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Il quinto potere

Film 2013 | Drammatico, 129 min.

Regia di Bill Condon. Un film con Benedict Cumberbatch, Daniel Brühl, Anthony Mackie, David Thewlis, Alicia Vikander. Cast completo Titolo originale: The Fifth Estate. Genere Drammatico, - USA, 2013, durata 129 minuti. Uscita cinema giovedì 24 ottobre 2013 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 2,35 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 28 marzo 2014

Nel 2007 Julian Assange, già gestore e fondatore di WikiLeaks, incontra Daniel Domscheit-Berg. Con lui porterà la piattaforma alla notorietà mondiale. In Italia al Box Office Il quinto potere ha incassato 432 mila euro .

Il quinto potere è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING e in DVD e Blu-Ray Compra subito

Consigliato nì!
2,35/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,50
PUBBLICO 2,92
CONSIGLIATO NÌ
Una delle storie più importanti di questi anni non diventa cinema nella maniera che meriterebbe.
Recensione di Gabriele Niola
lunedì 21 ottobre 2013
Recensione di Gabriele Niola
lunedì 21 ottobre 2013

Nel 2007 Julian Assange, già gestore e fondatore di WikiLeaks, incontra Daniel Domscheit-Berg, con lui nel corso di 3 anni porterà la piattaforma per la divulgazione di documenti riservati alla notorietà mondiale attraverso la pubblicazione di una serie segreti clamorosi, culminati con i cablogrammi e i resoconti riguardanti la guerra in Afghanistan del governo americano nel 2010, evento talmente clamoroso da distruggere la stessa organizzazione interna del sito e renderlo il nemico dei principali governi del pianeta.
Quella di WikiLeaks è una storia a doppio livello. Da una parte è un racconto dell'era digitale, la nascita di un sito (e di una tecnologia dietro di esso) che ha cambiato il concetto di segretezza, consentendo la più grande fuga di notizie nella storia dell'informazione; dall'altra è uno dei molti esempi delle nuove forme di attivismo, cioè di come la tecnologia e la comunicazione digitale stiano cambiando la maniera in cui gli individui agiscono e si muovono per protestare attivamente contro le istituzioni.
In questo senso il film di Bill Condon (scritto da Josh Singer, ex collaboratore di Aaron Sorkin) guarda sia alla nuova scia di film che cercano di portare al cinema la più grande rivoluzione dei tempi che viviamo attraverso gli uomini dietro gli indirizzi internet più noti (da The social network fino ai prossimi biografici su Steve Jobs), sia ai movimenti politici e alle tendenze sociali maggiori, come già cercavano di fare i documentari TPB: AFK e We are legion. Forse però non è Bill Condon la personalità più adatta per un simile impiego.
Della complessa figura di Julian Assange il regista azzecca ma non calca il contrasto tra tensione verso la verità e continuo ricorso alla menzogna, la costruzione di un personaggio per molti tratti fasullo e l'irrefrenabile tendenza alla mistificazione finalizzata ai propri nobili scopi, che poi concidono sempre con quelli della sua creatura.
Tuttavia, dotato di un immaginario saldamente radicato nei decenni passati e poco incline a ripensare il cinema per adattarsi alla messa in scena di qualcosa che non c'è (un sito internet), Il quinto potere non ambisce al rigore di The social network (che di un network sociale come Facebook mostrava il contesto di nascita, nuove imprese da nuove categorie umane) ma anzi, pur puntando anch'esso sul rapporto fedeltà/tradimento di due amici, ha la sua trovata visiva più audace in un'idea vecchio stampo per la quale WikiLeaks viene rappresentato da un ufficio anni '50, in cui i file arrivano sotto forma di fogli di carta che bruciano quando viene attaccato. È solo un esempio dell'incapacità del film di immaginare un cinema diverso per raccontare dinamiche, personaggi e fatti unici, che si rispecchia anche nella necessaria semplificazione che viene fatta del protagonista. Il quinto potere infatti in molti punti dipinge Julian Assange con i toni del villain classico (quasi da Ian Fleming, dall'apparenza anticonvenzionale che si rispecchia in gusti, valori e tendenze non ortodosse), non solo lo mette esplicitamente dalla parte del male facendolo scivolare lentamente nel delirio (del resto il film è tratto dal resoconto molto parziale contenuto nel libro scritto dall'ex socio di Assange, ora in causa con lui) ma racconta il legame con Daniel Domscheit-Berg attingendo dichiaratamente al repertorio del melodramma e andando ben oltre l'innocuo bromance. L'Assange di Condon si comporta come una fidanzata ferita che per affermare la propria indipendenza compie il più clamoroso degli atti (di nuovo come Zuckerberg all'inizio di The social network, solo che in quel caso si trattava di un fatto ammesso dallo stesso protagonista) e questo senza negarsi nessuno dei peggiori stereotipi legati al mondo dell'hacking, dalla solitudine all'inettitudine sociale fino al rancore.
Diviso tra l'ammirazione per le conquiste di WikiLeaks e la condanna dei rischi che ha corso, Il quinto potere appare più preoccupato di tirare una morale alla fine della storia (rigorosamente in bocca a giornalisti della carta stampata) che di mostrare la maniera in cui le nuove tecnologie stiano lasciando emergere nuovi protagonisti, nuovi contrasti e nuovi problemi ai vertici socio-economici della società. Il film tralascia totalmente la ricerca di un registro differente dal solito, riducendo una storia complessa da spiegare proprio per la peculiarietà dei suoi contrasti, ad un melò vecchio stampo in cui le dialettiche sono sempre gelosie, invidie e vanità già note e prevedibili dallo spettatore.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 25 ottobre 2013
Gabardine

Il film si limita a raccontare fatti realmente accaduti riguardanti la storia di Wikileaks e del suo fondatore Julian Assange. Il linguaggio usato dal regista, a me sconosciuto, è semplice ed efficace, e permette allo spettatore di rettificare autonomamente la vastità di informazioni rilasciate durante il racconto. A tal proposito ho trovato molto utili le suggestive inquadrature su [...] Vai alla recensione »

Frasi
Non va troppo lontano chi si fida delle persone.
Le persone sono leali ma per opportunismo cambiano idea.
Una frase di Julian Assange (Benedict Cumberbatch)
dal film Il quinto potere
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

Una delle affermazioni interessanti fatte nel denso documentario di Alex Gibney We Steal Secrets: The Story of WikiLeaks era che -estradizione o meno- il dipartimento di stato Usa ha già vinto una battaglia fondamentale contro Julian Assange, e cioè quella dell'immagine, isolando il fondatore di WikiLeaks da quegli stessi organi mediatici istituzionali - New York Times, The Guardian e Der Spiegel- [...] Vai alla recensione »

NEWS
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giovedì 5 settembre 2013
Chiara Renda

Si apre oggi il Toronto International Film Festival, rivale sempre più incalzante della Mostra del Cinema di Venezia non ancora conclusa. Un festival molto meno elitario, ricco di pubblico, con una giuria composta da pubblico e dunque utile soprattutto [...]

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