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Smetto quando voglio - Ad Honorem

Film 2017 | Commedia, +13 96 min.

Regia di Sydney Sibilia. Un film Da vedere 2017 con Edoardo Leo, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero de Rienzo, Stefano Fresi. Cast completo Titolo originale: Smetto quando voglio: Ad honorem. Titolo internazionale: I Can Quit Whenever I Want: Ad Honorem. Genere Commedia, - Italia, 2017, durata 96 minuti. Uscita cinema giovedì 30 novembre 2017 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,50 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 12 aprile 2018

Argomenti:  Smetto quando voglio

Il terzo capitolo della storia iniziata nel 2014 con il grande successo al botteghino Smetto quando voglio. Il film ha ottenuto 4 candidature ai Nastri d'Argento, 1 candidatura a David di Donatello, In Italia al Box Office Smetto quando voglio - Ad Honorem ha incassato 2,5 milioni di euro .

Smetto quando voglio - Ad Honorem è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,50/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO 3,50
CONSIGLIATO SÌ
L'ultimo capitolo della trilogia di Sibilia ti riconcilia con un certo tipo di italianità.
Recensione di Paola Casella
giovedì 23 novembre 2017
Recensione di Paola Casella
giovedì 23 novembre 2017

È passato un anno da quando la banda di Pietro Zinni è stata colta in flagranza di reato nel laboratorio di produzione Sopox e ognuno dei suoi componenti rinchiuso in un carcere diverso. Da Regina Coeli Pietro continua ad avvertire le autorità che un pazzo ha sintetizzato gas nervino ed è pronto a compiere una strage, ma nessuno lo prende sul serio. Dunque si fa trasferire a Rebibbia per incontrare il Murena, che ha informazioni utili a intercettare lo stragista. Dopodiché Pietro intende rimettere insieme la banda di ricercatori universitari: le menti più brillanti in circolazione in perenne stato di disoccupazione (o detenzione).

Con Smetto quando voglio - Ad Honorem Sydney Sibilia chiude magistralmente una trilogia cinematografica che è un unicum nel panorama italiano.

Un prodotto commerciale strutturato fin dalla sua ideazione come una minisaga ma dettato da un'urgenza narrativa molto personale; un'operazione di cinema industriale che non sacrifica la visione creativa del suo autore; un "reato di difficile configurazione" che aveva altissime possibilità di confinare il regista ai domiciliari di un cinema, come quello italiano, poco portato a rischiare sul nuovo e a confidare nell'intelligenza del pubblico. Sibilia ha inanellato una serie di piccoli miracoli di coerenza narrativa (la sceneggiatura dei tre episodi è sua insieme a Francesca Manieri e Luigi Di Capua), creando personaggi cui ci siamo affezionati e nei quali in qualche misura ci riconosciamo, seminando nel primo episodio ciò che verrà raccolto (e compreso fino in fondo) solo nell'ultimo.

Arriviamo dunque allo specifico del terzo capitolo della minisaga. Ad Honorem ritrova l'ispirazione dell'episodio iniziale, e la temperatura emotiva: quella rabbia impotente di chi, pur avendo raggiunto l'eccellenza, si ritrova superato dai raccomandati in questo Paese "di difficile qualificazione" in cui "tutti sono pronti a dare la colpa a chi ha già pagato". Tanto i supereroi della banda quanto i loro arcinemici sono vittime di un sistema ingiusto in cui la meritocrazia è una parola buona solo per riempire la bocca dei politici (gli stessi che abbiamo visto aggirarsi alle feste in cui si consumano le droghe inventate dalla banda). Ma Zinni e compagni insistono a combattere contro i mulini a vento, e per questo si guadagnano il nostro rispetto e la nostra simpatia.

Se il primo episodio era una commedia amara che faceva riferimento a I soliti ignoti e il secondo un action movie in stile americano, Ad Honorem collega i puntini certificando l'originalità autoriale di Sibilia: radici italiane, cultura cinematografica internazionale. La regia rimane agile (mai un noioso campo e controcampo), il montaggio veloce, i colori meno acidi che nelle puntate precedenti (perché ora la sottolineatura cromatica si concentra sui dettagli), i dialoghi divertenti ma più dolorosi e accorati (oltre che strutturati su quanto già sappiamo di ciascun personaggio), la critica sociale (in particolare quella contro il ghota universitario) più pungente.
Al contrario di film come Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, che negava ogni speranza a chi entrava nel girone infernale del mondo del lavoro nell'era della crisi, la saga di Smetto quando voglio ha il coraggio di fare di disperazione virtù, senza togliere ai suoi protagonisti la dignità di decidere del proprio destino, senza mai rinnegare l'amore che provano - perché ne hanno il diritto inalienabile - verso lo studio e la conoscenza. "Solo se moriamo tutti ci sarà un cambiamento", afferma un personaggio, ma Sibilia dimostra (con questa storia e con il suo cinema) che il cambiamento può avvenire anche dal di dentro, scardinando senza distruggere, e portando rispetto a chi ha scelto una certa strada anche se tutto, intorno, congiura per fargliela abbandonare. Ad Honorem ti riconcilia con un certo tipo di italianità allo stesso tempo ribelle e costruttiva, e con il cinema di commedia italiano, più ancora che "all'italiana".

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 7 dicembre 2017
laurence316

... assolutamente inedita e inusuale per il panorama cinematografico italiano Degna conclusione di una trilogia avvincente, appassionante, inaspettata e inedita nel panorama cinematografico italiano, Smetto quando voglio – Ad Honorem, superando i limiti del secondo capitolo, ritorna pienamente ai livelli del primo film. Certo, la sorpresa e l’originalità di quell’opera [...] Vai alla recensione »

Frasi
È stata la banda. Quelli non perdono mai. Neanche vincono eh, però il cazzo lo rompono sempre.
Una frase di Pietro Zinni (Edoardo Leo)
dal film Smetto quando voglio - Ad Honorem
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 30 novembre 2017
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Con Smetto quando voglio-Ad honorem si completa la trilogia. Oliata e perfezionata, la macchina corre senza le stanchezze ripetitive dei sequel (o prequel) e senza far rimpiangere la freschezza dell'originale. Sydney Sibilia con i suoi sceneggiatori e produttori e con la "banda dei ricercatori" ha depositato nella non vertiginosa storia del cinema italiano contemporaneo più leggero e d'intrattenimento [...] Vai alla recensione »

NEWS
BOX OFFICE
sabato 9 dicembre 2017
Andrea Chirichelli

Assassinio sull'Orient Express (guarda la video recensione) sfrutta al meglio la giornata di festa e ottiene un incasso di quasi 1,3 milioni di euro che portano il film ad avere un totale di 5,8 milioni.

BOX OFFICE
domenica 3 dicembre 2017
Andrea Chirichelli

Assassinio sull'Orient Express viaggia veloce e chiude il sabato con 1,3 milioni di euro e oltre 185mila presenze al cinema, una giornata singola che non si vedeva da tempo. Il film dovrebbe quindi incassare almeno 3 milioni complessivi e, visto il genere [...]

TRAILER
martedì 31 ottobre 2017
 

Pietro Zinni è in carcere e con lui tutta la banda. Ma non possono rimanerci a lungo perché in giro c'è Walter Mercurio che è pronto a fare una strage e solo le migliori menti in circolazione possono fermarlo.

POSTER
giovedì 26 ottobre 2017
 

"Sopox è la formula del gas nervino. Ecco a cosa gli serviva un cromatografo. 'Sto pazzo si è messo a sintetizzare del gas nervino". Inizia così il capitolo finale della saga di Smetto Quando Voglio. Pietro Zinni (Edoardo Leo) è in carcere e con lui tutta [...]

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