| Titolo originale | Get Out |
| Anno | 2016 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | USA |
| Durata | 103 minuti |
| Regia di | Jordan Peele |
| Attori | Daniel Kaluuya, Allison Williams, Bradley Whitford, Caleb Landry Jones, Stephen Root Lakeith Stanfield, Catherine Keener, Betty Gabriel, Lyle Brocato, Ashley LeConte Campbell, Marcus Henderson, Lil Rel Howery, Jeronimo Spinx, John Wilmot, Caren L. Larkey, Julie Ann Jones, Rutherford Cravens, Geraldine Singer, Yasuhiko Oyama, Richard Herd, Erika Alexander, Ian Casselberry, Trey Burvant, John Donohue, Sean Paul Braud, Zailand Adams. |
| Uscita | giovedì 18 maggio 2017 |
| Tag | Da vedere 2016 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,22 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 15 aprile 2020
Un giovane afro-americano va dalla famiglia della sua fidanzata ma la sua mente comincia a vacillare e ad avere strane visioni. Il film ha ottenuto 4 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, 2 candidature a BAFTA, 5 candidature e vinto 2 Critics Choice Award, 2 candidature a SAG Awards, 5 candidature e vinto 2 Spirit Awards, ha vinto un premio ai Writers Guild Awards, 1 candidatura a CDG Awards, 1 candidatura a Producers Guild, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office Scappa - Get Out ha incassato 1,1 milioni di euro .
Scappa - Get Out è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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CONSIGLIATO SÌ
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Chris e Rose sono una bellissima coppia: lui è afroamericano, lei caucasica. Quando arriva il giorno del fatidico incontro con i genitori di Rose, Chris è titubante ma Rose garantisce che per loro il fatto non comporta il minimo problema. Ma sotto l'apparenza di un'accoglienza dalla cortesia affettata, Chris avverte sempre più che qualcosa non torna.
Da piccola produzione della benemerita Blumhouse - già responsabile di titoli come Split e Whiplash - a caso mediatico, capace di svettare tra gli aggregator che raccolgono i pareri della critica e scatenare infinite discussioni.
Il cinema horror e la coscienza politica vantano una lunga e fruttuosa relazione, specie dopo La notte dei morti viventi di George Romero, con exploit radicali come Essi vivono di John Carpenter o Society di Brian Yuzna. Anche per Jordan Peele, l'esasperazione horror e l'alveo del cinema di genere, rispettato in ogni suo cliché ed esigenza, aiutano a rendere parossistico e a "proteggere" un messaggio politico scomodo, sgradevole. E, pertanto, più che mai necessario.
Nell'era Trump, in cui la destra bianca sembra dettare legge, l'obiettivo di Peele non è l'avversario più prevedibile, evidente e chiaramente connotato. Quello che l'autore comico afroamericano ci racconta è il razzismo che si nasconde nelle sue forme più abiette, sotto l'apparenza di chi avrebbe votato Obama per un terzo mandato (e ama vantarsene). Di chi ribadisce una disuguaglianza di fatto, proprio rimarcando costantemente il proprio atteggiamento paternalistico, pseudo-democratico, tollerante.
È sotto le coltri del politicamente corretto che si nasconde il più subdolo avversario della comunità nera d'America. Una tesi che presenta diversi punti di contatto con lavori formalmente diversissimi da Scappa - Get Out, come I Am Not Your Negro di Raoul Peck o Did You Wonder Who Fired the Gun? di Travis Wilkerson, figli anch'essi di un clima di grande inquietudine, in cui divisioni all'apparenza antiche si rivelano più che mai attuali.
Il razzismo subdolo e inestirpabile prolifera dove non si vede, nel corso naturale delle cose, in ciò che diamo per scontato o che addirittura esibiamo come tolleranza.
Scappa - Get Out si muove sotto questi strati di ipocrisia, attribuendo a elementi fantastici la traduzione letterale di quel che nella realtà avviene in senso figurato (brainwashing e whitewashing), trasformando gli afroamericani in quello che la società bianca ha sempre voluto che fossero. Uomini di fatica o magari atleti (l'aneddoto di Jesse Owens e Hitler), destinati a perpetuare, secondo un perverso darwinismo e modalità bizzarre, la mente superiore dei bianchi. Lo stereotipo della prestanza fisica degli afroamericani utilizzato per privare questi ultimi di intelligenza, identità, radici.
Il fatto che Scappa - Get Out sia (anche) un ottimo film di genere - incubi e ossessioni di Polanski mescolati a meccanismi persecutori da slasher movie - aggiunge forza anziché toglierne alla vis polemica, per la straordinaria capacità di veicolare il messaggio a livello narrativo e per la possibilità di una maggiore risonanza. Un altro grattacapo per Hollywood e l'Academy, già oggetto a più riprese di critiche sulla questione razziale in merito ai propri verdetti.
Chris è un ragazzo di colore destinato, come molti, a compiere l'infausta impresa di andare a conoscere la famiglia della sua fidanzata. Quest'ultima, all'apparenza dolce e innocente, manca di comunicare ai suoi il colore della carnagione di Chris, e quello che parte come normale weekend si trasforma presto nel più inquietante (e razzista) degli incubi.
È già stato definito il thriller dei record. Non solo per gli incassi da capogiro registrati negli Stati Uniti, dove è uscito a fine febbraio, ma anche per l'accoglienza entusiasta da parte di pubblico e critica. Get Out: Scappa - proiettato in anteprima al Bari International Film Festival - segna l'esordio dietro la macchina da presa dell'attore Jordan Peele.
Non male scegliere per il debutto cinematografico un film di genere che mira ad essere insieme spaventoso e satirico. Peele tenta la strada della suspense, sulla scia di classici che arbitrariamente mischia e reinterpreta, senza soluzione di continuità nè di genere: un curioso mix tra Rosemary's baby e Indovina chi viene a cena, con un pizzico di inquietudine e mistero stile The wickerman.
Interessante il graffio narrativo su un tema scottante, il razzismo onnipervasivo nella società americana, ultimamente affrontato con uno sguardo anti-nostalgico al passato (vedi i vari 12 anni schiavo, Il diritto di contare, Loving). Stavolta lo sguardo è al presente, ai pregiudizi e alla discriminazione che contaminano la società contemporanea.
Notevole la prova attoriale di Daniel 'Sicario' Kaluuya che affronta un copione tutt'altro che facile, tanto meno scontato, e tiene testa a un cast di tutto rispetto. Spiccano la suocera esperta di ipnosi (occhio alla tazzina di caffè) Catherine Keener e il cognato demoniaco Caleb Landry Jones - quando spunta lui in un film non preannuncia nulla di buono.
Guai a lasciarsi abbagliare dal successo oltreoceanico, si rischia di entrare in sala con aspettative troppo alte e restare delusi. Conviene aspettarsi un prodotto commerciale che sì, tiene con il fiato sospeso, incuriosisce, delle volte intriga persino, ma si attesta sul livello medio di thriller già visti. Il tocco in più sta nella ricerca (talora forzata) della battuta, in uno humor nero che tutto pervade e che rivela, in fondo, la voglia del regista di prendersi - giustamente - poco sul serio.
Ispirato da La fabbrica delle mogli, il regista costruisce un film che non è del tutto corretto definire un horror: si tratta più di un thriller psicologico dai contorni dark e splatter (ma solo nell'ultima parte) e di un'operazione di satira dell'ipocrisia di una parte di popolazione borghese "liberal" nei confronti dei neri, del loro atteggiamento un [...] Vai alla recensione »
Rose porta Chris, il suo nuovo ragazzo, a conoscere la famiglia: come accoglieranno, i maturi americani wasp, un fidanzato di colore? Il soggetto sembra quello del seminale Indovina chi viene a cena?; che lo svolgimento, però, ribalta come un calzino. Perché Scappa - Get Out, primo film di Jordan Peele (membro del duo comico Key & Peele), è un horror, degno erede dei thriller paranoici in stile John [...] Vai alla recensione »