| Titolo originale | The Incredible Hulk |
| Anno | 2008 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | USA |
| Durata | 114 minuti |
| Regia di | Louis Leterrier |
| Attori | Edward Norton, Liv Tyler, Tim Roth, Tim Blake Nelson, Ty Burrell, William Hurt Christina Cabot, Peter Mensah, Lou Ferrigno, Paul Soles, Débora Nascimento. |
| Uscita | mercoledì 18 giugno 2008 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| MYmonetro | 2,49 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 22 giugno 2012
Argomenti: Tutti i film del Marvel Cinematic Universe
Bruce Banner è alla continua ricerca di una soluzione per il suo immenso problema: Hulk. In Italia al Box Office L'incredibile Hulk ha incassato 4 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Bruce Banner si è nascosto in una labirintica favela del Brasile, dove lavora in una fabbrica che imbottiglia bibite al guaranà e conta i giorni "senza crisi", allenandosi a mantenere basse le pulsazioni cardiache agendo sulla respirazione e sul rifiuto delle provocazioni. Sono più di cento giorni che vive così, reprimendo gli impulsi del corpo e gli slanci del cuore, che è rimasto negli Stati Uniti, accanto alla dottoressa Ross. Ma basta una goccia di sangue, perduta involontariamente, a innescare la fine o, per essere più precisi, un nuovo inizio. La macchina da guerra americana, guidata dal generale Ross, è immediatamente sulle sue tracce. Braccato, Bruce non può che cedere alla sua nemesi, strapparsi le vesti e trasformarsi nel gigante verde.
Nonostante un momento centrale che si concede al road movie e ad una contenuta (per forza di cose) romanticheria, L'Incredibile Hulk di Louis Leterrier non ritrova più, strada facendo, né l'intuizione narrativa né la velocità espressiva dei primi venti elettrizzanti minuti. A valle della pellicola scivola fatalmente il già visto: l'idillio tra la bella e la bestia che già fu di King Kong, la sfida con Godzilla - altrimenti detto Abominio -, l'ospite d'onore venuto a reclutare il pupazzone color pistacchio per la squadra dei Vendicatori, futura joint venture Marvel-Universal. Povero golia verde, non è tutta colpa sua: arriva per ultimo, quando le sue pupille s'illuminano le nostre sono già appesantite, e arriva nell'ottica della futura riunione (con Ironman, Thor, Ant-Man, Wasp e Capitan America), responsabile di una probabile omologazione a priori.
Edward "Bruce" Norton prende sulle spalle la croce della creatura data alla luce da Stan Lee e Jack Kirby nel 1962, esaltando, con il suo corpo leggero e la sua lucidità manifesta, l'inconciliabilità con il fisico e la mente di Hulk, e al contempo traghettando il personaggio da antieroe a supereroe, in un percorso anche simbolico di accettazione che invita a trasformare la rabbia che portiamo dentro in una risorsa contro la brutalità fine a se stessa.
Dopo il conflitto edipico tra padre (scienziato pazzo) e figlio (vittima dell'incauto esperimento del primo su di sé), inscenato da Ang Lee, è ora la volta di far scontrare Betty Ross e il generale, non meno pazzo nel suo sogno di un esercito di super soldati, non meno incauto nel super dotare un killer già troppo esaltato di suo. Ma, rispetto al passato, il film di Leterrier si presenta libero da ogni vincolo, né sequel né remake, semmai debitore della serie tv per quel che riguarda la linea guida, ovvero l'idea che Banner sia perennemente in fuga da se stesso e da una vita civile, alla disperata ricerca di una cura per liberarsi dal mostro che è in lui.
Serie a fumetti, tv seriale, cinema che si replica e "trasforma", a dimostrare la straordinaria ricchezza dell'universo delle strisce e la crescente difficoltà di stupire dell'aspirante blockbuster, teso a reperire uno spettacolo sempre più grande, più distruttivo e più colorato. Gli effetti speciali sono i raggi gamma che gonfiano le potenzialità del racconto filmico per farne degli atti di forza. Resistere (con Gondry) o saltare sul carro armato? L'Incredibile Hulk suggerisce la possibilità di controllare l'inarrestabile con l'intelligenza.
Lo scienziato Bruce Banner, miracolosamente scampato ad un esperimento durante il quale il suo corpo è stato sottoposto a radiazioni gamma, si è ritirato a vivere in Brasile, nella speranza di trovare una cura che possa farlo tornare alla normalità. Ma a dargli la caccia c'è il generale Thaddeus Ross, intenzionato a sfruttare i suoi incredibili poteri, che gli permettono di trasformarsi in una creatura dalla forza spaventosa...
A poche settimane di distanza dall'enorme successo di Iron Man, ecco arrivare sugli schermi un'altra pellicola dedicata ad uno dei popolari supereroi dei fumetti Marvel: L'incredibile Hulk. Non è la prima volta che il temibile gigante verde, creato da Stan Lee nel 1962, è protagonista di un'opera su celluloide: nel 2003, infatti, la Universal aveva già realizzato Hulk, per la regia di Ang Lee, con Eric Bana nel doppio ruolo dello scienziato Bruce Banner e del suo mostruoso alter-ego; ma il film di Lee, nonostante un buon riscontro commerciale, non aveva soddisfatto in pieno le aspettative dei numerosi fan del personaggio della Marvel. A cinque anni di distanza, dunque, Hulk torna al cinema con questa mega-produzione ad alto budget (150 milioni di dollari di costo), diretta da un esperto di action-movie, il francese Louis Leterrier (regista di Transporter), ed interpretata da un attore del calibro di Edward Norton, che ha collaborato anche alla sceneggiatura.
Il film di Leterrier comincia direttamente in medias res, con lo scienziato Bruce Banner (Norton) impegnato a nascondersi dall'esercito degli Stati Uniti, che vorrebbe carpire il segreto del suo incontrollabile potere per confezionare degli inarrestabili super-soldati. Fin dall'inizio assistiamo così alle turbolente vicende del protagonista, una sorta di "dottor Jekyll e Mr. Hyde" che tenta in ogni modo di evitare che la creatura racchiusa dentro di sé venga allo scoperto. Ma se nella prima parte sembra prevalere un'impostazione più drammatica, costruita su un'accurata caratterizzazione del personaggio di Banner e sul suo dilemma interiore (come impedire che i propri poteri diventino fonte di rovina e distruzione), dopo circa un'ora di durata la pellicola cambia decisamente registro. Abbandonata ogni riflessione sul rapporto fra l'essere umano ed il "mostro" che questi porta con sé (una metafora della co-esistenza di Bene e Male in ciascuno di noi), nel secondo tempo L'incredibile Hulk scende al livello di un tipico blockbuster estivo, con diverse sequenze ad alto tasso di adrenalina e smodati combattimenti fra Hulk e l'esercito americano.
Sebbene la trama del film non sia priva di spunti d'interesse e di qualche elemento suggestivo, appare evidente che l'intento dell'attore / autore Norton (vale a dire quello di scavare più a fondo nella psicologia di Banner) sia stato messo da parte a favore dell'aspetto più ludico e "commerciale" delle avventure di Hulk: e così, approssimandosi alla conclusione, Leterrier non fa altro che offrirci effetti speciali a go-go, incluso uno spettacolare (forse troppo lungo?) duello finale tra Hulk e la sua nemesi, il malefico Abominio, fra le strade della Grande Mela. Sicuramente convincente la prova di Edward Norton, un po' meno quella della fanciulla di turno, la diafana dottoressa Betty Ross (Liv Tyler); il resto del cast - compresi l'ambiguo generale William Hurt ed il super-cattivo Tim Roth - si limita a fare da tappezzeria alle imprese dell'omone verde. Nell'epilogo, la comparsata di Robert Downey Jr nel ruolo di Tony Stark prelude ad un prossimo "incontro" cinematografico fra l'incredibile Hulk ed Iron Man... i fan sono avvisati!
Film mediocre che parte in maniera frettolosa ma almeno dinamica successivamente i ritmi si rallentano sempre di più con dialoghi noiosissimi e davvero insipidi,per smorzare la noia Leterrier mette in scena rocambolesche scene d'azione così che lo spettatore si svegli da torpore ritornandoci immediatamente al finire dell'action,Norton e Tyler abbastanza bravi,Roth e Hurt un pò meno,buone le musiche [...] Vai alla recensione »
È il più sgraziato dei supereroi, non conosce il bon ton, non ha mai una bella cera e quando si arrabbia "spacca". Non spara ragnatele e non ha gadgets da lanciare, non vola alla velocità della luce e non può spostare pianeti, non ha un corpo di metallo e l'abito giusto al momento giusto, non indossa costumi, maschere e cappe nere. È Hulk, la creatura verde (ma in origine grigia) della Marvel Comics, ideata da Stan Lee e disegnata da Jack Kirby nel 1962.
Hulk “spacca”: contrariamente al prototipo per il grande schermo, l’”Hulk” diretto nel 2003 da Ang Lee, in America ha già incassato 55 milioni di dollari, battendo un concorrente temibile come il cartoon della DreamWorks “Kung Fu Panda”. La ragione del risultato? Senza perdersi troppo in problemi edipici ed etici, questa volta “Hulk spacca”, appunto: come recita la concettosa frase pronunciata dal [...] Vai alla recensione »