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Uscito nel 1948 è un noir/thriller/horror diretto da Fritz Lang, regista austriaco che dopo importanti esperienze nella cinematofrafia tedesca (Dr. Mabuse, Metropolis) nel 1934 si rifugia in USA. Ad Hollywood dimostrò la sua capacità artistica, esprimendosi come regista versatile affrontando diversi generi: sociale (Fury) western (Jess il bandito, Rancho Notorious) innnumerevoli noir (La donna del ritratto, La strada scarlatta, Gardenia blu, Il grande caldo) gialli (Quando la città dorme).
Il film girato con pochi esterni, si svolge prevalentemente in un grande palazzo non lontano da New York, la protagonista è Celia Barret (Joan Bennet) ricca ereditiera, amministra il patrimonio il fratello Rick (Paul Cavanagh) affezionato alla sorella che intende sposare il loro avvocato Bob Dwigt (James Seay), la morte improvvisa del fratello induce Celia di andare in Messico per una lunga vacanza di riposo e per meditare il suo futuro con l'amica Edith (Natalie Schafer). In Messico conosce Mark Lamphere (Michael Redgrave) architetto direttore di una rivista di cui s'innamora follemente malgrado i sui comportamenti ambigui. Al ritorno Celia lo sposa e decide di vivere nella villa/palazzo del marito a Lavender Falls non lontano da New York. Trova un ambiente ambiguo dirige la casa la sorella di Mark Caroline (Anne Revere), per motivi di economia la servitù è ridotta, c'é una misteriosa segretaria: miss Robey (Barbara O'Neil) dal volto sfigurato, scopre poi che Mark è vedovo e ha un figlio adolescente Davis che odia il padre perché ritiene che abbia ucciso la madre. Oltretuttto Mark che ha tratti maniacali ha costruito un'ala del palazzo in cui ha creato 6 stanze che riproducono con assoluta fedeltà 6 stanze in cui avvennero storicamente 6 omicidi di donne uccise dal marito, una settima stanza rimane rigorosamente chiusa, Celia scopre che è uguale a quella che abita nel palazzo. Mark sente che deve uccidere Celia che ha paura del marito, ma una serie di incidenti capolvogerà la situazione e Celia riprende in mano la situazione e l'amore per Mark.
Fritz Lang che ha prescindere dell'inevitabile alternarsi di diversa qualità nella regia di un film, ha sempre diretto pellicole di qualità, in questo caso non siamo in presenza di un capolavoro, ma certamente di un film di ottimo livello qualitativo. Innanzitutto sono da evidenziaria l'abilità tecnica di Lang: l'eccellente fotografia, il sapiente alternarsi del bianco e nero, dell'oscurità e della luce, che sottolineano con precisione l'atmosfera psicologica della storia. Nella vicenda, che trova spunto nel film Rebecca di Hitchcock, si evincono poi gli elementi caratteristici dell'arte di Lang e del suo patrimonio cinematografico; l'atmosfera ossessiva di crimini più presunti che reali, un "goticismo" nelle scene quasi da sfiorare l'horror (ad esempio il matrimonio di Mark con una testimone vestita lugubremente di nero), l'approfondimento psicologico dei protagonisti, in particolare di Mark e di Celia, anche se in questo caso Lang si è accontentato di una lettura un pò superficiale di Freud (allora di moda), si verificano poi alcune cesure di logicità nella narrazione, ad esempio la figura dell'avvocato Dwight che da promesso sposo scompare praticamente dalla storia, eliminando tra l'altro un possibile "sospettato" delle disgrazie di Celia, così come frettolosamente sia rivelato lo "shock" subito da Mark da bambino per la fuga della madre con un uomo che lo fa da adulto desideroso di uccidere la moglie. Queste e altre pecche impediscono che il film possa essere considerato un capolavoro. Ottima la recitazione di Joan Bennet che riesce a interpetare una Celia dalle diverse personalità; la ricca e viziata ereditiera, la sentimentale donna innamorata, la moglie terrorizzata dal marito e dall'ambiente cupo in cui vive, dimostrando una notevole professionalità. Al tempo del film era già una star di successo (Piccole donne, La strada scarlatta,La donna del ritratto) che durò per alcuni anni (Il padre della sposa) ma la sua carrirea venne interrotta dalla bachettona Hollywood quando il marito il produttore Wanger la soprese reduce da un incontro intimo con il suo agente che ferì con 2 colpi di pistola. Discreta la recitazione dell'altro protagonista Michael Redgrave.
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