Titolo originale Burn After Reading.
Commedia,
durata 96 min.
- USA 2008.
- Medusa
uscita venerdì 19settembre 2008.
MYMONETROBurn After Reading - A prova di spia
valutazione media:
3,03
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Sia lode ai fratelli Coen che hanno rispolverato la vena migliore (quella di Fargo e de Il Grande Lebowski), fornendoci un bel film in cui tutto si tiene e funziona, grazie alla scelta degli attori, della sceneggiatura, della fotografia, del ritmo incalzante.
Ogni elemento è sapientemente orchestrato come una commedia nera che è anche fantapoltica, come un divertissement d’autore che però lascia il segno, come un degno completamento di quell’indimenticabile stupidario che è il Bouvard et Pecuchet di Flaubert. Qualcuno ha parlato di quest’opera come minore; non sono affatto d’accordo. Direi piuttosto che nei due tipi di produzione dei Coen, una più severa, l’altra più scanzonata e surreale, esso si colloca con onore nella seconda tipologia e chiude una specie di trilogia sull’idiozia americana e occidentale in genere, di cui non mancano esempi quotidiani. I due geniali registi altro non fanno che esasperare satiricamente i personaggi, i loro sentimenti, perlopiù banali o negativi, e portare all’estrema conseguenza ciò che è nell’esperienza di tutti noi; mi riferisco a quanto sia labile il confine tra stupidità e azione delittuosa e violenta.
Perciò un ex-analista CIA, Ozzie (John Malkovich), sogna vendette al proprio licenziamento, pensando di pubblicare dati che non interessano più nessuno e intanto si arma di ascia e pistola. La moglie Katie, una fredda e odiosa Tilda Swinton, lo tradisce, ma intanto si informa sul patrimonio del marito, solo e fallito, perché vuole chiedere un divorzio a guadagno sicuro.
Due istruttori di palestra sognano lui, Chad (Brad Pitt), tanti soldi; lei, Linda (Frances McDormand), un corpo giovane e rifatto a furia di costosi interventi. Venuti casualmente in possesso di un cd contenente presunti segreti di Stato, perso da Ozzie, diventano improbabili ricattatori. A intersecare le vite di questi personaggi c’è poi Harry (George Clooney), un ex-federale, che vede in ogni donna una preda, ha un’amante fissa e varie avventure via internet, la fissa della dieta, e, come hobby, costruisce in cantina aggeggi a metà tra sedia elettrica e articoli da sexy-shop.
Questo gruppo di attori, compatto nell’incarnare vizi, tic e idiozie, è integrato, per i personaggi minori, da caratteristi che non fanno una piega; si noti a questo proposito la serie di dialoghi finali tra i capi della CIA che brillano per dabbenaggine in maniera direttamente proporzionale al luogo e allo spessore che dovrebbero avere.
In quanto al resto la scelta musicale è appropriata, il montaggio efficace, il finale folgorante per una serie di scatole cinesi contenenti battute, immagini, soluzioni del tutto imprevedibili.
Purtroppo l’amaro che si assorbe insieme al divertimento non è da ascrivere agli autori. Sarebbe troppo bello se fosse così.
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