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European Film Awards 2026, molti premi al talento femminile e molti discorsi politici contro le guerre

L’Italia ha portato a casa il Premio del pubblico giovane a La vita da grandi di Greta Scarano.
di Paola Casella

domenica 18 gennaio 2026 - Premi

Il trionfatore della 38esima edizione degli European Film Awards, trasmessa ieri in diretta MYmovies dalla Haus der Kulturen der Welt di Berlino, è Sentimental Value del regista norvegese Joachim Trier, che ha conquistato ben sei degli otto premi cui era candidato: Miglior film europeo, Miglior regia, Migliori interpretazioni femminile e maschile a Renate Reinsve e Stellan Skarsgård, Miglior sceneggiatura a Eskil Vogt e Joachim Trier e Miglior composizione musicale a Hania Rani, che ha invitato “i registi a scegliere più compositrici in futuro”. Cinque premi più “tecnici” – Migliori Direttore della fotografia a Mauro Erce, Montatore a Cristóbal Fernández, Scenografa a Laia Ateca, Sound designer a Laia Casanovas, e European Casting Director a Nadia Acimi, Luís Bértolo e María Rodrigo - sono invece andati a Sirat del regista spagnolo Oliver Laxe.

In conferenza stampa Trier, alla domanda se questi premi sono un pronostico di quello che succederà alla cerimonia degli Oscar, ha detto “non voglio portarmi sfortuna da solo”, ma sembra evidente che saranno questi due titoli a contendersi il premio come Miglior film non in lingua inglese, con possibile terzo candidato Un semplice incidente del regista iraniano Jafar Panahi.

L’Italia ha portato a casa il Premio del pubblico giovane a La vita da grandi di Greta Scarano, che si è augurata “un mondo meno disumano dove non ci siano genocidi come quello del popolo palestinese”, il riconoscimento come Miglior documentario europeo a Fiume o morte!, la coproduzione italo-croato-slovena diretta da Igor Bezinovice che ha invitato a temere “la combinazione di militarizzazione e capitalismo che conduce ai fascismi”, e l’European Achievement in World Cinema Award ad Alice Rohrwacher, che ha invitato a muoversi “in direzione ostinata e contraria”, e che il direttore artistico della serata, il regista scozzese Mark Cousins, ha paragonato (fra gli altri) a Dreyer e Tati, TarkovskyVarda e De Sica. Purtroppo non hanno invece ottenuto il riconoscimento come Miglior attore per La grazia di Paolo SorrentinoToni Servillo, che però ha presentato (in italiano) il premio al Miglior film della serata, e come Miglior attrice a Valeria Bruni Tedeschi per Duse di Pietro Marcello.

La serata ha visto molti premi al talento femminile (e Cousins ha proiettato molte immagini di film
diretti da registe), molti discorsi politici contro i conflitti in Ucraina, Siria, Iran e Gaza, e contro i
nuovi totalitarismi, e molte standing ovation
. Il senso dello spettacolo del direttore creativo, che ha indossato sul palco il kilt tradizionale, si è manifestato nel far letteralmente nevicare in sala, creare una sinfonia di sequenze e di voci dal vivo, e regalare al pubblico uno flip book con le immagini più belle del cinema europeo.

Il discorso di accettazione più breve è stato quello di Stellan Skarsgård, mentre Alice Rohrwacher è sgattaiolata via dal palco mentre il pubblico si alzava per la sua seconda standing ovation, mentre la vincitrice del Lifetime Achievement Award Liv Ullman ha commosso il pubblico confessando di non tremare tanto per l’emozione quanto per l’età avanzata, e l’ha fatto ridere dichiarando che la Svezia “potrebbe togliere il Nobel a chi ha dimostrato di usarlo male, anche se qualcuno negli Stati Uniti ne rimarrà deluso”. Standing ovation anche per il regista iraniano Jafar Panahi, che ha denunciato “il massacro e la non dichiarata legge marziale” nel suo Paese, aggiungendo che “non solo l’Iran ma tutto il mondo è a rischio”. Forse il momento più intenso è stato quello in cui il Direttore della fotografia Fred
Keleman ha ricordato il regista ungherese Béla Tarr,
recentemente scomparso, con cui ha spesso collaborato, invitando il pubblico a “rimanere umani attraverso film che sappiano creare empatia e illuminare l’oscurità”

Il premio al Miglior film di animazione è andato ad Arco di Ugo Bienvenu e quello al miglior cortometraggio a City of poets di Sara Rajaei, che l’ha dedicato al fratello scomparso, mentre per i Migliori costumi è stata premiata Sabrina Krämer per Sound of Falling di Mascha Schilinski e per il Miglior trucco Torsten Witte per Bugonia.


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