| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia |
| Durata | 88 minuti |
| Al cinema | 6 sale cinematografiche |
| Regia di | Arnaud Desplechin |
| Attori | Louis Birman, Dominique Païni, Clément Hervieu-Léger, Françoise Lebrun Olga Milshtein, Sandra Laugier, Milo Machado Graner, Sam Chemoul, Mathieu Amalric, Salif Cissé, Micha Lescot. |
| Uscita | domenica 28 dicembre 2025 |
| Tag | Da vedere 2024 |
| Distribuzione | Academy Two |
| MYmonetro | 3,73 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 15 dicembre 2025
Un film che celebra il cinema stesso. Filmlovers (Spectateurs!) è 34° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 847,00 e registrato 1.210 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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Spectateurs! non è né una fiction né un documentario. Oggetto ibrido ed esclamativo, interroga il cinema stesso, i suoi processi e i suoi effetti. Un saggio affettivo e riflessivo che fa del posto dello spettatore e del suo ruolo nell'esistenza dei film una questione centrale. Se Bazin si chiedeva "che cosa è il cinema", Desplechin si domanda "che cosa significa andare al cinema", riflettendo sulla cinefilia e sulla pratica dello spettatore.
Regista francese maggiore, cinefilo erudito, grande autore a cavallo tra il XX e il XXI secolo, Arnaud Desplechin celebra già dal titolo una qualità che rivendica come indiscutibile e fondamentale: quella di essere uno spettatore.
Come Truffaut si permette il lusso di mostrare il suo "io" sullo schermo e dicendo "chi sono" ci fa capire meglio "chi siamo". Con Spectateurs! Desplechin ritorna alle origini della sua ispirazione, ci innamora e ci incolla alla poltrona di velluto rosso attraverso un percorso cinefilo e un torrente di immagini. Tra souvenir, fiction e inchiesta ricostruisce la sua prima volta al cinema, una sala di Roubaix, con la nonna (Françoise Lebrun nel film) e la sorella per vedere Fantômas. Desplechin evoca la sua scoperta delle teorie di Cavell e ritorna su Shoah di Lanzmann, pietra miliare della sua cinefilia. Romanzo di formazione di uno spettatore, Spectateurs! risale il tempo fino all'infanzia di Paul Dédalus, alter ego dell'autore e personaggio chiave della sua filmografia, assente da I miei giorni più belli. Il percorso di Desplechin comincia con lo stupore infantile per il dispositivo che proietta l'immagine sulla parete, prima ancora che per l'oggetto film. L'incanto prosegue con gli incontri in sala, le storie d'amore cominciate e finite davanti allo schermo, le interminabili discussioni dopo le proiezioni, le rivelazioni e tutto quello che apprendiamo su di noi e sugli altri guardando un film. Arnaud Desplechin rende improvvisamente significativo quello che non sappiamo ancora quando entriamo in sala, spazio di educazione e di trasmissione per tutti gli apprendisti e i virtuosi del cinema. Spectateurs! è una grande avventura cinematografica per chi non ha tempo di leggere Stanley Cavell, 'convocato' con Jean Douchet e Claude Lanzmann, filosofi, storici e autori che hanno segnato il pensiero di Desplechin.
Posseduto, dotto, generoso, disegna un film personale e lineare da qualche parte tra l'autoritratto biografico e il saggio sociologico. Ma Spectateurs! è tante altre cose e tutte convergono verso una sola: la dichiarazione d'amore. Chi conosce il percorso di Desplechin non avrà difficoltà a individuare le tappe del suo futuro artistico (il film si interrompe prima che inizi a dirigere), gli echi di emozioni che hanno costellato la sua narrativa e gli omaggi alle figure importanti che hanno contribuito a formarlo: Ingmar Bergman, François Truffaut, Claude Lanzmann... Spectateurs! fa il paio con C'est pas moi, variazione godardiana e funebre di Leos Carax, una meditazione incandescente su stesso e sul cinema, il suo e quello degli altri, che magnifica aggiungendovi un tocco di eternità. Più romanziere che poeta, più Truffaut che Godard, più giorno che notte, Desplechin mette il cuore in ogni fotogramma, in ogni sequenza, su ogni volto, su ogni attore, su Julia Roberts sotto il lenzuolo-schermo di Notting Hill, perché un giorno ha sorriso e ha reso il cinema semplicemente possibile. Se Carax confessa alla camera di non aver mai girato nient'altro che déjà vù, descrive così il suo costante sentimento di impostura, Desplechin attraversa il regno degli spettatori, interrogandoli sulla loro disposizione alle lacrime, sul loro 'posto' nella sala, sulla loro immaginazione e la loro passione divorante per un'arte che seduce e non si piega alla realtà. Il cinema per vivere meglio e re-incantare il mondo. La piccola storia di uno spettatore e la grande Storia del cinema sedute accanto, in quel luogo singolare, definito dall'esperienza condivisa della sala, del grande schermo, della comunità precipitata nel buio e illuminata soltanto da un raggio di luce. Una conversazione appassionante con Desplechin, spettatore avido ed esigente, che mobilita quello che si attiva tra le immagini e si esplicita nella sua produzione.
Un puro atto d'amore per il cinema che parte da una domanda diversa da quella posta da André Bazin, "Che cos'è il cinema?" , interrogandosi invece su cosa significa andare al «cinema ed essere spettatore. E il romanzo di formazione di un cinefilo diventato poi regista ("Roubaix", "Deux pianos") che ama q uasi più lo schermo che l'oggetto proiettato, la sala più che i film.
Forse un film del genere si può fare solo in Francia, dove la cinefilia è viva e il cinema è considerato una cosa seria. Filmlovers, in originale Spectateurs!, è un "oggetto" a cavallo tra fiction, documentario e film di montaggio in cui si racconta la vocazione cinematografica di Paul Dédalus, il personaggio che il regista Arnaud Desplechin ha scelto come alter-ego (un po' come era Antoine Doinel [...] Vai alla recensione »
La prospettiva dalla quale Arnaud Desplechin racconta la propria, personale storia del cinema è annunciata fin dal titolo, più apertamente romanticizzato in italiano, Filmlovers!, rispetto all'originale francese, Spectateurs! (un punto esclamativo che rimanda allo stupore della prima visione e forse anche alla forza perentoria dell'atto del vedere): i soggetti, e in particolare se stesso, di questa [...] Vai alla recensione »
Un oggetto filmico non facilmente afferrabile, sebbene parli di cinema, o forse proprio per questo. «Filmlovers!» (che aggiunge all'originale «Spectateurs!» una nota romantica) è etereo come la materia che racconta, irresistibile come le emozioni che il cinema diffonde dal 28 dicembre 1895: non per caso è nelle sale in questi giorni, celebrandone le tredici decadi.
"Tempo. Movimento. Tempo e movimento". Parte da qui, dal concetto di tempo e spazio, la riflessione che Arnaud Desplechin dedica al cinema, ponendo la questione da una prospettiva speculativa assai personale, intima, e inseguendo dunque una volta di più quel rapporto del tutto proprio con l'esterno-da-sé, che fin dai primissimi film contraddistingue lo sguardo eternamente melanconico perché conscio [...] Vai alla recensione »
Il cinema visto dal cinema, è un bel lancio per questo tenero, informato e personale viaggio nello sguardo dello spettatore sul grande schermo, ma appunto "personale": sala, proiettore, poltroncine, titoli, attori, registi, un teorico (Stanley Cavell) nella memoria e nel cuore del francese Desplechin che affida a un ragazzino la regola della sua cinefilia: «Vedo un film tre volte, per scoprirlo, per [...] Vai alla recensione »
Straordinaria la devozione cinefila di Arnaud Desplechin, che a distanza di più di 30 anni dal suo primo lungometraggio compone un quaderno di appunti sentimentale per rievocare non solo un apprendistato artistico, ma la storia di come si è battuto. La voce di Mathieu Amalric, suo complice d'elezione, ci guida nei meandri dei ricordi di Paul Dédalus, l'alter ego di Desplechin, che nel corso delle stagioni [...] Vai alla recensione »
Un po' diario, un po' rievocazione, un po' inchiesta, un po' fantasmagoria... Alla fine del gioco tra Spectateurs!, Arnaud Desplechin e noi rimane una sola domanda: cosa resta della realtà quando viene proiettata sullo schermo? La risposta sta ovviamente nello scarto tra la dimensione soggettiva e quella oggettiva del Cinema inteso come dispositivo: la posizione dello spettatore nel suo posto in sala [...] Vai alla recensione »
Il posto dove sedersi in sala non è una scelta casuale, e non è ininfluente su quella che sarà l'esperienza del film. La sa bene Arnaud Desplechin che dedica una scena importante del suo nuovo film Spectateurs!, proprio a chiedere agli spettatori dove amano sedersi al cinema. Il punto di partenza di questo straordinario e intimo viaggio nel cinema da parte di uno dei registi più enigmatici e profondi [...] Vai alla recensione »
"Che succede alla realtà una volta che viene proiettata su uno schermo?" L'enigma con cui Arnaud Desplechin ritorna ripetutamente in questo suo straordinario cine-saggio è forse la domanda per antonomasia, che da sempre ha ossessionato André Bazin e il cinema francese in particolar modo. In questo suo ultimo lavoro Desplechin la riformula attraverso il pensiero del filosofo americano Stanley Cavell: [...] Vai alla recensione »