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figliounico
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martedì 7 gennaio 2025
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spirito di patata a iosa per un film inutile e noioso
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Non basta la performance attoriale della Huppert, brava come sempre nonostante sia stata messa, poveretta, a parodiare nientedimeno che la Swanson di Viale del tramonto, da Ozon senza alcun ritegno citato a iosa a riempimento di una sceneggiatura-canovaccio tipica di una pochade di inizi novecento, e di un cast formato da ottimi professionisti, tra cui il nostro oriundo Luchini, per salvare un film dalla noia e adatto esclusivamente, immagino, alla visione di un pubblico di vecchie signore affettate. I dialoghi, sempre melensi e recitati fastidiosamente sopra le righe, sono soltanto un inutile chiacchiericcio molesto, infarcito pretenziosamente da battute che vorrebbero essere a tutti i costi spiritose e invece sono niente affatto divertenti sortendo alla fine un effetto diametralmente opposto.
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lunedì 6 gennaio 2025
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ma sintetizzare un po' no, vero.
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Recensione troppo lunga, ridondante di citazioni.
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eugenio
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martedì 19 settembre 2023
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due donne e un mistero
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Bravo Francois Ozon. Capace di innovare la sua filmografia, spiazzando e rendendo la commedia occasione di riflessione arguta!
Qui siamo dalle parti di 8 donne e un mistero, Mon Crime ,storia di due giovani donne nella Parigi degli anni 30,simpaticamente spiantate: una accusata di omicidio (Madeline,sicut) del produttore che ha cercato di abusare di lei; l'altra che la difende. Due donne in affitto, in una società francese corrotta e maschilista che cerca la facile accusa; dramma giudiziario presto teso ma capovolto nella prosa di un palcoscenico teatrale dove la capacità delle due attrici e degli stolti uomini (il giudice interpretato da Luchini) ben si compensa con l'ironia trionfale di un cinema libero.
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Bravo Francois Ozon. Capace di innovare la sua filmografia, spiazzando e rendendo la commedia occasione di riflessione arguta!
Qui siamo dalle parti di 8 donne e un mistero, Mon Crime ,storia di due giovani donne nella Parigi degli anni 30,simpaticamente spiantate: una accusata di omicidio (Madeline,sicut) del produttore che ha cercato di abusare di lei; l'altra che la difende. Due donne in affitto, in una società francese corrotta e maschilista che cerca la facile accusa; dramma giudiziario presto teso ma capovolto nella prosa di un palcoscenico teatrale dove la capacità delle due attrici e degli stolti uomini (il giudice interpretato da Luchini) ben si compensa con l'ironia trionfale di un cinema libero. Oltre ogni patriarcato maschilista ancora oggi non propriamente eradicato.
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luciano sibio
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giovedì 17 agosto 2023
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storia fantasiosa e aspirante al divertente
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La scenografia è di tutto rispetto, l'ambientazione d'epoca è ricercata con una felice ricostruzione di colori e sensazioni.Anche la storia almeno inzialmente sembra riportarci a un certo cinema, anni venti francese, alla Renè Claire tanto per intenderci. Ma la storia ben presto finsice con l'imperniarsi su un susseguirsi di impersonificazioni di ruoli, che danno assai di più alla storia una sfumatrura tutta teatrale a carattere pirandelliano.Peccato che le storie di Pirandello avevano tutte uno sfondo drammatico, erano la ricerca dolorosa e spesso impossibile di un'identiità. Qui invece tutto si trasforma in un gioco teso a divertire lo spettatore con trovate e cambi di scena improvvisi sullo stile dei musicol e commedie americane anni venti dopo il superamento del cinema muto, con tanto di finale salva tutti e che in parte ci riporta anche al periodo oggetto dell'ambientazione di questa storia fantasiosa e aspirante al divertente.
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La scenografia è di tutto rispetto, l'ambientazione d'epoca è ricercata con una felice ricostruzione di colori e sensazioni.Anche la storia almeno inzialmente sembra riportarci a un certo cinema, anni venti francese, alla Renè Claire tanto per intenderci. Ma la storia ben presto finsice con l'imperniarsi su un susseguirsi di impersonificazioni di ruoli, che danno assai di più alla storia una sfumatrura tutta teatrale a carattere pirandelliano.Peccato che le storie di Pirandello avevano tutte uno sfondo drammatico, erano la ricerca dolorosa e spesso impossibile di un'identiità. Qui invece tutto si trasforma in un gioco teso a divertire lo spettatore con trovate e cambi di scena improvvisi sullo stile dei musicol e commedie americane anni venti dopo il superamento del cinema muto, con tanto di finale salva tutti e che in parte ci riporta anche al periodo oggetto dell'ambientazione di questa storia fantasiosa e aspirante al divertente. In verità le trovate comiche sono ben poche,i cambi di scena non ti fanno saltare dalla sedia e quindi "un'aura" fatta di mediocrità strisciante coinvolge lo spettatore che rimane deluso e annoiato.Sicuramente se si voleva omaggiarlo il cinema francese meritava di più.
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ralphscott
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domenica 9 luglio 2023
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mai prendersi sul serio
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Tre stelle abbondanti o quattro poco importa. Quelche conta é uscire dalla sala felice, leggero, sazio di cinema. Accuratissimo in una ricostruzione degli anni '30 che é operazione nostalgia di qualcosa in realtà mai vissuto, ma troppo bello da aver perso: costumi, automobili, vetrine...colori e sapori. Arriva persino una novità da Marsiglia, il pastis. Attori deliziosi in grande spolvero, diretti come meglio non si potrebbe. Ho pensato al motivo per cui queste commedie da noi non escono, al motivo per cui noi dobbiamo sopportare le Archibugi, i Muccino, i Moretti, le solite messe in scena corali con i soliti attori in crisi esistenziale. Poi ho riflettuto. Ci vuole l'(auto)ironia dei francesi, certo, ma dove stanno, da noi, i Luchinì (la sua mimica facciale vale il biglietto)? Le Huppert ? Le nostre commedie propongono i Leo, i Giallini, i Gassmann, bravi professionisti, ma il gap é evidente.
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Tre stelle abbondanti o quattro poco importa. Quelche conta é uscire dalla sala felice, leggero, sazio di cinema. Accuratissimo in una ricostruzione degli anni '30 che é operazione nostalgia di qualcosa in realtà mai vissuto, ma troppo bello da aver perso: costumi, automobili, vetrine...colori e sapori. Arriva persino una novità da Marsiglia, il pastis. Attori deliziosi in grande spolvero, diretti come meglio non si potrebbe. Ho pensato al motivo per cui queste commedie da noi non escono, al motivo per cui noi dobbiamo sopportare le Archibugi, i Muccino, i Moretti, le solite messe in scena corali con i soliti attori in crisi esistenziale. Poi ho riflettuto. Ci vuole l'(auto)ironia dei francesi, certo, ma dove stanno, da noi, i Luchinì (la sua mimica facciale vale il biglietto)? Le Huppert ? Le nostre commedie propongono i Leo, i Giallini, i Gassmann, bravi professionisti, ma il gap é evidente.
Ozon é ormai, per me, il regista del cuore.
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giovannivestri
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sabato 10 giugno 2023
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film leggero che vi lascerà di buon umore
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Il nuovo film di François Ozon regala 1 ora e mezza di risate in una storia originale e magnetica. Attori formidabili e Parigi in sottofondo accompagna delicatamente la storia. Nadia Tereskiewicz dopo Forever Young regala un altra interpretazione preziosa.
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amgiad
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lunedì 5 giugno 2023
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finalmente il cinema
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Dopo tanti film introspettivi, costruiti, "autoriali" nel peggior senso, improvvisati, inutili, ecc.ecc., finalmente un buon film. Ben girato, ottima ricostruzione dello spirito, e nei costumi, dell' epoca. Tra tante altre, apprezzabile la battuta sul Pernod, nuovo aperitivo appena giunto dal Sud.
Assolutamente da vedere, per meravigliarsi di quanto ancora possa essere bello fare vero cinema, che a ricordarci tristi vicende ci pensa tutti i giorni la vita, e di "documentari" in veste di film ce n' è già troppi.
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corebo
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domenica 4 giugno 2023
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divertente
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Non c'è da aspettarsi il capolavoro, ma è un fil che scorre bene a volte è divertente altre meno, con finale a sorpresa.
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enzo70
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lunedì 15 maggio 2023
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ozon ci regala un film che è un omaggio al cinema
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Ozon riesce a rendere un grande omaggio al miglior cinema francese, con una commedia semplice quanto brillante. Madeleine Verdier e Pauline Mauleon sono due giovani donne, una aspirante attrice ed un aspirante avvocato. Ma la vita in un sottotetto di Parigi è difficile per le due ragazze che vivono in miseria, assillate da un grasso padrone di casa. Madeleine viene invitata da un noto produttore che prova ad usarle violenza. Ma riesce a fuggire. Il problema è che verrà accusata dell’omicidio dell’uomo che avverrà a poche ore di distanza dal loro incontro. La soluzione è accusarsi del delitto, non commesso, sostenendo che sia avvenuto per legittima difesa.
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Ozon riesce a rendere un grande omaggio al miglior cinema francese, con una commedia semplice quanto brillante. Madeleine Verdier e Pauline Mauleon sono due giovani donne, una aspirante attrice ed un aspirante avvocato. Ma la vita in un sottotetto di Parigi è difficile per le due ragazze che vivono in miseria, assillate da un grasso padrone di casa. Madeleine viene invitata da un noto produttore che prova ad usarle violenza. Ma riesce a fuggire. Il problema è che verrà accusata dell’omicidio dell’uomo che avverrà a poche ore di distanza dal loro incontro. La soluzione è accusarsi del delitto, non commesso, sostenendo che sia avvenuto per legittima difesa. E il difensore sarà chiaramente Pauline. Inizia uno spassoso gioco di ruoli, con continui colpi di scena resi dal regista in maniera sempre perfetta. Le tematiche politiche del film, ambientato a Parigi nel 1935 vengono sempre declinate con grande semplicità, il femminismo, l’incompetenza delle istituzioni caratterizzati. Consigliatissimo.
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[+] femminismo e ironia nell''ultimo film di ozon
(di antonio montefalcone)
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femus001
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domenica 7 maggio 2023
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meglio che ozon lasci stare lubitsch e wilder...
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Ineccepibile nella regia, il film delude molto per i dialoghi che lungi dall'essere brillantemente ironici, suonano purtroppo, quasi sempre, solo banalmente scontati.
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