelli del Monte Qaf ha incassato 904 .

Consigliato sì!
3,17/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,33
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Scheda Home
Premi
Cinema
Trailer
Struggente riflessione sulla memoria dei luoghi e sulle implicazioni più granulari e domestiche della diaspora iraniana.
Recensione di Tommaso Tocci
giovedì 24 luglio 2025
Recensione di Tommaso Tocci
giovedì 24 luglio 2025

Dagli Stati Uniti Maryam fa installare delle telecamere nella casa dove è cresciuta, in Iran, e dove ora vivono i suoi genitori. È un modo per star loro vicina, e per tenerli d'occhio nelle difficoltà della vecchiaia. La donna aveva dovuto infatti lasciare il paese natale da giovane, in seguito alla rivoluzione islamica del 1979. Da allora non ha più fatto ritorno, e le immagini digitali e sezionate dell'abitazione sono l'unico punto di contatto con la propria storia familiare. Un legame flebile, soggetto non soltanto agli umori e alla salute dei genitori ma anche ai tumultuosi eventi esterni.

Struggente riflessione sulla memoria dei luoghi e sulle implicazioni più granulari e domestiche della diaspora iraniana, questo particolare ibrido di tecniche documentaristiche ed elementi di finzione è in linea con la grande vitalità e capacità inventiva del cinema iraniano, alla cui tradizione aggiunge una chiave formale inedita.

Lo firmano a quattro mani Morteza Ahmadvand e Firouzeh Khosrovani, quest'ultima già autrice del documentario Radiograph of a Family, che era animato da simili movimenti di metonimia affettiva: lì una donna che sposa il marito <em>in absentia</em>, utilizzando una sua fotografia; qui una figlia che reinventa la sua partecipazione alla vita familiare attraverso l'occhio della sorveglianza digitale.

Dalle foto ai video, da una migrazione a un esilio - cambiano le epoche, ma le distanze e le separazioni forzate rimangono una parte integrante della cultura iraniana, che sa raccontarle con malinconia senza pari. In questo caso, la dissezione della geografia domestica diventa un tema ricorrente, con l'esperienza della casa che è segmentata in vari compartimenti a seconda di quale telecamera prende possesso dello schermo. Gli spazi del padre, quelli della madre, gli scorci di un esterno che da "fuoricampo" assume a volte un ruolo più centrale e minaccioso, con le guerre e gli attacchi ripetuti su Teheran che incombono appena fuori dall'inquadratura.

E poi il giardino interno, su cui più di tutto si nota il passare degli anni. Già, perché se il punto di vista sullo spazio resta fisso - avvitato lì in alto, negli angoli vicino al soffitto - il tempo invece scorre e lascia i suoi segni, che il montaggio mette in parallelo con brutale nettezza. Lo stato fisico dei genitori si affievolisce di pari passo con le condizioni delle mura e dell'arredamento: c'è nel film un dialogo aperto tra oggettivo e soggettivo, tra intimità e distacco, che tocca corde profonde.

È un altro modo di intendere il concetto di "valore sentimentale" di un luogo. Il lavoro di Ahmadvand e Khosrovani è del resto contemporaneo a quel Sentimental value di Joachim Trier che è un film di stampo diversissimo eppure in fondo riflette su un nodo comune, ricordandoci quanto della vita familiare siano intrise le mura dei nostri ricordi.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 2 settembre 2025
Anna Culotta
NonSoloCinema

Presentato in concorso alla ventiduesima edizione delle Giornate degli Autori, Past Future Continuous è il secondo lungometraggio della regista iraniana Firouzeh Khosrovani che, come già accaduto col suo primo film, sceglie ancora una volta di parlare di famiglia e di politica, di una storia privata e della storia collettiva, del passato e del presente.

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