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Tom Stall è un uomo tranquillo che vive con la sua famiglia in un pacifico paese americano. Ma quando due teppisti lo costringono a fare l'eroe, facendogli sventare una rapina nella caffetteria che gestisce, molte cose cambiano.
Cronemberg, all'apparenza costruisce un thriller meccanico basato sul crescendo degli eventi. Ma come spesso capita con questo regista, il vero motore del film è sotto la superficie.
L'argomento principale della narrazione, come da titolo, è la violenza. Intesa come morbo, che una volta attecchito avanza inesorabile fino a pervadere tutto. Intesa come marcatore di distanze siderali, dove un tempo regnava l'armonia. Ma intesa anche come potenza salvifica, che porta con se la purezza di una soluzione semplice per problemi complessi.
La trama ruota attorno a Tom, mettendolo al centro della vicenda assieme alla sua famiglia. Un personaggio che consente al regista di esplorare alcune delle sue tematiche preferite, quali la labilità della realtà e la profondità di un personaggio che conserva un segreto. Quella di Tom appare come una sorta di schizofrenia consapevole, capace di farlo essere il perfetto eroe di provincia e il suo esatto contrario.
Un ruolo non facile da portare sullo schermo senza esagerare, ma che trova in Viggo Mortensen il suo interprete ideale. L'attore, sempre misurato nei movimenti e nelle espressioni, è capace di infondere tutto ciò che il suo protagonista richiede, semplicemente con l'intensità di uno sguardo. Incredibile come la cosa riesca a funzionare.
Seguendo i tempi del thriller, Cronemberg disegna la deriva della sua storia, accompagnandola con una messa in scena posata come il suo protagonista, in cui ogni finezza serve a far funzionare il racconto e senza sprecare una sola inquadratura.
Così il regista canadese accompagna lo spettatore verso uno dei finali più riusciti che si possano desiderare. Una scena a quattro dove, senza utilizzare una sola parola, viene detto tutto quello che serve e forse anche oltre. Perché, grazie alla bravura degli attori nel reggere una sequenza così intensa, le domande superano le risposte e i temi lasciati sul tavolo arrovellano la mente per molto tempo dopo la visione.
Un film potentissimo, che, pur nella sua breve durata, riesce a rimanere impresso e a far discutere di se per mesi, vista l'infinità di risvolti che potrebbe offrire. Tra quelle che ho visto, forse l'opera di Cronemberg che mi è piaciuta di più.
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