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antonella cenni
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mercoledì 29 ottobre 2025
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pap? tenerone, storia tossica. manca un capitolo.
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Mi è piaciuto. La storia, ben recitata, ci porta dentro una famiglia simpatica, oserei dire felice, dove i genitori sono ancora una coppia di innamorati e Mia può contare sulla complicità della mamma e la protezione di un papà dolcissimo. E' un modo per dire che anche nelle famiglie fortunate si può insinuare una storia tossica che sporca e rende debole anche l'amore e l'amicizia, di cui la protagonista è circondata. Il finale sospeso lascia un senso di sbilanciamento, perchè al realismo, tristemente condiviso, della condanna di Sergio non corrisponde la benchè minima notizia della vicenda giudiziaria di Marco. Qualcuno lo va "a prendere"? Viene archiviata la denuncia? Questa domanda, più che la sorte di Mia, mi lascia sospesa.
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Mi è piaciuto. La storia, ben recitata, ci porta dentro una famiglia simpatica, oserei dire felice, dove i genitori sono ancora una coppia di innamorati e Mia può contare sulla complicità della mamma e la protezione di un papà dolcissimo. E' un modo per dire che anche nelle famiglie fortunate si può insinuare una storia tossica che sporca e rende debole anche l'amore e l'amicizia, di cui la protagonista è circondata. Il finale sospeso lascia un senso di sbilanciamento, perchè al realismo, tristemente condiviso, della condanna di Sergio non corrisponde la benchè minima notizia della vicenda giudiziaria di Marco. Qualcuno lo va "a prendere"? Viene archiviata la denuncia? Questa domanda, più che la sorte di Mia, mi lascia sospesa. Manca un capitolo.
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silvana simoncini
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martedì 24 dicembre 2024
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film reale
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Io ho trovato il film ben fatto, senza retorica, i dialoghi, l ambientazione, i personaggi ver(purtroppo), credibili...ho provato molta rabbia nei confronti della madre, all inizio , una che "non vuole vedere"quasi orgogliosa del successo sentimentale della figli
"È un bravo ragazzo, il padre ha una concessionaria auto dove hai comprato la tua"..il padre più in contatto con la realtà capisce...
La ragazza molto brava, e bravi anche i compagni..una spaccata realistica del mondo adolescenziale
Mi è piaciuto anche il finale che ha evitato gli Happy hand americaneggianti
Bravo regista e bravi attore...
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spione
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sabato 7 dicembre 2024
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one angry man
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Film non consigliato a chi cerca diversivi dal tono consolatorio con cui evadere dalla realtà dopo la solita giornata squallida e frustrante. Per quanto mi riguarda, infatti, il maggior pregio di Ivano De Matteo è proprio quello di non aver paura di descriverla per quello che è, la maledetta realtà! Oggettivamente. Freddamente. Senza cedere alla puerile tentazione di distorcerla per assecondare i desideri di fuga che essa genera nella stragrande maggioranza del pubblico.
Come "Gli equilibristi" - il suo capolavoro - e il meglio della sua produzione - da "La bella gente" a "Villetta con ospiti" a "I nostri ragazzi" -, questo film è una bastonata sui cavi poplitei (si vede, vero, che faccio pilates?).
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Film non consigliato a chi cerca diversivi dal tono consolatorio con cui evadere dalla realtà dopo la solita giornata squallida e frustrante. Per quanto mi riguarda, infatti, il maggior pregio di Ivano De Matteo è proprio quello di non aver paura di descriverla per quello che è, la maledetta realtà! Oggettivamente. Freddamente. Senza cedere alla puerile tentazione di distorcerla per assecondare i desideri di fuga che essa genera nella stragrande maggioranza del pubblico.
Come "Gli equilibristi" - il suo capolavoro - e il meglio della sua produzione - da "La bella gente" a "Villetta con ospiti" a "I nostri ragazzi" -, questo film è una bastonata sui cavi poplitei (si vede, vero, che faccio pilates?). Tanto che al termine della visione mi tremavano letteralmente gambe, confermandomi una volta di più nella convinzione di quanto valga la pena di perseverare nell'impari lotta - si veda al proposito "Il Verme del Rafano è più felice di me" - tra chi si ostina a considerare i titoli di coda come parte integrante di un'opera e lo scempio imperante che (Netflix docet) vorrebbe dirottare la mente dello spettatore sul prodotto successivo già tre secondi dopo che hanno iniziato a espletare la loro preziosa funzione catartica.
La vicenda non è delle più originali. Si parla di amori tossici, maschi manipolatori, violenza psicologica, stalking, porn revenge: argomenti ampiamente presenti nel cinema e nella letteratura perché purtroppo direttamente derivati dalla cronaca recente. Quello che mi è parso più apprezzabile e coinvolgente, semmai, è il modo di trattarli: senza lasciare spazio agli stereotipi, alla retorica, all'ideologico manicheismo nella divisione delle colpe a cui, purtroppo, molto spesso assistiamo nell'attuale dibattito. Qui non si fanno sconti a nessuno, perché accanto al "cattivo" - un ventenne come tanti che molto banalmente disprezza il genere femminile - non c'è la consueta galleria di vittime e santini. La forza del film, anzi, è proprio quella di voler e saper descrivere - com'è sacrosanto e necessario, ma purtroppo anche terribilmente raro - quella profonda ambivalenza che colora inevitabilmente i rapporti sentimentali e familiari.
Se la quindicenne eponima è indubbiamente plagiata e mentalmente abusata, pertanto, la lucida brutalità del suo carnefice la (e ci) mette di fronte alle sue "corresponsabilità", cioè a quell’immensa zona grigia delle relazioni interpersonali che solitamente si preferisce proclamare tabù perché troppo dolorosa e complessa da sviscerare. E ancor più il discorso vale per quello che è il vero protagonista del film: suo padre. Non saprei dire quanto sia azzeccata la scelta di affidarne il ruolo a Edoardo Leo (per altro bravissimo come sempre, come del resto Milena Mancini, che non conoscevo e che interpreta la madre), ma quel che è certo è che l'unico episodio di reale violenza "fisica" in tutto il film è uno schiaffo che assesta proprio lui al fidanzato della figlia. Il quale, da ottimo rappresentante del “Male”, ne risveglia la terribile urgenza di doversi confrontare con i propri demoni interiori che inevitabilmente impregnano il loro rapporto. "Sei stato tu a chiamarla Mia!", gli ricorda nella scena forse più impietosa, quella che dovrebbe consentire a chi possiede la necessaria sensibilità di cogliere nella rabbia di un padre simbolicamente spodestato il riflesso di quell’identico desiderio di possesso e dominio che non può permettersi di riconoscere in se stesso.
È un topos psicoanalitico facilmente rintracciabile nel mito e nell’arte, del resto, quello della rabbia incontrollabile e distruttiva rivolta verso chi estrinseca un sentimento che il soggetto ha rimosso e ricacciato nell’inconscio in quanto inaccettabile. Nel cinema, per esempio, questo meccanismo di proiezione è messo in atto dal giurato n. 3 dello splendido “12 Angry Men” (La parola ai giurati) di Sidney Lumet. E forse non è un caso che il film si chiuda sfiorando l’argomento a sua volta delicatissimo – e per affrontare il quale non ne basterebbe un altro – di come il comportamento del singolo sia destinato ad essere interpretato e valutato nell’impersonale letto di Procuste della giustizia umana, il cui gelido ingranaggio evoca consonanza più con l’efferatezza del fidanzato che con il goffo (e penoso) struggimento del padre. Che chiude la sua disperata parabola in ginocchio, impietosamente ritratto in tutta la sua precaria fragilità.
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lu pichi
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mercoledì 27 novembre 2024
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la parte finale è no! un occasione sprecata.
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Il film mi è piaciuto fino ad un certo punto il finale l'avrei voluto vedere diverso, capisco il regista che vuole rappresentare l'impossibilità di un uomo perbene che oltre a denunciare non può fare ma un'amore così grande, bello, puro, come ci viene descritto nel film non può finire con il padre che abbozza su tutto. Nel 2017 a Vasto in Abruzzo un uomo perse la moglie sposata da due mesi per un incidente stradale, alla guida dell'auto c'era un 21 enne che al test dell'alcool è della droga risultò negativo. Era incensurato, un ragazzo che non frequentava brutti ambienti, fu scarcerato abbastanza presto, i litigi tra le due fazioni sui social portarono quest'uomo ad uccidere il 21 enne.
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Il film mi è piaciuto fino ad un certo punto il finale l'avrei voluto vedere diverso, capisco il regista che vuole rappresentare l'impossibilità di un uomo perbene che oltre a denunciare non può fare ma un'amore così grande, bello, puro, come ci viene descritto nel film non può finire con il padre che abbozza su tutto. Nel 2017 a Vasto in Abruzzo un uomo perse la moglie sposata da due mesi per un incidente stradale, alla guida dell'auto c'era un 21 enne che al test dell'alcool è della droga risultò negativo. Era incensurato, un ragazzo che non frequentava brutti ambienti, fu scarcerato abbastanza presto, i litigi tra le due fazioni sui social portarono quest'uomo ad uccidere il 21 enne. A volte la testa risponde malissimo al dolore e alla sofferenza, fa vedere tutto storto. Il film fino ad un certo punto lo trovo bello, coinvolgente, ben interpretato e veritiero solo mi sarei aspettato un finale più drammatico, e per certi versi più giusto, per questo film. Secondo me un occasione sprecata.
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gabriella
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giovedì 18 aprile 2024
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senza senso
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Visto, ha qualche scena forte MA: non ha una vera trama, solo un pugno centrale fatto di ansia senza una vera origine (o almeno non esplicitamente detta: è colpa dell’atteggiamento possessivo del padre che si riflette nel fidanzatino oppure è della libertà senza controllo autorevole dei genitori?) e senza un lieto fine o comunque un epilogo razionalmente accettabile (quindi si sveglia? Quindi il ragazzo si è pentito dopo essersi spaventato? Quindi il papà e la figlia si sono riconciliati? Quindi i genitori devono fare i genitori o devono temere le conseguenze stupide di un figlio?forse è un sistema-film che trasmette la mancanza di valori?).
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Visto, ha qualche scena forte MA: non ha una vera trama, solo un pugno centrale fatto di ansia senza una vera origine (o almeno non esplicitamente detta: è colpa dell’atteggiamento possessivo del padre che si riflette nel fidanzatino oppure è della libertà senza controllo autorevole dei genitori?) e senza un lieto fine o comunque un epilogo razionalmente accettabile (quindi si sveglia? Quindi il ragazzo si è pentito dopo essersi spaventato? Quindi il papà e la figlia si sono riconciliati? Quindi i genitori devono fare i genitori o devono temere le conseguenze stupide di un figlio?forse è un sistema-film che trasmette la mancanza di valori?).
Un film senza un vero senso, tipo incubo da cui ti risvegli sollevato perché non ha avuto senso di esistere nemmeno nella tua mente.
Francamente non è stato per me ciò che pensavo potesse essere: un film educativo sul rapporto genitori figli in questi tempi così strani.
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isabella antonucci
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domenica 26 novembre 2023
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nessuna retorica
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Spero che questo film non sarà dimenticato col tempo; non è una rappresentazione artistica, ma realistica, del momento storico che stiamo vivendo. Il suo merito è di raccogliere in un'opera fruibile da chiunque le migliaia di storie di violenza relazionale alle quali in questi anni ci stiamo abituando, di condensarle in un racconto in cui è impossibile non empatizzare con i personaggi.
Lodevolissimo che non si sia abusato di retorica, ma anzi, ci sia attenuti alla più cruda delle narrazioni.
Unico neo, a mio parere, è la scelta di Edoardo Leo per interpretare il padre. La sua performance non è criticabile, ma penso non sia ancora in grado di sostenere un ruolo del genere.
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Spero che questo film non sarà dimenticato col tempo; non è una rappresentazione artistica, ma realistica, del momento storico che stiamo vivendo. Il suo merito è di raccogliere in un'opera fruibile da chiunque le migliaia di storie di violenza relazionale alle quali in questi anni ci stiamo abituando, di condensarle in un racconto in cui è impossibile non empatizzare con i personaggi.
Lodevolissimo che non si sia abusato di retorica, ma anzi, ci sia attenuti alla più cruda delle narrazioni.
Unico neo, a mio parere, è la scelta di Edoardo Leo per interpretare il padre. La sua performance non è criticabile, ma penso non sia ancora in grado di sostenere un ruolo del genere. Avrei scelto un attore più maturo, anche anagraficamente.
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gianluca
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mercoledì 22 novembre 2023
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recensione film "mia"
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Molto bello..emotivamente coinvolgente..ottima recitazione e regia ..fotografia top..una Roma invernale, peri..poetica
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recensione film "mia"
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Molto bello..emotivamente coinvolgente..ottima recitazione e regia ..fotografia top..una Roma invernale, peri..poetica
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jonnylogan
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domenica 6 agosto 2023
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siamo tutti mia
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I figli crescono e a quindici anni non sono più quei bambini ripresi nei filmini di famiglia, oggi fruibili su cellulari e pc e non più su schermi improvvisati nei salotti di casa. Ad accorgersene nella maniera più drastica non fa di certo eccezione la famiglia di Sergio e Valeria, lui autista d’ambulanza e lei casalinga, con una figlia che con l’arrivo del primo ragazzo vede la sua vita del tutto cambiata.
Ivano De Matteo, come attore noto al grande pubblico per il ruolo d’ Er Puma nella serie TV Romanzo Criminale, fa ancora una volta centro aggiungendo alla propria filmografia l’ennesima attenta esplorazione dell’animo umano.
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I figli crescono e a quindici anni non sono più quei bambini ripresi nei filmini di famiglia, oggi fruibili su cellulari e pc e non più su schermi improvvisati nei salotti di casa. Ad accorgersene nella maniera più drastica non fa di certo eccezione la famiglia di Sergio e Valeria, lui autista d’ambulanza e lei casalinga, con una figlia che con l’arrivo del primo ragazzo vede la sua vita del tutto cambiata.
Ivano De Matteo, come attore noto al grande pubblico per il ruolo d’ Er Puma nella serie TV Romanzo Criminale, fa ancora una volta centro aggiungendo alla propria filmografia l’ennesima attenta esplorazione dell’animo umano. Un’esplorazione iniziata attraversando i problemi di chi deve fare i conti con una vita famigliare distrutta (Gli Equilibristi, 2012) fino a denunciare le ipocrisie borghesi (Villetta con Ospiti, 2019) passando per i drammi morali di una coppia di fratelli (I nostri Ragazzi, 2014)
Tratto da un soggetto scritto da Edoardo Leo e sceneggiato dallo stesso De Matteo come sempre affiancato dalla moglie Valentina Ferlan, Mia narra un coacervo di problemi in cui una famiglia moderna e con una figlia modello, può rimanere coinvolta, non certo immune dai pericoli di stalking, minacce, fino al Revenge Porn. Tutti gli attori restituiscono alla pellicola una cifra stilistica di grande livello. Dolore, paura e rabbia sono sottolineati da ogni componente nella maniera più apodittica possibile. Greta Gasbarri, per la prima volta sul grande schermo, recita il ruolo di una ragazza come tante, avvicinata da un ragazzo inizialmente capace di mimetizzarsi per quello che in realtà non è. Riccardo Mandolini, fra i protagonisti del serial Netflix Baby (id., 2018-2020), è tanto bravo a calarsi nella parte al punto di farsi odiare nella maniera più viscerale possibile. Completa il cast Edoardo Leo nel ruolo di Sergio, padre impotente al quale il destino ha presentato il conto senza un motivo apparente.
Unico limite del film proprio quel desiderio di descrivere il sovrapporsi di numerosi problemi in cui le nuove tecnologie la fanno da padrone. Ma al netto di questa sbavatura la resa è un pugno nel centro dello stomaco. Un pugno che però ha l’indubbio merito di svegliare e non anestetizzarci.
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rossana santangelo
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lunedì 17 aprile 2023
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bello ed impegnativo emotivamente
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Film bellissimo e devastante emotivamente..
Sono entrata in empatia con questa bellissima famiglia distrutta da un essere spregevole..
Il dolore di Mia me lo sono sentito dentro pur non avendo mai avuto fortunatamente esperienze con soggetti simili..
La speranza che la madre aprisse quella porta in tempo e il dolore quando Mia non era più lì seduta alla finestra...
La disperazione del padre.... e l'ingiustizia del finale....la rabbia viene soprattutto perchè sappiamo tutti che non è un finale da film...ma un finale assolutamente realistico...
E il fatto che non ci sia tutela per queste situazioni è terrificante...perchè vorrei vedere quale genitore non cercherebbe di avere giustizia.
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Film bellissimo e devastante emotivamente..
Sono entrata in empatia con questa bellissima famiglia distrutta da un essere spregevole..
Il dolore di Mia me lo sono sentito dentro pur non avendo mai avuto fortunatamente esperienze con soggetti simili..
La speranza che la madre aprisse quella porta in tempo e il dolore quando Mia non era più lì seduta alla finestra...
La disperazione del padre.... e l'ingiustizia del finale....la rabbia viene soprattutto perchè sappiamo tutti che non è un finale da film...ma un finale assolutamente realistico...
E il fatto che non ci sia tutela per queste situazioni è terrificante...perchè vorrei vedere quale genitore non cercherebbe di avere giustizia...io impazzirei totalmente...
Comunque un film di grande insegnamento..insegna l'importanza di far capire a un figlio che un partner può dare un'opinione ma non proibire le cose (ad esempio il septum che Mia tanto voleva e che poi ha finto di non volere più), che l'allontanamento dagli amici è tossico e, soprattutto che non devono vergognarsi di nulla ma parlare se qualcuno mina la serenità..
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