| Titolo originale | Materialists |
| Anno | 2025 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Finlandia, USA |
| Durata | 116 minuti |
| Regia di | Celine Song |
| Attori | Dakota Johnson, Chris Evans, Pedro Pascal, Zoe Winters, Marin Ireland Dasha Nekrasova, Sawyer Spielberg, Lindsey Broad, Eddie Cahill, Will Fitz, Halley Feiffer, Alison Bartlett, Rachel Zeiger-Haag, Beshoy Mehany, Joseph Lee, John Magaro, Madeline Wise, Emiliano Díez. |
| Uscita | giovedì 4 settembre 2025 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| MYmonetro | 2,75 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 1 settembre 2025
Commedia romantica scritta, diretta e prodotta da Celine Song, già autrice di Past Lives. Material Love è 35° in classifica al Box Office, ieri ha incassato € 921,00 e registrato 409.687 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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New York City, oggi. Lucy è una "combina coppie": il suo lavoro è quello di abbinare fra di loro i single in base a determinati parametri, che hanno a che fare prevalentemente con la condizione socio-economica e l'appetibilità fisica delle due persone coinvolte. Durante la festa di matrimonio di una coppia formata da Lucy la donna rivede John, l'uomo con cui aveva condiviso una grande storia d'amore ma che ha lasciato perché, da attore squattrinato, lui non poteva darle le comodità che lei esigeva - e infatti al matrimonio fa ancora il cameriere.
Nella stessa circostanza, seduta al tavolo dei single, Lucy si imbatte anche in Harry, che secondo i suoi parametri professionali è "un unicorno": super ricco, affascinante, educato, spiritoso e intenzionato ad avere una relazione seria. Da quel momento Lucy sarà divisa fra due uomini che rappresentano per lei anche due possibilità opposte di futuro.
Material Love è l'opera seconda della regista coreano-canadese Celine Song, drammaturga il cui film di esordio, Past Lives, è stato un successo inaspettato e pluripremiato, e che sembra intenta a specializzarsi in triangoli amorosi incentrati su scelte esistenziali, e ambientati in una New York come avamposto socioculturale.
Così come in Past Lives al centro, più che l'amore, c'era la nostalgia per la strada non intrapresa, in Material Love l'amore è meno importante del valore che ognuno dà a se stesso attraverso le proprie scelte sentimentali. Il "dating" viene rappresentato come un mercato in cui si acquista o ci si mette in vendita in base ad una serie di parametri quantificabili: reddito, proprietà immobiliari, ma anche altezza in centimetri, peso in chili, numero di capelli rimasti, età anagrafica, elenco di pretese. Gli incontri che Lucy fissa per i suoi clienti sono in realtà trattative commerciali funzionali a definire il proprio e altrui valore di mercato, che nel 2025, secondo Song, coincide con quello esistenziale.
Lucy diventa così una contabile delle relazioni, ma deve anche improvvisarsi psicologa pronta a consigliare i suoi clienti (soprattutto donne) su quanto possano richiedere e quanto invece debbano accontentarsi, sempre in termini di percentuali quantificabili. Song ci presenta la sua protagonista come una vincente impeccabilmente abbigliata, sicura di sé e ammirata dalle colleghe e dai clienti, ma anche come una figurina rigida e triste che attraversa la sua vita con disincanto e una palpabile dose di amarezza. In profondità, ciò che la fa camminare come un burattino è la vergogna che prova per aver impostato le sue scelte personali sul parametro del materialismo spiccio, e averne poi fatto una professione.
Questa impostazione è molto interessante, così come lo sono le tematiche che Song mette sul piatto: niente di nuovo sotto il sole, intendiamoci, e infatti Material Love inizia con un prologo che vede due cavernicoli giurarsi eterno amore (senza parole), ma potrebbe anche mostrare gli stessi due litigare per chi porta a casa la cacciagione. Ma è vero che il tempo presente accentua l'aspetto materialista delle relazioni, e allarga il divario fra chi - soprattutto in una città costosa come New York - privilegia il benessere economico alla crescita personale. Song inquadra spesso i suoi personaggi da una distanza entomologica proprio perché fa di loro le cavie di un esperimento sociologico che riflette la deriva merceologica di una nazione, attualmente incarnata dal suo stesso presidente.
Material Love ha un taglio profondamente conservatore e spesso stereotipato, in primis nel dare per scontato che le clienti di Lucy puntino tutte a sistemarsi con un uomo che le mantenga nel lusso e i clienti alla scopata con una modella ventenne. Qui non siamo ai tempi di Jane Austen, in cui la sopravvivenza di una donna era legata indissolubilmente ad un matrimonio ben riuscito dal punto di vista economico. E non si capisce perché la stessa Lucy, che ha un lavoro ben retribuito, non possa semplicemente scegliersi un uomo che le piace invece che continuare a mirare al miliardario. Questa visione retrograda delle relazioni ha probabilmente una base documentaria, ma è veramente deprimente dal punto di vista della (mancata) evoluzione dei rapporti fra i sessi. "L'amore è facile perché non possiamo farci niente", dice Lucy, che è un po' come smarcarsi dalla sindrome del control freak, ma anche un modo di deresponsabilizzare le proprie scelte adulte.
In realtà il tema davvero interessante e contemporaneo che emerge in filigrana è quello della morte, ripetutamente nominata en passant, come un rimosso freudiano: si parla ripetutamente di obitori e di cadaveri, senza mai creare il collegamento fra certe ossessioni e la paura del proprio trapasso, e di aver trascorso inutilmente il poco tempo a noi concesso. E questo è il modo in cui viene raccontato anche il corpo, non solo femminile, come campo di battaglia, investimento socio economico e oggetto di mortificazione personale, ennesimo parametro di valore di mercato deperibile proprio in funzione del suo inevitabile destino finale.
Altro tema molto attuale è la differenza fra percezione e realtà, fra ciò che crediamo di desiderare e ciò che veramente vogliamo: una dispercezione che, sembra dire Song, è indotta dalla società dell'immagine, in cui ognuno cerca di apparire migliore di quello che è, il che altera artificialmente le aspettative di tutti su ciò che si dovrebbe essere (o almeno sembrare).
Material Love non è riuscito nel modo in cui tratta questi temi, che è confuso, contraddittorio e drammaturgicamente poco efficace, con anche una brusca svolta narrativa su un argomento di cronaca trattato in modo davvero troppo tangenziale, quanto nelle domande che spingerà il pubblico a porsi all'uscita di sala. La sua veste di comedia romantica è ingannevole nella misura in cui la storia, più che d'amore, è di commentario sociale, e sarebbe davvero più convincente se mantenesse fino in fondo il cinismo iniziale della sua protagonista, e dei nostri tempi materialisti.
Film che fa riflettere sulle relazioni sentimentali, e segue la storia di Lucy una donna che aiuta le persone a trovare la propria dimensione sentimentale, ma e' lei stessa ad essere in difficolta' su questo.. Lucy frequenta due uomini, uno e' ricco e potente, e un cameriere ambizioso, e la scelta tra i due e' una parte emblematica del film. La regista, Celine Song, mostra come la gente sia ossessionata [...] Vai alla recensione »
La trama avrebbe avuto del potenziale, ma il film è fatto a parere mio davvero male, non mi ha trasmesso emozioni, non ci sono colpi di scena... narrazione lenta, piatta e fredda
Un film brutto con un cast sprecato. Dialoghi stucchevoli su lunghi primi piani patinati, storia che fatica a decollare arrancando tra presunti "colpi di scena" che definire scontati e banali è dir poco. Racconta una società newyorkese vuota e superficiale, ma senza la profondità narrativa necessaria a farla percepire o come denuncia o come parodia.
Un film brutto con un cast sprecato. Dialoghi stucchevoli su lunghi primi piani patinati, storia che fatica a decollare arrancando tra presunti "colpi di scena" che definire scontati e banali è dir poco. Racconta una società newyorkese vuota e superficiale, ma senza la profondità narrativa necessaria a farla percepire o come denuncia o come parodia.
Lei non sa recitare. E' terribile, sembra che lei legga il copione scritto..... Orrore in una storia mal costruita.
Sono un cinefilo discreto, piu che altro appassionato, ma vedere e pagare per questi film mi sembra veramente eccessivo. La trama e gli spunti sono anche interessanti, ma basta il trailer per 2 minuti che vale piu dello stesso film.Si tratta infatti del mondo patinato che probabilmente sognano tutti, la ragazza umile(!) che ritrova il vecchio fidanzato a cui dare una seconda chance anche se povero [...] Vai alla recensione »
In questo film ci sono evidenti sbavature nella sceneggiatura, banalità diffuse, recitazioni statiche. Però il messaggio di fondo è attualissimo anche nelle società occidentali, moderne e democratiche. Quante coppie si formano ancora per convenienze o consolidati rituali sociali ? L'ascensore sociale non si attiva nemmeno oggi quando si tratta di coppie.
Il film scivola via facilmente. La prima parte è molto divertente. Ci sono tante verità. è un film che si può vedere nettamente! Consigliato
Dagli anni '80 in poi, la declinazione americana del romanticismo cinematografico ha quasi sempre a che fare, anche nei casi migliori, con la competizione sociale, con il posizionamento reciproco tra uomo e donna e con la collocazione della coppia sulla scena vita (relazione, famiglia, lavoro, città...). Ci vogliono duri come Clint Eastwood o Kevin Costner per forzare questo schema e arrivare a toccare [...] Vai alla recensione »
«Le persone non vogliono davvero l'amore. Vogliono la sensazione di essere desiderate da qualcuno che corrisponde alla loro idea di sé.» (Dal film) Con Material Love, Celine Song non si limita a riscrivere le regole della commedia romantica: le smonta con chirurgica dolcezza, ne analizza la struttura emotiva e ideologica, e le ricompone in un ritratto elegante, disturbante, ironico e profondamente [...] Vai alla recensione »
Celine Song ha voluto raccontare cosa spinge una coppia a volersi sposare in una New York fagocitata dal guadagno a tutti i costi e dal prevalere dell'apparenza sulla sostanza. Una vera critica al vetriolo nei confronti del neocapitalismo che la regista, newyorkese d'adozione, respira e subisce ogni giorno. Protagonista del film è Lucy, un'altissima e glaciale Dakota Johnson, che in un'epoca in cui [...] Vai alla recensione »
Come la protagonista, la regista/ sceneggiatrice di Past Lives ha lavorato in un'agenzia matrimoniale. In questa facile commedia romantica come una volta affida al suo personaggio, specialista combina-coppie di successo, un quesito contemporaneo sull'amore: che posto ha oggi la tradizionale, inevitabile domanda (citata): sposerò l'uomo/donna della mia vita? Per certi versi è un viaggio nel passato, [...] Vai alla recensione »
Lucy è l'impiegata di punta d'una agenzia per cuori solitari. Esamina i profili dei clienti, li accoppia. Nove matrimoni si devono a lei, che dal canto suo vive sola e non cerca. Ma si ritrova in mezzo a due. Pedro Pascal - ricco sfondato e single: sarebbe un «unicorno», il cliente ideale - le fa la corte. E ricompare l'ex Chris Evans, spiantato come ai vecchi tempi, proprio per questo lei lo scaricò. [...] Vai alla recensione »
Che ne è oggi della commedia romantica, di quel genere che per un secolo ha raccontato l'amore come gioco e destino, come schermaglia verbale e rivelazione improvvisa, come leggerezza che celava serietà, come frivolezza che si trasformava in verità, e che ha avuto in Lubitsch la grazia dell'allusione, in McCarey la capacità di avvicinare il riso alla malinconia, in Sturges il ritmo frenetico dell'intelligen [...] Vai alla recensione »
Celine Song è la regista miracolata di "Past Lives". Una storia di emigrazione dalla Corea: la ragazzina parte con i genitori verso gli Stati Uniti, lasciando il ragazzino con cui passava le giornate, appena messi giù i libri di scuola. Lui ne ha il cuore spezzato, lei in un soggiorno per scrittori attorno a New York trova da grande un bel giovanotto di cui innamorarsi.
A due anni di distanza dall'acclamato esordio Past Lives, triangolo amoroso la cui fiamma arde malinconica e silenziosa tra le sfumature, i non detti e ciò che il passato senz'altro ha generato nelle vite delle parti coinvolte, Celine Song (la nuova promessa dell'indie statunitense) torna dietro la macchina da presa, firmando regia e sceneggiatura di Material Love.
Dakota Johnson, attrice la cui capacità di recitare altro da sé pare, misteriosamente, perfino scemare col trascorrere degli anni, interpreta Lucy, perfetta negazione dell'eroina romantica: è l'impiegata di maggior successo in un'agenzia di incontri newyorkese che combina i suoi clienti secondo logiche riconducibili al pensiero incel, la sottocultura misogina che quantifica in cifre l'appetibilità [...] Vai alla recensione »
Material Love ha tutto quel che dovrebbe avere una commedia sentimentale come si deve, e anche qualche cosa di più. NY è accesa di vibrazioni elettriche, come nei migliori episodi di Sex and the City; Dakota Johnson - che di mestiere combina matrimoni - è un'eroina abbastanza impertinente da reggere uno scambio al vetriolo, e sufficientemente romantica da farci tifare per lei; i meccanismi comici sono [...] Vai alla recensione »
In questa America incupita perché dominata da chi non sa immaginare un futuro per tutti ma solo per alcuni, così immalinconita poiché attraversata da tante solitudini che in fondo sognano solo qualcuno da amare, Celine Song fa teoria e pratica della commedia romantica. E prende tutti ma proprio tutti i cliché del genere per farne l'uso che compete a un'autrice colta e raffinata come dimostrava il film [...] Vai alla recensione »