| Titolo originale | News of the World |
| Anno | 2020 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | USA |
| Durata | 118 minuti |
| Regia di | Paul Greengrass |
| Attori | Tom Hanks, Neil Sandilands, Thomas Francis Murphy, Helena Zengel, Chukwudi Iwuji Fred Hechinger, Michael Angelo Covino, Francheska Bardacke. |
| Tag | Da vedere 2020 |
| MYmonetro | 3,18 su 31 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 9 febbraio 2021
Tom Hanks nel primo western della sua carriera è un uomo che accetta di aiutare una ragazza che è stata rapita. Il film ha ottenuto 4 candidature a Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, 4 candidature a BAFTA, 4 candidature a Satellite Awards, Il film è stato premiato a National Board, 7 candidature a Critics Choice Award, 2 candidature a SAG Awards, 1 candidatura a Writers Guild Awards, 1 candidatura a ADG Awards, Al Box Office Usa Notizie dal mondo ha incassato 12,7 milioni di dollari .
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CONSIGLIATO SÌ
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Nel 1870, nel Texas ancora ferito dalla sconfitta nella Guerra civile, Jefferson Kyle Kidd, ex capitano dell'esercito confederato, gira di città in città per leggere ad alta voce, durante affollatissime assemblee, le "notizie dal mondo" pubblicate sui giornali americani. Durante un trasferimento si imbatte nell'unica sopravvissuta all'agguato a una carovana, una bambina di origine tedesca vestita come una indiana. Il nome della bambina è Cicada, e prima ancora Johanna, orfana di una famiglia di coloni sterminata dai Kiowa e poi adottata dalla tribù. Deciso a consegnarla a un avamposto dell'esercito, Kidd sarà invece costretto ad accompagnare la bambina da alcuni suoi zii nel nord dello stato, attraversando con lei un territorio selvaggio e pericoloso.
Tratto da un romanzo del 2016 di Pauletta Jiles, il western che Paul Greengrass ha diretto per la Universal Pictures e Netflix aggiorna alla contemporaneità un genere fuori dal tempo, tra echi del trumpismo e la questione delle origini di una nazione.
In Notizie dal mondo, western tradizionale e monumentale nonostante la normalizzazione stilistica del cinema ipercinetico di Greengrass, la presenza di Tom Hanks è qualcosa in più della semplice adesione al progetto di una star: è un tramite, la garanzia dell'efficacia del processo democratico che a fine XIX secolo portò all'integrazione degli stati del sud nell'unione e oggi, nel XXI secolo, gestisce le pulsioni razziste e anti-statali della destra eversiva.
Da sempre incarnazione dei valori paternalisti dell'ideologia americana, Hanks interpreta la parte di un messaggero; non un giornalista e nemmeno un semplice lettore, ma un uomo d'ordine e un divulgatore; un vinto integratosi nel nuovo sistema dei vincitori e in grado sia di capire il malcontento della popolazione del sud, sia di frenarne gli istinti selvaggi.
La casa del capitano Kidd è la strada, quel paesaggio americano piatto e desertico che secondo la tradizione del western (viene in mente il cinema di William Wellman) è uno spazio da attraversare e conquistare, laddove per le tribù di nativi è invece un tutt'uno con il cielo e la natura. Allo stesso modo, la famiglia dell'uomo, cancellata dalla guerra ormai terminata da cinque anni, è un mondo da riformare e riscrivere grazie all'incontro con Johanna, bambina angelica e insieme selvaggia (la bravissima Helena Zengel) che apre a una lettura chiaramente simbolica della vicenda.
Se l'apparizione di una bianca rapita da una tribù indiana rimanda inevitabilmente a Sentieri selvaggi (come la classica e abusata immagine della porta che incornicia i due protagonisti nel finale del film), in realtà la figura di Cidada/Johanna, più che per il rimando a un'idea di famiglia e appartenenza, ha valore soprattutto in virtù del suo destino: doppiamente orfana, sopravvissuta allo sterminio della famiglia naturale e della famiglia acquisita, la bambina è l'immagine di un paese da ricreare, un foglio bianco da compilare, oltre i contrasti, la violenza e la rabbia osservata nel corso del viaggio del capitano Kidd e della sua giovane compagna.
Le avventure dell'adulto e della bambina, tra città che non ne vogliono sapere dei soldati federali, incontri e duelli con feroci banditi, visite inattese a sinistre comunità autogestite, mettono chiaramente in scena le pulsioni sinistre dell'America profonda: l'odio per neri, indiani, messicani; la tentazione dell'autoritarismo; l'inevitabilità di una lotta per la sopravvivenza dove il più forte vince sul più debole.
La successione degli eventi allestiti dalla sceneggiatura dello stesso Greengrass e di Luke Davies è talmente evidente da dare al film un passo didascalico ed esplicitamente, freddamente politico; un procedimento che tiene, sì, fede alla natura mitologica del western, ma che lavora in maniera netta, priva di sfumature anche a livello stilistico, tra scene madri e momenti più intimi.
Più efficace, invece, il ritratto del mondo dei nativi, rappresentati come un popolo di fantasmi, feroci ma silenziosi e imperscrutabili, nei due momenti migliori del film: quando Cicada cerca di inutilmente di unirsi a una carovana che sta viaggiando sulla sponda opposta di un fiume in piena e quando, durante una tempesta di sabbia, l'incontro della bambina con un tribù in marcia verso un luogo indefinito - forse già avviata verso il regno dei morti - permette al capitano Kidd di recuperare un cavallo.
Sono queste, forse, le immagini più autentiche dello spirito americano invocato da Notizie dal mondo, segno del destino di un popolo condannato a temere la stessa fine dei nativi sterminati e a ripeterne il tragico percorso di conquista, spostamento e sparizione.
Valutazione preferibile: tre stelle e mezzo. Si vuole premiare anche la scelta di una bella storia che tratta di varie tematiche. E' l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di Paulette Jiles. Siamo in Texas nel 1870 e, dopo aver partecipato alla guerra civile americana, l'ex capitano Jefferson Kyle Kidd si guadagna da vivere diffondendo in giro per il Texas le notizie di [...] Vai alla recensione »
Se esistono un attore e un regista da cui non ci saremmo aspettati un western, questi sono Tom Hanks e Paul Greengrass. Il primo perché si è specializzato in parti di uomo moderno; l' altro perché è inglese nonché autore di una filmografia centrata su drammi reali e contemporanei (gli attentati di United 93 e 22 luglio). Invece il binomio ha realizzato un ottimo western che, modernizzandola, si riallaccia [...] Vai alla recensione »